IDROCHINIDINA RITARDO LIRCAPS

Informazioni principali

  • Nome commerciale:
  • IDROCHINIDINA RITARDO LIRCAPS
  • Utilizzare per:
  • Esseri umani
  • Tipo di medicina:
  • Farmaco allopatico

Documenti

Localizzazione

  • Disponibile in:
  • IDROCHINIDINA RITARDO LIRCAPS
    Italia
  • Lingua:
  • italiano

Informazioni terapeutiche

  • Area terapeutica:
  • Antiaritmici, classe IA
  • Dettagli prodotto:
  • 023165018 - "250 MG CAPSULE RIGIDE A RILASCIO PROLUNGATO" 20 CAPSULE - revocato

Status

  • Fonte:
  • AIFA - Agenzia Italiana del Farmaco
  • Numero dell'autorizzazione:
  • 023165
  • Ultimo aggiornamento:
  • 25-06-2019

Foglio illustrativo: composizione, posologia, indicazioni, interazioni, gravidanza, allattamento, effetti indesiderati, controindicazioni

Foglio illustrativo

IDROCHINIDINA RITARDO LIRCAPS 250 mg

capsule rigide a rilascio prolungato

idrochinidina cloridrato

COMPOSIZIONE

Principio attivo: idrochinidina cloridrato 250 mg

Eccipienti: saccarosio, amido di mais, povidone, miscela polimeri metacrilici, talco.

Componenti della capsula: gelatina, indigotina (E 132).

FORMA FARMACEUTICA E CONTENUTO

20 capsule ad azione prolungata per somministrazione orale dosate a 250 mg di idrochinidina cloridrato.

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antiaritmico

TITOLARE AIC

Teofarma S.r.l. – Via F.lli Cervi, 8 – 27010 Valle Salimbene (PV)

PRODUTTORE E CONTROLLORE FINALE

Teofarma S.r.l. – Viale Certosa, 8/A - Pavia

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

Extrasistolia sopraventricolare. Extrasistolia ventricolare. Fibrillazione e flutter atriali. Mantenimento del ritmo sinusale

dopo cardioversione farmacologica o elettrica delle tachiaritmie atriali. Profilassi delle tachiaritmie parossistiche

sopraventricolari e delle tachicardie ventricolari.

CONTROINDICAZIONI

Il farmaco è controindicato nelle seguenti condizioni: ipersensibilità verso i componenti del prodotto; disturbi

dell'automatismo sinusale; blocco atrioventricolare completo, se il paziente non è protetto da un "pacemaker"; QT lungo;

torsione di punta; blocco di branca o gli altri disturbi della conduzione intraventricolare; intossicazione digitalica;

insufficienza cardiaca non compensata; infarto recente; anamnesi di porpora trombocitopenica seguita a precedente

somministrazione di chinidina; miastenia.

PRECAUZIONI PER L’USO

I preparati chinidinici debbono essere impiegati con grande cautela in pazienti con insufficienza cardiaca. L'impiego di

idrochinidina in questi pazienti deve essere preceduto dal controllo dello stato di compenso e dalla valutazione della

kaliemia.

E' necessario porre attenzione al fatto che l'idrochinidina può aumentare i livelli plasmatici della digossina, richiedendo così

un adattamento posologico.

L'iperkaliemia e l'alcalinizzazione dell'urina potenziano l'azione dei preparati chinidinici.

La sorveglianza dell'equilibrio idro-elettrolitico dovrà essere molto accurata nei pazienti con insufficienza renale nei quali la

posologia deve essere adattata sulla base della residua funzionalità renale e dei livelli plasmatici del farmaco.

Nello stato di gravidanza somministrare soltanto in caso di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del Medico.

INTERAZIONI

Associazioni controindicate

con altri antiaritmici che possono provocare torsione di punta (i.e. cepridil, sotalolo, amiodarone) per aumento del

rischio della torsione di punta.

con lidoflazina, prenylamina, vincamina per aumento del rischio della torsione di punta.

Associazioni correlate con precauzioni d'uso

con farmaci che alcalinizzano le urine (i.e. acetazolamide, bicarbonato di sodio, trismetalolo o THAM), per aumento

delle concentrazioni plasmatiche dell'idrochinidina e rischio di sovradosaggio. Si consiglia il controllo ECG ed

eventualmente della idrochinidinemia con successivo adattamento della sua posologia.

con digossina e per estensione lanatoside C per aumento della digossinemia (diminuzione del volume di distribuzione

e della eliminazione). Si consiglia il controllo ECG ed eventualmente della idrochinidinemia con successivo

adattamento del dosaggio.

con Beta-bloccanti, per disturbi della contrattilità, dell'automatismo e della conduzione (soppressione dei meccanismi

nervosi simpatici di compenso). Si consiglia il controllo clinico ed ECG.

con farmaci che provocano la diminuzione della kaliemia

(i.e. amfotericina B, gluco e mineralo cortisonici,

tetracosactide, diuretici ipopotassemizzanti, lassativi stimolanti), per aumento del rischio della torsione di punta;

l'ipokaliemia è un fattore favorente così come bradicardia o un intervallo QT lungo.

Durante il trattamento con amfotericina B, cortisonici, tetracosactide e diuretici si consiglia: la prevenzione

dell'ipokaliemia o, se necessario, la sua correzione, il controllo della durata dell'intervallo QT; nel caso di torsione di

punta: elettroterapia.

La somministrazione di lassativi stimolanti durante il trattamento con idrochinidina è sconsigliabile.

con induttori enzimatici

(fenobarbital, fenoina, primidone, rifampicina), per diminuzione dei livelli plasmatici

d'idrochinidina e della sua efficacia antiaritmica dovuta ad accelerazione del catabolismo epatico. Si consiglia un

controllo clinico, ECG e della idrochinidinemia. Se necessario adattare la posologia dell'idrochinidina durante il

trattamento con induttori enzimatici e subito dopo la loro sospensione (rischio del sovradosaggio).

Documento reso disponibile da AIFA il 10/06/2016

Esula dalla competenza dell’AIFA ogni eventuale disputa concernente i diritti di proprietà industriale e la tutela brevettuale dei dati relativi all’AIC dei

medicinali e, pertanto, l’Agenzia non può essere ritenuta responsabile in alcun modo di eventuali violazioni da parte del titolare dell'autorizzazione

all'immissione in commercio (o titolare AIC).

AVVERTENZE SPECIALI

Nel trattamento del flutter atriale la riconversione al ritmo sinusale, preceduta da una progressiva riduzione del grado del

blocco, può comportare un rapido aumento della frequenza ventricolare.

Prima di iniziare la terapia con chinidina bisogna verificare la potassiemia e saggiare la sensibilità del paziente con una

dose test, seguita dopo 4 ore da un tracciato elettrocardiografico.

Un allargamento anomalo del QRS o la comparsa di turbe del ritmo cardiaco sono segni d'ipersensibilità individuale che

controindicano l'impiego del farmaco.

In corso di trattamento è necessario eseguire frequenti controlli elettrocardiografici fino al monitoraggio continuo e alla

determinazione del tasso plasmatico della chinidina quando la situazione ne richiedesse l'impiego ad alte dosi.

Un aumento della durata

50% del complesso QRS è indicazione assoluta alla sospensione della terapia.

IDROCHINIDINA RITARDO contiene saccarosio: in caso di accertata intolleranza agli zuccheri contattare il medico

curante prima di assumere il medicinale.

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE

La posologia dell'

IDROCHINIDINA RITARDO LIRCAPS 250 mg capsule rigide a rilascio prolungato deve essere

individualizzata. In pratica, nella maggioranza dei casi, la somministrazione è di 1 LIRCAPS per 2 o 3 volte al dì.

SOVRADOSAGGIO

I sintomi del sovradosaggio osservati dopo le dosi eccessive (

4 g di idrochinidina) sono le seguenti : disturbi digestivi,

neurosensori (visivi, uditivi), respiratori (apnea), agitazione, ipotensione.

I segni ECG-grafici del sovradosaggio possono essere rappresentati da: blocco di branca, blocco bifascicolare,

allungamento del QRS, tachicardia ventricolare, torsione di punta, fibrillazione ventricolare, asistolia.

Nel caso di sovradosaggio è opportuno mettere in atto le usuali misure di trattamento sintomatologico quali : induzione di

vomito e lavanda gastrica, mantenimento del respiro (ventilazione assistita), mantenimento della funzione cardiaca

(massaggio cardiaco, stimolazione cardiaca), controllo della pressione arteriosa (infusione di liquidi nei casi di ipotensione),

correzione delle alterazioni dell'equilibrio idro-elettrolitico.

L'infusione di una soluzione 1/6 molare di lattato di sodio incrementa il legame della chinidina alle proteine plasmatiche e

diminuisce la potassiemia.

Poichè l'eliminazione della chinidina è facilitata dalla acidità delle urine, si consiglia provvedere alla loro acidificazione.

La diuresi forzata aumenta l'escrezione della chinidina.

EFFETTI INDESIDERATI

Sono possibili durante la terapia con chinidina effetti secondari dovuti ad iperdosaggio o, alle dosi terapeutiche, ad

ipersensibilità individuale verso il prodotto.

Segni di cinconismo: cefalea, vertigini, ronzii auricolari, ipoacusie, turbe della visione (diplopia, fotofobia).

Segni cardiovascolari: allargamento del QRS, turbe della conduzione atrioventricolare, torsione di punta, extrasistoli

ventricolari, ritmi idioventricolari (compresi la tachicardia e la fibrillazione ventricolare), arresto cardiaco, sincope, embolie

arteriose, ipotensione.

Segni gastrointestinali: nausea, vomito, diarrea, dolori addominali.

Segni ematologici: anemia emolitica, porpora trombocitopenica, agranulocitosi.

Segni dermatologici: rash cutaneo accompagnato da prurito, fotosensibilizzazione.

Segni oculari: neuriti ottiche.

Altre manifestazioni d'ipersensibilità: angioedema, asma, collasso cardiocircolatorio.

Il paziente è invitato a comunicare al proprio Medico o Farmacista qualsiasi effetto indesiderato non descritto nel foglio

illustrativo.

Attenzione: non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione.

REVISIONE DEL FOGLIO ILLUSTRATIVO DA PARTE DEL MINISTERO DELLA SALUTE: Giugno 2010

Documento reso disponibile da AIFA il 10/06/2016

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