EPARINA CALCICA TS

Informazioni principali

  • Nome commerciale:
  • EPARINA CALC.T.S 10SIR 12500UI
  • Forma farmaceutica:
  • PREPARAZIONE INIETTABILE
  • Composizione:
  • "12500 U.I./0,5 ML SOLUZIONE INIETTABILE" 10 SIRINGHE PRERIEMPITE
  • Classe:
  • A
  • Tipo di ricetta:
  • Ricetta ripetibile, validità 6 mesi, ripetibile 10 volte
  • Utilizzare per:
  • Esseri umani
  • Tipo di medicina:
  • Farmaco allopatico

Documenti

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Localizzazione

  • Disponibile in:
  • EPARINA CALC.T.S 10SIR 12500UI
    Italia
  • Lingua:
  • italiano

Altre informazioni

Status

  • Fonte:
  • AIFA - Agenzia Italiana del Farmaco
  • Numero dell'autorizzazione:
  • 033937020
  • Ultimo aggiornamento:
  • 09-08-2016

Foglio illustrativo

DENOMINAZIONE

Eparina calcica TS

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antitrombotici.

PRINCIPI ATTIVI

Eparina calcica (purificata da EDTA).

ECCIPIENTI

Acqua per preparazioni iniettabili.

INDICAZIONI

Profilassi e terapia della malattia tromboembolica venosa e

arteriosa.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI

L'eparina sodica o calcica non deve essere usata in pazienti: con

accertata ipersensibilita' al farmaco o a qualcuno degli

eccipienti, con grave trombocitopenia, nei quali non possono

essere condotti ad appropriati intervalli i test di coagulazione

con il tempo di coagulazione del sangue intero ed il tempo di

tromboplastina parziale attinto (APTT).

Questa controindicazione si riferisce all'eparina sodica o

calcica adosi anticoagulanti; non c'e' generalmente bisogno di

monitorare i parametri della coagulazione in pazienti che

ricevono eparine a dosi basse profilattiche (inferiori o uguali a

0,2 ml per 3 volte die per l'eparina calcica o 15000 unita' die

per l'eparina sodica), con uno stato emorragico non controllato:

qualora sia associato a coagulazione intravasale disseminata

(DIC), l'uso dell'eparina andra' valutato nello specifico

contesto clinico.

L'anestesia loco-regionale per procedure di chirurgia elettiva e'

controindicata nei pazienti che ricevono eparina adosi

anticoagulanti.

Accidenti cerebrovascolari emorragici.

In presenza di lesioni oragniche ad elevato rischio di

sanguinamento l'uso di eparina andra' valutato nello specifico

contesto clinico considerando il rapporto rischio-beneficio nel

singolo caso.

POSOLOGIA

Quando si somministra eparina sodica o calcica a dose

anticoagulante,il loro dosaggio dovrebbe essere determinato con

frequenti test di coagulazione.

Se i test di coagulazione sono al di sopra

dell'intervalloterapeutico o se si verificano emorragie, la dose

dovrebbe essere ridotta o, se del caso, l'eparina dovrebbe essere

sospesa.

Azione antagonista della protamina.

La protamina serve per la rapida neutralizzazionedell'attivita'

dell'eparina, in caso di sanguinamento significativo.

La quantita' richiesta dipende dal tasso ematico di eparina

somministrata e dal tempo intercorso dall'iniezione.

La somministrazione di protamina deve essere fatta in infusione

lenta endovena; 50 mg di protamina neutralizzano 5000 U.I. di

eparina.

La dose di protamina che si devesomministrare per neutralizzare

un bolo eparinico cala in proporzioneal tempo trascorso dalla

un bolo eparinico cala in proporzioneal tempo trascorso dalla

somministrazione del bolo (subito dopo il bolo il 100% della

dose, dopo 1 ora il 50%, dopo 2 ore il 25%).

La dosedi protamina da somministrare in caso di infusione

continua di eparinae' quella utile per neutralizzare le U.I. di

eparina infuse nelle ultime 4 ore.

In caso di trattamento con eparina calcica sottocute a

doseanticoagulante di deve somministrare una dose di protamina

per neutralizzare circa il 25% della ultima dose eparinica,

ripetendo tale somministrazione ogni 3 ore fino a 4 volte.

CONSERVAZIONE

Nessuna.

AVVERTENZE

Emorragie.

Possono avvenire in qualunque distretto dell'organismo in

pazienti che ricevono eparina sodica o calcica.

Un inspiegabile calo dell'ematocrito, una caduta della pressione

arteriosa, o qualsiasi altrosegno o sintomo non attribuibile ad

altre cause dovrebbe far sospettare un evento emorragico.

L'eparina sodica o calcica dovrebbe essere usata con estrema

cautela in patologie nelle quali vi sia rischio di emorragie.

Alcune di tali condizioni sono: cardiovascolari: endocardite

batterica sub-acuta, grave ipertensione non controllata dalla

terapia anti-ipertensiva; ematologiche: condizioni associate con

aumentata tendenza alle emorragie come sindromi emofiliche o

carenza di fattori della coagulazione, trombocitopenia,

trombocitopatie ed alcune porpore vascolari emorragiche (tipo

malattia di Rendu-Osler); gastrointestinali:ulcera peptica,

esofagiti o gastriti erosive, malattia infiammatoria intestinale

in fase attiva, altre patologie gastroenterologiche a rischio

emorragico, drenaggio continuo dello stomaco o del piccolo

intestino; chirurgiche: durante o immediatamente dopo: a)

rachicentesi o anestesia spinale; b) interventi chirurgici

maggiori a carico del cervello,della colonna vertebrale o

dell'occhio; altre: malattie epatiche conalterazioni dei

parametri della coagulazione e/o varici esofagee o gastropatia da

ipertensione portale a rischio emorragico elevato, minaccia

d'aborto.

Trombocitopenia da eparina.

La trombocitopenia e' una complicazione ben conosciuta della

terapia con eparina sodica o calcica epuo' comparire da 4 a 10

giorni dopo l'inizio del trattamento, ma anche prima in caso di

precedente trombocitopenia da eparina.

Nel 10 al 20% dei pazienti puo' comparire una lieve

trombocitopenia (conta piastrinica maggiore di 100,000 mm^3), che

puo' restare stabile o regredire,anche se la somministrazione di

eparina e' continuata.

In alcuni casiinvece (dallo 0,3 al 3% dei casi) si puo'

determinare una forma piu' grave (trombocitopenia da eparina di

II tipo), immunomediata, caratterizzata dalla formazione di

anticorpi contro il complesso eparina-fattore piastrinico 4.

In questi pazienti si possono sviluppare nuovi trombiassociati

con trombocitopenia, derivanti dall'irreversibile aggregazione di

piastrine indotta da eparina, la cosiddetta "sindrome del trombo

bianco".

Tale processo puo' portare a gravi complicazioni tromboemboliche

come necrosi cutanea, cancrena delle estremita' che puo'

renderein alcuni casi necessaria l'amputazione, infarto

miocardico, emboliapolmonare, stroke e a volte morte.

Percio', la somministrazione di eparina sodica o calcica dovrebbe

essere interrotta oltre che per comparsa di piastrinopenia, anche

se il paziente sviluppa una nuova trombosio un peggioramento di

una trombosi precedente.

La prosecuzione della terapia anticoagulante, per la trombosi

La prosecuzione della terapia anticoagulante, per la trombosi

causa del trattamento in corsoo per una nuova comparsa o

peggioramento, andrebbe intrapresa, dopo sospensione

dell'eparina, con un anticoagulante alternativo.

E' rischioso in questi casi l'impiego delle eparine a basso peso

molecolare per la possibilita' di cross-reattivita', quanto

quello di una immediata introduzione della terapia anticoagulante

orale (descritti casi di peggioramento della trombosi).

Quindi una trombocitopenia di qualunque natura deve essere

attentamente monitorata.

Se la conta piastrinica scendeal di sotto di 100,000/mm^3, o se

si verifica trombosi ricorrente, l'eparina sodica o calcica deve

essere sospesa.

Una conta piastrinica andrebbe valutata prima del trattamento e

di seguito due volte alla settimana per il primo mese in caso di

somministrazioni protratte.

Diminuita sensibilita' all'eparina.

Una diminuita sensibilita' all'eparina sodica o calcica si puo'

verificare nella febbre, trombosi, tromboflebite, infezioni con

tendenza trombotica, stati infiammatori, a volte in corso di

infarto miocardico, cancro, carenza di antitrombina III e

neipazienti post-chirurgici.

In caso di trattamento eparinico a dosi anticoagulanti evitare la

somministrazione intramuscolare di farmaci.

Neipazienti sottoposti ad anestesia spinale o peridurale, ad

analgesia epidurale o a puntura lombare, la profilassi con basse

dosi di eparina non frazionata puo' essere molto raramente

associata con ematomi spinali o epidurali che possono portare a

paralisi di durata prolungata o permanente.

Il rischio e' aumentato dall'uso di cateteri peridurali a

permanenza per infusione continua, dall'assunzione concomitante

di farmaci che influenzano l'emostasi come gli antinfiammatori

non steroidei (FANS), gli inibitori dell'aggregazione piastrinica

e gli anticoagulanti, da traumi o da punture spinali ripetute,

dalla presenza di un sottostante disturbo della emostasi e dalla

eta' avanzata.

La presenza di uno o piu' di questi fattori di rischio dovra'

essere attentamente valutata prima di procedere a queste tipo di

anestesia/analgesia, in corsodi profilassi con eparine non

frazionate.

Di regola l'inserimento delcatetere spinale deve essere

effettuato dopo almeno 8-12 ore dall'ultima somministrazione di

eparina non frazionata (abitualmente calcica)a basse dosi

profilattiche.

Dosi successive non dovrebbero essere somministrate prima che

siano trascorse almeno 2-4 ore dall'inserimento odalla rimozione

del catetere, ovvero ulteriormente ritardate o non somministrate

nel caso di aspirato emorragico durante il posizionamento

iniziale dell'ago spinale o epidurale.

La rimozione di un catetere epidurale "a permanenza" dovrebbe

essere fatta alla massima distanza possibile (8-12 ore circa)

dalla ultima dose profilattica di eparina eseguita in corso di

anestesia.

Qualora si decida di somministrare eparina non frazionata prima o

dopo di un'anestesia peridurale o spinale, si deve prestare

estrema attenzione e praticare un frequente monitoraggio per

individuare segni e sintomi di alterazioni neurologiche come:

dolore lombare, deficit sensoriale e motorio (intorpidimento e

debolezza degli arti inferiori), alterazioni della funzione

vescicale o intestinale.

Il personale infermieristico dovrebbe essere istruito ad

individuare questi segni e sintomi.

I pazienti dovrebbero essere istruiti ad informare immediatamente

il personale medico o infermieristico se si verifica uno

qualsiasi dei suddetti sintomi.

Se si sospettano segni o sintomi di ematoma epidurale o spinale,

deve essere formulata una diagnosiimmediata ed iniziato un

trattamento che comprenda la decompressionedel midollo spinale.

INTERAZIONI

Anticoagulanti orali.

L'eparina sodica o calcica a dosaggio anticoagulante puo'

prolungare lievemente il tempo di protrombina (incremento dicirca

0,5 dell'INR).

Bisogna considerare questo aspetto nella valutazione di tale

parametro, soprattutto quando si procede ad embricazionedella

terapia eparinica con quella anticoagulante orale.

Si raccomandagrande attenzione clinicolaboratoristica

(valutazione frequente di PTe PTT) in caso di uso combinato di

eparina non frazionata a dosi anticoagulanti con questi farmaci.

Antiaggreganti piastrinici.

Farmaci come l'acido acetilsalicilico, il destrano, il

fenilbutazone, l'ibuprofen, l'indometacina, il dipiridamolo,

l'idrossiclorochina o altri farmaciche interferiscono con

l'aggregazione piastrinica (che costituisce laprincipale difesa

emostatica del paziente eparinizzato) possono indurre

sanguinamento e dovrebbero essere utilizzati con molta cautela

neipazienti trattati con eparina sodica o calcica, soprattutto se

a dosianticoagulanti.

Altre interazioni.

Digitale, tetracicline, nicotina, glucocorticoidi, penicilline,

fenotiazine, antistaminici possono parzialmente ridurre l'azione

anticoagulante dell'eparina.

EFFETTI INDESIDERATI

>>Emorragia.

L'emorragia e' la principale complicanza che si puo' verificare

durante il trattamento con eparina sodica o calcica, in

particolar modo alle dosi anticoagulanti.

Tempi di coagulazione al di sopra dell'intervallo terapeutico o

piccole emorragie durante la terapia possono essere in genere

risolti riducendo il dosaggio o, se del caso, sospendendo

temporaneamente il farmaco.

Sanguinamento gastro-enterico o urinario durante la terapia

anticoagulante possono indicare la presenzadi una sottostante

lesione occulta.

Il sanguinamento puo' avvenire inqualsiasi distretto

dell'organismo ma certe specifiche complicazioniemorragiche

potrebbero essere difficili da individuare: emorragia

surrenalica, con conseguente insufficienza surrenalica acuta e'

stata descritta durante la terapia anticoagulante.

Percio' il trattamento va interrotto se il paziente sviluppa

segni e sintomi di insufficienza surrenalica acuta; emorragia

ovarica (corpus luteum) si e' sviluppata in donne in eta' fertile

in terapia anticoagulante a lungo e breve termine;emorragie

retroperitoneali.

In ogni caso di emorragia non minore la terapia eparinica non

andra' interrotta ed in caso di emorragia maggiore l'eparina

ancora in circolo andra' neutralizzata mediante somministrazione

di protamina. >>Reazioni locali.

Irritazione locale, eritema, lieve dolore, ematoma o ulcerazione

possono seguire ad una somministrazione sottocutanea di eparina.

Queste reazioni sono molto piu' comuni dopo somministrazione

intramuscolare, per cui quest'ultimo uso e' assolutamente da

evitare, anche occasionalmente. >>Ipersensibilita'.

Come manifestazioni piu' comuni sono state riportate reazioni

generalizzateda ipersensibilita' con brividi, febbre ed orticaria

e, piu' raramente, asma, mite, lacrimazione, nausea e vomito,

shock. >>Trombocitopenia.

Sono stati riportati casi trombocitopenia in pazienti che

ricevevanoeparina sodica o calcica.

Sebbene sia lieve e clinicamente non significativa e' talvolta

Sebbene sia lieve e clinicamente non significativa e' talvolta

accompagnata da gravi complicazioni trombotiche e/oemboliche.

Dopo la terapia a lungo termine con dosi alte si sono verificati

casi di osteoporosi.

Raramente sono stati anche riportati: necrosi cutanea,

soppressione della sintesi di aldosterone, alopecia ritardata

transiente, priapismo, iperlipidemia di rimbalzo alla

sospensionedella terapia, Sono stati riportati anche rari casi di

aumento delletransaminasi.

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

Il prodotto non oltrepassa la barriera placentare e non viene

escretonel latte materno.

Eparina calcica deve essere usata con cautela durante la

gravidanza specialmente nell'ultimo trimestre e nell'immediato

periodo post-partum.

Il suo uso e' controindicato nella minaccia d'aborto.

Non ci sono avvisi di sicurezza relativi a questo prodotto.

29-3-2018

Proiettati verso il 3000

Proiettati verso il 3000

Il nuovo TS 3000 di Trumpf a base mobile può essere facilmente dedicato alle diverse chirurgie in pochi e semplici gesti grazie ai suoi innovativi sistemi di innesto, alla disponibilità di sezioni dedicate alle diverse applicazioni chirurgiche e alla universalità degli accessori. Con regolazione elettromeccanica delle principali funzioni motorizzate, l’intero sistema è realizzato in acciaio […] L'articolo Proiettati verso il 3000 sembra essere il primo su Tecnica Ospedaliera.

Italia - Tecnica Ospedaliera

3-1-2018

Prevenzione del tromboembolismo venoso nei pazienti oncologici, agenti orali possibile nuovo standard of care [OncoEmato]

Prevenzione del tromboembolismo venoso nei pazienti oncologici, agenti orali possibile nuovo standard of care [OncoEmato]

Due ampi studi presentati al congresso annuale dell'American Society of Hematology (ASH) dimostrano che un anticoagulante orale potrebbe prendere il posto dell'eparina iniettabile a basso peso molecolare per il trattamento e la prevenzione delle recidive di un tromboembolismo venoso (TEV) acuto nei pazienti oncologici.

Italia - PharmaStar

8-12-2017

Ca al polmone, enoxaprina riduce le trombosi, ma non allunga la vita [OncoEmato]

Ca al polmone, enoxaprina riduce le trombosi, ma non allunga la vita [OncoEmato]

Il trattamento con l'eparina a basso peso molecolare (LMWH) enoxaparina non ha migliorato gli outcome di sopravvivenza, sia quella globale (OS) sia quella libera da progressione (PFS), nei pazienti con un carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC), nonostante un miglioramento dell'incidenza della tromboembolia venosa (TEV). Questo il risultato dello studio RASTEN, un trial multicentrico randomizzato di fase III, in aperto, appena pubblicato su Annals of Oncology.

Italia - PharmaStar

6-10-2017

Allergy Relief Do's and Don'ts

Allergy Relief Do's and Don'ts

Title: Allergy Relief Do's and Don'tsCategory: Health NewsCreated: 10/5/2017 12:00:00 AMLast Editorial Review: 10/6/2017 12:00:00 AM

US - MedicineNet

1-9-2017

Con apixaban minor rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale in attesa della cardioversione. Studio EMANATE [Cardio]

Con apixaban minor rischio di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale in attesa della cardioversione. Studio EMANATE [Cardio]

I pazienti con fibrillazione atriale non valvolare trattati con l'anticoagulante orale apixaban prima della cardioversione programmata sembrano avere un rischio di ictus minore rispetto a quelli trattati con la terapia standard, cioè warfarin ed eparina. A evidenziarlo sono i risultati dello studio multicentrico di fase IV EMANATE, appena presentato al congresso annuale della Società europea di cardiologia (ESC) a Barcellona.

Italia - PharmaStar

23-7-2017

Cangrelor più sicuro di clopidogrel nel PCI con uso di eparina non frazionata [Cardio]

Cangrelor più sicuro di clopidogrel nel PCI con uso di eparina non frazionata [Cardio]

Nei pazienti sottoposti a intervento coronarico percutaneo (PCI) con uso di eparina non frazionata (UFH) come anticoagulante procedurale di fondo, l'impiego di cangrelor riduce le complicazioni periprocedurali precoci ischemiche senza aumentare i sanguinamenti gravi rispetto a clopidogrel. Il dato, ricavato dal trial CHAMPION PHOENIX, è stato pubblicato online sull'American Journal of Cardiology.

Italia - PharmaStar

28-6-2017

DR.SERSE SERUM (Glycerin) Gel [TS INTERNATIONAL]

DR.SERSE SERUM (Glycerin) Gel [TS INTERNATIONAL]

Updated Date: Jun 28, 2017 EST

US - DailyMed