BLEOMICINA

Informazioni principali

  • Nome commerciale:
  • BLEOMICINA CRIN INIET 15U 5ML
  • Forma farmaceutica:
  • PREPARAZIONE INIETTABILE
  • Composizione:
  • "15 U POLVERE E SOLVENTE PER SOLUZIONE INIETTABILE " 1 FLACONE POLVERE + 1 FIALA SOLVENTE DA 5 ML
  • Classe:
  • H
  • Tipo di ricetta:
  • Uso ospedaliero
  • Utilizzare per:
  • Esseri umani
  • Tipo di medicina:
  • Farmaco allopatico

Documenti

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Localizzazione

  • Disponibile in:
  • BLEOMICINA CRIN INIET 15U 5ML
    Italia
  • Lingua:
  • italiano

Altre informazioni

Status

  • Fonte:
  • AIFA - Agenzia Italiana del Farmaco
  • Numero dell'autorizzazione:
  • 033778010
  • Ultimo aggiornamento:
  • 09-08-2016

Foglio illustrativo

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Antineoplastico della classe degli antibiotici

citotossiciINDICAZIONITrattamento chemioterapico delle attivita'

metaplastiche di alcuni tessuti, fra i quali in particolare gli

epiteli malpighiani ad alta cheratinizzazione.

CONTROINDICAZIONI/EFFETTI SECONDARI

Ipersensibilita' o idiosincrasia alla bleomicina.

Gravidanza, accertata o presunta, e allattamento.

POSOLOGIAE' strettamente individuale, poiche' dipende dalla forma

clinica in atto, nonche' dalla sensibilita' e dalla reattivita'

del paziente, a loro volta in parte condizionate dalla situazione

organica complessiva, dal peso corporeo e dall'eta'.

A puro titolo orientativo - salvo gli indispensabili adattamenti

caso per caso - puo' essere suggerito di somministrare da 5 a 15

U di Bleomicina Crinos 15 U al di', due volte allasettimana, fino

a raggiungere una posologia complessiva media di 150-300 U. La

successione dei cicli (in ordine al loro numero ed al lassodi

tempo intercorrente fra ciascun ciclo) potra' essere stabilita

soloin base ai risultati conseguiti, all'andamento clinico ed

alla comparsa di eventuali effetti collaterali.

Lo stesso criterio regola l'attuazione della terapia di

mantenimento che - indicativamente - puo' essere consigliata

sulla base di 10-15 mg di Bleomicina Crinos 15 U ogni 8-15

giorni.

La bleomicina e' idrosolubile e quindi puo' essere disciolta in

acqua per preparazioni iniettabili o usando la comune soluzione

fisiologica.

Essa puo' venire somministrata, a seconda dei casi: per via

intramuscolare: usando 5 ml di solvente (cui puo' essere

eventualmente aggiunta della lidocaina); per via endovenosa:

usando 5-20 ml di solvente ed adottando i comuni accorgimenti

iniettori; per via intraarteriosa: usando 5-20 ml di solvente per

disciogliere il prodotto, che deve essere quindi introdotto nel

flaconcino contenente il liquido perfusore.

Puo' essere iniettata localmente in corrispondenza della zona

inattivita' metaplastica e puo' anche essere usata topicamente,

imbevendo un adatto tampone, che verra' applicato in situ con

modalita' scelte caso per caso.

INTERAZIONI

Nessuna incompatibilita' o interazione con corticosteroidi,

antibiotici, ipertensivi, indometacina e prednisolone.

La bleomicina diminuiscel'attivita' del metotressato ed e'

potenziata dalla vincristina.

EFFETTI INDESIDERATI

L'impiego della bleomicina puo' determinare la comparsa di

effetti collaterali, piu' frequenti quando si impiegano dosi

troppo elevate o somministrazioni troppo ravvicinate.

I principali effetti collaterali sono: rash cutaneo e mucoso,

prurito, stomatite, ipercheratosi, caduta dei peli e delle

unghie, stomatite e febbre.

Quest'ultima compare nel 25-50% dei pazienti trattati con

bleomicina, generalmente dalle due allesei ore dopo la

somministrazione del farmaco, ed e' piu' frequente con la via

endovenosa.

Puo' essere utile un trattamento profilattico conparacetamolo e

antiistaminici.

antiistaminici.

Altri effetti collaterali includono anoressia, nausea e vomito,

cefalea ed alopecia.

Puo' altresi' aversi lieve depressione midollare, in particolare

piastrinopenia temporanea adinsorgenza precoce.

Reazioni locali tromboflebitiche possono seguirela

somministrazione parenterale del farmaco.

Serie reazioni polmonaria tipo polmonite e/o fibrosi, con esito

anche letale, sono state riportate in letteratura.

I casi letali sembrano essere correlati a diversifattori di

rischio, quali l'eta' avanzata, la dose totale somministrata,

l'irradiazione polmonare concomitante o pregressa, nonche' la

somministrazione contemporanea di ossigeno e di altri

chemioterapici (p.e.cisplatino).

In pazienti affetti da linfoma sono state segnalate reazioni

acute con iperpiressia e collasso cardiocircolatorio.

Seppure infrequenti, sono stati riportati casi di epato e/o

nefrotossicita'.

A parte il trattamento sintomatico di volta in volta opportuno,

e' possibile dominare in molti casi efficacemente questi disturbi

secondari, somministrando anti-istaminici e/o corticosteroidi.

Non ci sono avvisi di sicurezza relativi a questo prodotto.

6-9-2017

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