AMIODARONE MYLAN GENERICS

Informazioni principali

  • Nome commerciale:
  • AMIODARONE M.G. 20CPR 200MG
  • Forma farmaceutica:
  • COMPRESSE
  • Composizione:
  • "200 MG COMPRESSE "20 COMPRESSE DIVISIBILI
  • Classe:
  • A
  • Tipo di ricetta:
  • Ricetta ripetibile, validità 6 mesi, ripetibile 10 volte
  • Utilizzare per:
  • Esseri umani
  • Tipo di medicina:
  • Farmaco allopatico

Documenti

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Localizzazione

  • Disponibile in:
  • AMIODARONE M.G. 20CPR 200MG
    Italia
  • Lingua:
  • italiano

Altre informazioni

Status

  • Fonte:
  • AIFA - Agenzia Italiana del Farmaco
  • Numero dell'autorizzazione:
  • 035417017
  • Ultimo aggiornamento:
  • 09-08-2016

Foglio illustrativo

RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO 

1.  DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE 

AMIODARONE MYLAN GENERICS 200 mg compresse 

2.  COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA 

Una compressa contiene: 

Principio attivo 

amiodarone cloridrato  200 mg 

3. FORMA  FARMACEUTICA 

Compresse divisibili 

4. INFORMAZIONI  CLINICHE 

4.1. Indicazioni  terapeutiche 

Terapia e prevenzione di gravi disturbi del ritmo resistenti alle altre terapie 

specifiche: tachicardie sopraventricolari (parossistiche e non parossistiche) 

extrasistoli atriali, flutter e fibrillazione atriale. 

Tachicardie parossistiche sopraventricolari reciprocanti come in corso di Sindrome 

di Wolff-Parkinson-White. Extrasistoli e tachicardie ventricolari. 

Trattamento profilattico delle crisi di angina pectoris. 

4.2  Posologia e modo di somministrazione 

L'amiodarone ha peculiari caratteristiche farmacologiche (assorbimento orale del 

50%, estesa distribuzione tissutale, lenta eliminazione, ritardata risposta terapeutica 

per via orale) ampiamente variabili da individuo ad individuo; per questo la via di 

somministrazione, il dosaggio iniziale e quello di mantenimento debbono essere 

valutati caso per caso, adattandoli alla gravità dell'affezione e alla risposta clinica. 

I dosaggi raccomandati sono: 

Trattamento dei disturbi del ritmo: 

Il dosaggio medio iniziale consigliato è di 600 mg al giorno fino ad ottenere una 

buona risposta terapeutica, in media entro due settimane. Successivamente la dose 

può essere gradualmente ridotta fino a stabilire la dose di mantenimento 

abitualmente compresa tra 100-400 mg al giorno. 

Quando sia difficile stabilire una soddisfacente dose giornaliera di mantenimento, 

si può ricorrere ad una terapia discontinua (es. 2/3 settimane al mese o 5 giorni a 

settimana). 

Trattamento profilattico delle crisi di angor: 

attacco: 600 mg al giorno per circa 7 giorni 

mantenimento: 100-400 mg al giorno o in maniera discontinua (5 giorni a 

settimana o 2/3 settimane al mese). 

Terapia concomitante 

Per i pazienti che assumono amiodarone in concomitanza a inibitori  dell’HMG-

CoA reduttasi (statine), (vedere paragrafi 4.4 – “Speciali avvertenze e precauzioni 

per l’uso” e 4.5 – “Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione”). 

4.3 Controindicazioni 

Ipersensibilità nota verso il prodotto o allo iodio. Bradicardie sinusali; blocco 

senoatriale; disturbi gravi di conduzione, senza elettrostimolatore (blocchi atrio-

ventricolari gravi, blocchi bi- o trifascicolari); malattia sinusale senza 

elettrostimolatore (rischio di arresto sinusale); associazione con farmaci in grado di 

determinare "torsades de pointes" (vedere 4.5 “Interazioni con altri medicinali e 

altre forme di interazione "). Distiroidismi o antecedenti tiroidei. 

Nei casi dubbi (antecedenti incerti, anamnesi tiroidea familiare) fare un esame della 

funzionalità tiroidea prima del trattamento. 

Gravidanza, eccetto casi eccezionali (vedere 4.6 “Gravidanza ed allattamento”). 

Allattamento (vedere 4.6 “Gravidanza ed allattamento”). 

4.4.  Speciali avvertenze e precauzioni per l'uso 

4.4.1 Speciali avvertenze 

L'amiodarone può provocare  manifestazioni collaterali di frequenza e gravità 

diverse. 

Le manifestazioni osservate con maggiore frequenza non giustificano la 

sospensione del trattamento (vedere 4.8 "Effetti indesiderati"). Tuttavia sono stati 

segnalati effetti collaterali gravi, in particolare a carico del polmone o lesioni da 

epatite cronica.  

Tossicità Polmonare 

La tossicità polmonare correlata all’assunzione di amiodarone è una frequente e 

grave reazione avversa che si può manifestare fin nel 10% dei pazienti e che può 

essere fatale in circa l’8% dei pazienti affetti, soprattutto a causa di una mancata 

diagnosi. Il tempo d’insorgenza della reazione durante la terapia varia da pochi 

giorni ad alcuni mesi o anni di assunzione; in alcuni casi l’insorgenza può avvenire 

anche dopo un certo periodo di tempo dalla sospensione del trattamento. 

Il rischio di tossicità non rende tuttavia, sfavorevole il rapporto rischio/beneficio 

dell’amiodarone che mantiene la sua utilità. Occorre comunque prestare la massima 

attenzione per individuare immediatamente i primi segni di tossicità polmonare, in 

particolare nei pazienti affetti da cardiomiopatia e gravi malattie coronariche nei 

quali tale individuazione può essere più problematica. 

Il rischio di tossicità polmonare da amiodarone aumenta con dosaggi superiori a 

400 mg/die, ma può presentarsi anche a bassi dosaggi assunti per periodi inferiori a 

2 anni. 

La tossicità polmonare si manifesta con alveolite polmonare, polmonite, polmonite 

interstiziale, fibrosi polmonare, asma bronchiale. Pazienti che sviluppano tossicità 

polmonare spesso presentano sintomi non specifici, quali tosse non produttiva, 

dispnea, febbre e calo ponderale. 

Tutti questi sintomi possono essere mascherati dalla patologia per la quale è 

indicato l’amiodarone e possono essere considerevolmente gravi in pazienti oltre i 

70 anni di età, i quali di norma presentano ridotte capacità funzionali o pre-esistenti 

patologie a carico dell’apparato cardio-respiratorio. La diagnosi precoce mediante 

controllo radiografico polmonare ed eventualmente i necessari accertamenti clinici 

e strumentali, è di cruciale importanza in quanto la tossicità polmonare è altamente 

reversibile, soprattutto nelle forme di bronchiolite obliterante e polmonite. La 

sintomatologia e la obiettività polmonare devono essere quindi controllate 

periodicamente, e la terapia deve essere sospesa in caso di sospetta tossicità 

polmonare, prendendo in considerazione la terapia cortisonica: la sintomatologia 

regredisce di norma entro 2-4 settimane dalla sospensione dell’amiodarone. In 

taluni casi la tossicità polmonare può manifestarsi tardivamente, anche dopo 

settimane dalla sospensione della terapia: i soggetti con funzionalità organiche non 

ottimali, che potrebbero eliminare il farmaco più lentamente debbono essere quindi 

monitorati attentamente. 

In ogni caso la riduzione della posologia o la sospensione del trattamento dovranno 

venire considerate in funzione sia della potenziale gravità dell'effetto collaterale sia 

della gravità della forma cardiaca in atto. 

Il farmaco quindi deve essere utilizzato solo dopo aver valutato accuratamente le 

condizioni del paziente al fine di valutare se i benefici attesi compensano gli 

ipotetici svantaggi; inoltre il paziente dovrà essere attentamente sorvegliato dal 

punto di vista clinico e di laboratorio per poter cogliere le manifestazioni avverse ai 

loro primi segni ed adottare le misure idonee. 

L’azione farmacologica dell’amiodarone provoca cambiamenti elettrocardiografici: 

prolungamento del QT (correlato ad un allungamento della ripolarizzazione), con 

eventuale comparsa di onde U: questi non sono segni di tossicità. 

Nei pazienti anziani può essere più accentuato il rallentamento della frequenza 

cardiaca. 

Il trattamento deve essere interrotto in caso di insorgenza di blocco A-V di 2° o 3° 

grado, di blocco senoatriale o di blocco bifascicolare. 

In relazione al ridotto effetto inotropo negativo, l'amiodarone può venire utilizzato 

per via orale in caso di insufficienza cardiaca. 

In caso di contemporanea prescrizione di altri farmaci cardiologici, assicurarsi che 

non esistano interazioni medicamentose note (vedere 4.5 "Interazioni con altri 

medicinali e altre forme di interazione”). 

La presenza di iodio nella molecola di amiodarone può interferire con la fissazione 

dello iodio radio-attivo. Comunque i test di funzionalità tiroidea (T3, T4, TSH 

ultrasensibile (us TSH)) rimangono interpretabili. 

In caso di offuscamento visivo o di diminuzione dell'acuità visiva, praticare un 

esame oftalmologico (vedere 4.8 "Effetti indesiderati"). 

Ogni compressa contiene 71 mg di lattosio, pertanto in accordo al dosaggio 

raccomandato la  quantità  massima di lattosio che è possibile assumere con 

AMIODARONE MYLAN GENERICS è di 213 mg al giorno. Queste compresse 

possono non essere adatte per persone con intolleranza al lattosio, galattosemia o 

sindrome da malassorbimento di glucosio/galattosio. 

4.4.2  Precauzioni per l’uso 

Prima di iniziare il trattamento si raccomanda di effettuare l’ECG, il test us TSH e 

di misurare il potassio sierico. 

Gli effetti indesiderati dell'amiodarone (vedere 4.8. “Effetti indesiderati”) sono 

generalmente dose-dipendenti, quindi si deve prestare particolare attenzione nel 

determinare la dose minima efficace di mantenimento, per evitare o minimizzare 

gli effetti indesiderati. 

Nel corso del trattamento è consigliabile evitare l’esposizione alla luce solare o 

proteggersi. 

L’amiodarone può provocare distiroidismi (vedere 4.8. “Effetti indesiderati”) in 

particolare in quei pazienti con anamnesi personale o familiare di disturbi della 

tiroide, o nei soggetti anziani. Quindi si raccomanda di effettuare monitoraggi 

clinici e biologici prima di iniziare e durante il trattamento, e per parecchi mesi 

dopo la sua interruzione. Nel caso di disfunzione tiroidea sospetta si devono 

misurare i livelli sierici di usTSH. 

La conferma di un ipertiroidismo impone la sospensione del trattamento che 

generalmente è sufficiente ad avviare la guarigione clinica. 

In caso di ipertiroidismo di grado preoccupante, come tale, o in funzione delle sue 

ripercussioni a livello cardiaco, per l'efficacia incostante degli antitiroidei di sintesi, 

è raccomandabile il ricorso ad una corticoterapia decisa (1 mg/kg) e 

sufficientemente protratta (3 mesi). 

Durante il trattamento si raccomanda un monitoraggio regolare della funzionalità 

epatica (transaminasi). 

In caso di epatomegalia o sospetta colestasi il farmaco dovrebbe essere 

tempestivamente interrotto ed il paziente sottoposto a controllo ecografico. Un 

aumento (2-4 volte la norma) asintomatico delle sole transaminasi non sembra 

costituire invece indicazione alla sospensione del farmaco. 

Per questi motivi il farmaco non può essere utilizzato nei pazienti con evidenti 

segni clinici e di laboratorio di epatopatia in atto; nei casi più lievi esso potrà essere 

impiegato solo quando indispensabile e dovrà essere sospeso allorché si manifesti 

un peggioramento del danno epatico. 

Pazienti in età pediatrica: in questi pazienti la sicurezza e l’efficacia di amiodarone 

non sono state dimostrate.  

Anestesia. Prima dell’intervento chirurgico l’anestesista deve venire informato che 

il paziente è in trattamento con amiodarone (vedere 4.5 “Interazioni con altri 

medicinali ed altre forme di interazione”). 

Nel corso di uno studio clinico non ancora concluso è stato osservato un aumento 

del rischio di miopatia di 10 volte nei pazienti trattati con simvastatina alla dose di 

80 mg/die e con amiodarone. Pertanto nei pazienti che assumono amiodarone in 

associazione a simvastatina, il dosaggio di Simvastatina non deve superare i 20 

mg/die (vedere 4.5 “Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione”). 

La possibile interazione di amiodarone con le altre statine non è nota. 

Si suggerisce comunque una particolare attenzione quando amiodarone viene 

somministrato in associazione agli inibitori dell’HMG - CoA reduttasi (statine). 

Tenere fuori della portata dei bambini. 

4.5  Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione 

Associazioni controindicate 

- Farmaci in grado di provocare “torsade de pointes” (vedere 4.3 

“Controindicazioni”): 

•  antiaritmici come quelli della Classe IA, sotalolo, bepridil; 

•  non antiaritmici come vincamina, sultopride, eritromicina i.v., pentamidina 

per somministrazione parenterale, poiché si può avere un aumento del 

rischio di “torsade de pointes”  potenzialmente letali. 

-  Farmaci IMAO. 

Associazioni sconsigliate 

-  Betabloccanti ed alcuni calcioantagonisti (verapamil, diltiazem) per la 

possibilità di disturbi di automatismo (bradicardia eccessiva) e di conduzione. 

-  Lassativi stimolanti: per la comparsa di una possibile ipokaliemia aumentando 

di conseguenza il rischio di “torsade de pointes”; si devono quindi utilizzare 

altri tipi di lassativi. 

Associazioni che necessitano cautela 

-  Farmaci in grado di dare ipokaliemia: 

•  diuretici in grado di dare ipokaliemia, soli o associati; 

•  glucocorticoidi e mineralcorticoidi per via generale, tetracosactide; 

•  amfotericina B per via i.v.. 

E’ necessario prevenire l’ipokaliemia (e correggerla se necessario), si deve 

monitorare l’intervallo QT e, in caso di “torsade de pointes”, non somministrare 

antiaritmici (utilizzare un elettrostimolatore; si può utilizzare magnesio per via 

i.v.). 

- Anticoagulanti  orali: 

Poiché l’effetto degli anticoagulanti orali è potenziato, aumentando così il 

rischio di sanguinamento, è necessario monitorare i livelli di protrombina in 

modo più regolare ed aggiustare la posologia degli anticoagulanti sia durante il 

trattamento con amiodarone che dopo la sua interruzione. 

- Digitale 

Possono presentarsi disturbi nell’automatismo (eccessiva bradicardia) e nella 

conduzione atrioventricolare (azione sinergica); inoltre è possibile un aumento 

delle concentrazioni plasmatiche di digossina dovuto ad una diminuzione della 

clearance della digossina. 

Deve quindi essere effettuato un monitoraggio clinico, elettrocardiografico e 

biologico (includendo eventualmente anche i livelli plasmatici di digossina); 

potrebbe essere necessario aggiustare la posologia della digitale. 

- Fenitoina 

E’ possibile un aumento dei livelli plasmatici di fenitoina con sintomi di 

sovradosaggio (in particolare sintomi neurologici); quindi si deve effettuare un 

monitoraggio clinico e non appena appaiono sintomi da sovradosaggio si deve 

ridurre il dosaggio della fenitoina; si devono determinare i livelli plasmatici 

della fenitoina. 

- Ciclosporina 

E’ possibile un aumento dei livelli plasmatici di ciclosporina dovuti ad una 

diminuzione della sua clearance; si deve aggiustare il dosaggio. 

- Flecainide 

E’ possibile un aumento dei livelli plasmatici di flecainide; si deve aggiustare il 

dosaggio. 

-  Anestesia (vedere 4.4.2 “Precauzioni per l’uso”) 

In pazienti sottoposti ad anestesia generale sono state riportate complicazioni 

potenzialmente gravi: bradicardia (che non risponde all’atropina), ipotensione, 

disturbi della conduzione, diminuzione della gittata cardiaca. 

E’ stato osservato qualche caso di complicazioni respiratorie gravi, qualche volta 

ad evoluzione fatale, generalmente nel periodo immediatamente seguente un 

intervento chirurgico (sindrome da distress respiratorio acuto dell’adulto); ciò può 

essere correlato ad una possibile interazione con un’alta concentrazione di 

ossigeno. 

-  Farmaci metabolizzati dal citocromo P450 3A4 

Quando tali farmaci sono co-somministrati con amiodarone, inibitore del CYP 

3A4, si può verificare un innalzamento delle loro concentrazioni plasmatiche 

che comporterebbe un possibile aumento della loro tossicità. 

L’associazione di amiodarone con alte dosi di simvastatina aumenta 

notevolmente il rischio di miopatia (vedi paragrafo 4.4 “Speciali avvertenze e 

precauzioni per l’uso”). 

La possibile interazione di amiodarone con le altre statine non è nota. 

Si suggerisce comunque una particolare attenzione quando amiodarone viene 

somministrato in associazione agli inibitori dell’HMG- CoA reduttasi (statine). 

4.6  Gravidanza ed allattamento 

Gravidanza 

Amiodarone è controindicato in gravidanza, eccetto in casi eccezionali, a causa dei 

suoi effetti sulla tiroide del feto. 

Allattamento 

Amiodarone è controindicato nelle madri che allattano poiché viene escreto nel 

latte materno in quantità significative. 

4.7  Effetti sulla capacità di guidare e di usare macchinari 

La sostanza non interferisce, normalmente, sulla capacità di guidare e sull'uso delle 

macchine. 

4.8 Effetti  indesiderati 

Cardiaci 

-  Bradicardia, che è generalmente moderata e dose-dipendente. In alcuni casi 

(disfunzioni del nodo sinusale, pazienti anziani) sono stati riportati bradicardia 

marcata o, eccezionalmente, arresto sinusale. 

-  Si sono manifestati casi rari di disturbi della conduzione (blocco seno-atriale, 

blocco A-V di vario grado). 

-  Sono stati riportati  casi di insorgenza o di peggioramento dell’aritmia, seguiti a 

volte da arresto cardiaco; sulla base delle conoscenze attuali, non è possibile 

differenziare ciò che è dovuto al farmaco da ciò che può essere correlato alle 

condizioni cardiache di base o da ciò che può essere il risultato di una perdita di 

efficacia della terapia. Questi effetti vengono riportati più raramente che con la 

maggior parte degli altri farmaci antiaritmici e generalmente si presentano nel 

caso di alcune interazioni con altri farmaci o di disturbi elettrolitici (vedere 4.5. 

“Interazioni con altri medicinali ed altre forme di interazione”). 

Oftalmologici 

-  Sono generalmente presenti microdepositi corneali, ma sono limitati all’area 

sotto la pupilla e non richiedono l’interruzione del trattamento. 

Eccezionalmente possono accompagnarsi alla percezione di aloni colorati in una 

luce abbagliante o a visione offuscata. I microdepositi corneali sono costituiti da 

depositi lipidici complessi e sono reversibili dopo sospensione del trattamento. 

-  E’ stato osservato qualche caso di neuropatia/nevrite ottica. Attualmente non è 

stato formalmente stabilito il rapporto con amiodarone. Poiché la neuropatia 

ottica può progredire a cecità, si raccomanda un esame oftalmologico completo, 

che comprende la fondoscopia, qualora la visione si presenti offuscata o 

diminuita. La comparsa di neuropatia e/o neurite ottica richiede una 

rivalutazione della terapia con amiodarone. 

Dermatologici 

-  Fotosensibilizzazione: i pazienti devono essere informati che durante la terapia 

devono evitare di esporsi al sole (e ai raggi UV). In corso di radioterapia 

possono presentarsi casi di eritema. 

-  Sono stati riportati rash cutanei, generalmente non specifici, che includono casi 

eccezionali di dermatite esfoliativa, la cui relazione con il farmaco non è stata 

formalmente stabilita. 

-  In caso di trattamento prolungato con dosaggi giornalieri elevati possono 

presentarsi pigmentazioni di colore bluastro o grigio ardesia; tali pigmentazioni 

scompaiono lentamente dopo l’interruzione del trattamento. 

Tiroidei (vedere 4.4.2 “Precauzioni per l’uso”) 

-  In relazione alla struttura chimica dell’amiodarone, sono solite presentarsi 

isolate alterazioni biochimiche (aumento del T4, mentre il T3 è normale o 

leggermente diminuito). In tali casi e in assenza di qualsiasi manifestazione 

clinica di disfunzione tiroidea, il trattamento non deve essere interrotto. 

-  Ipotiroidismo: i seguenti segni clinici, generalmente lievi, devono portare ad 

una diagnosi di ipotiroidismo: aumento di peso, attività ridotta, bradicardia 

eccessiva in relazione all’effetto atteso dell’amiodarone. Tale diagnosi è 

supportata da un chiaro aumento nel siero di TSH ultrasensibile. In genere si 

ottiene l’eutiroidismo entro 1-3 mesi dall’interruzione del trattamento. In 

situazioni di pericolo di vita, è possibile proseguire la terapia con amiodarone, 

in associazione a L-tiroxina. Il dosaggio di L-tiroxina deve essere stabilito in 

base ai livelli di TSH. 

-  Ipertiroidismo: può presentarsi durante il trattamento e fino a parecchi mesi 

dopo la sua interruzione. I seguenti segni clinici, generalmente lievi, devono 

portare ad una diagnosi di ipertiroidismo: perdita di peso, insorgenza di aritmia, 

angina, insufficienza cardiaca congestizia. Tale diagnosi è supportata da una 

chiara diminuzione nel siero di us TSH: in tale caso il trattamento con 

amiodarone deve essere sospeso. Il ricupero generalmente avviene entro pochi 

mesi dalla fine del trattamento, mentre la guarigione clinica precede la 

normalizzazione dei test della funzionalità tiroidea. I casi gravi, che qualche 

volta possono essere fatali, richiedono un trattamento terapeutico d’urgenza. Il 

trattamento deve essere stabilito su base individuale: farmaci antitiroidei che 

possono non essere sempre efficaci, terapia corticosteroidea, beta-bloccanti. 

Epatici (vedere 4.4.2. “Precauzioni per l’uso”) 

-  Sono stati riportati, all’inizio della terapia, aumenti isolati, generalmente 

moderati (da 1,5 a 3 volte rispetto alla norma) delle transaminasi sieriche; questi 

aumenti possono regredire con la diminuzione della dose o anche 

spontaneamente. 

-  E’ stato anche riportato qualche caso di epatopatia acuta, talvolta fatale, con 

transaminasi sieriche elevate e/o ittero; in tali casi il trattamento deve essere 

interrotto. 

Sono state anche riportate epatopatie croniche (epatiti pseudo-alcooliche, 

cirrosi). I segni clinici e le alterazioni biologiche possono essere minime 

(possibile epatomegalia, transaminasi elevate da 1,5 a 5 volte il normale). Si 

raccomanda quindi durante la terapia un monitoraggio regolare della 

funzionalità epatica. Generalmente le anormalità cliniche e biologiche 

regrediscono quando si interrompe il trattamento, ma sono stati riportati dei casi 

fatali. 

Polmonari 

-  Nel 10% circa dei pazienti si può manifestare grave tossicità polmonare che può 

anche essere fatale, soprattutto se non viene fatta una diagnosi tempestiva. Tale 

tossicità comprende alveolite polmonare, polmonite, sintomi asmatici, 

polmonite lipoide e fibrosi polmonare. La tossicità polmonare, la tosse e la 

dispnea possono essere accompagnate da segni radiografici e funzionali di 

polmonite interstiziale (alterazione della diffusione alveolo-capillare); 

l’emergere di questi segni clinici richiede la sospensione della terapia e la 

somministrazione di farmaci corticosteroidei. Tale sintomatologia può 

manifestarsi anche tardivamente dopo sospensione della terapia: è quindi 

richiesto un attento e prolungato monitoraggio del paziente al fine di 

individuare possibili alterazioni della funzionalità polmonare. 

-  Nei pazienti che manifestano dispnea da sforzo, da sola o associata a un 

decadimento dello stato generale (affaticamento, diminuzione di peso, febbre) 

deve essere effettuato un esame radiologico del torace. 

-  I disturbi polmonari sono generalmente reversibili dopo una precoce 

interruzione della terapia con amiodarone. Generalmente i segni clinici si 

risolvono entro 3-4 settimane, seguiti da un miglioramento più lento della 

funzionalità polmonare e del quadro radiologico (parecchi mesi). Quindi si deve 

sospendere la terapia con amiodarone e si deve valutare la terapia con i 

corticosteroidi. 

-  E’ stato riportato qualche caso di broncospasmo nei pazienti con insufficienza 

respiratoria grave, e specialmente nei pazienti asmatici. 

-  E’ stato osservato qualche caso, talvolta fatale, di sindrome da distress 

respiratorio acuto, in genere immediatamente dopo un intervento chirurgico 

(può essere correlata ad una possibile interazione con un’alta concentrazione di 

ossigeno). 

Neurologici 

-  Sono stati osservati rari casi di neuropatia periferica sensomotoria e/o miopatia, 

generalmente reversibile con l’interruzione del farmaco. 

-  Altri: tremore extrapiramidale, atassia cerebellare, eccezionale ipertensione 

intracranica benigna (pseudo-tumor cerebri), incubi. 

Altri 

-  Generalmente, con la dose di carico si presentano disturbi gastrointestinali 

benigni (nausea, vomito, disgeusia) che regrediscono con la riduzione della 

dose. 

- Alopecia. 

-  Sono stati riportati qualche caso di epididimite e alcuni casi di impotenza. La 

relazione con il farmaco non è stata stabilita. 

-  Si sono verificati casi rari di manifestazioni cliniche varie che possono essere 

segno di una reazione di ipersensibilità: vasculiti, complicazioni renali con 

aumento dei livelli di creatinina e trombocitopenia. 

E’ stato anche riportato qualche caso eccezionale di anemia emolitica o 

aplastica. 

4.9 Sovradosaggio 

Sono disponibili poche informazioni relative al sovradosaggio acuto con 

amiodarone. E’ stato riportato qualche caso di bradicardia sinusale, arresto 

cardiaco, attacchi di tachicardia ventricolare, “torsade de pointes”, insufficienza 

circolatoria e danno epatico. 

Il trattamento deve essere sintomatico. Amiodarone e i suoi metaboliti non sono 

dializzabili. 

5. PROPRIETA'  FARMACOLOGICHE 

5.1 Proprietà  farmacodinamiche 

Codice ATC: C01BD01, Sistema cardiovascolare, antiaritmici, classe III 

Proprietà anti-aritmiche 

-  Allungamento della fase 3 del potenziale d’azione della fibra cardiaca dovuto 

principalmente ad una diminuzione della corrente del potassio (Classe III 

secondo la classificazione di Vaughan Williams); questo allungamento non è 

correlato con la frequenza cardiaca. 

-  Automaticità sinusale ridotta, che porta a bradicardia, insensibile alla 

somministrazione di atropina. 

-  Inibizione alfa- e beta-adrenergica non competitiva. 

-  Rallentamento nella conduzione senoatriale, atriale e nodale, che è più marcato 

quando la frequenza cardiaca è alta. 

-  Nessun cambiamento della conduzione intraventricolare. 

-  A livello atriale, nodale e ventricolare: aumento del periodo refrattario e 

diminuzione dell’eccitabilità del miocardio. 

-  Rallentamento della conduzione e prolungamento dei periodi refrattari in vie 

atrioventricolari accessorie. 

Proprietà anti-ischemiche 

-  Caduta moderata della resistenza periferica e diminuzione della frequenza 

cardiaca con conseguente riduzione del fabbisogno di ossigeno. 

-  Antagonismo non competitivo per i recettori alfa- e beta-adrenergici. 

-  Aumento della gittata coronarica dovuto ad un effetto diretto sulla muscolatura 

liscia delle arterie del miocardio. 

-  Mantenimento della gittata cardiaca dovuto a diminuzione della pressione 

aortica e della resistenza periferica. 

Altro 

-  Nessun effetto inotropo negativo significativo. 

5.2 Proprietà  farmacocinetiche 

Dopo somministrazione orale, amiodarone è assorbito lentamente e in modo 

variabile. 

Amiodarone ha un volume di distribuzione molto grande, ma variabile a causa del 

vasto accumulo in vari distretti (tessuto adiposo, organi altamente perfusi come il 

fegato, i polmoni e la milza). 

La biodisponibilità orale varia tra il 30 e l’80%, a seconda del singolo paziente (il 

valore medio è circa il 50%). Dopo somministrazione singola, la concentrazione 

plasmatica al picco viene raggiunta dopo 3-7 ore. Gli effetti terapeutici si 

ottengono generalmente dopo una settimana (da pochi giorni a due settimane) a 

seconda della dose di carico. 

Amiodarone ha un’emivita lunga e mostra una variabilità individuale considerevole 

(da 20 a 100 giorni). Durante i primi giorni di terapia, il farmaco si accumula in 

quasi tutti i tessuti, specialmente in quello adiposo. L’eliminazione si verifica dopo 

qualche giorno e la concentrazione plasmatica allo steady-state viene raggiunta tra 

uno e parecchi mesi, a seconda del singolo paziente. 

Considerando le caratteristiche suddette, devono essere usate dosi di carico per 

ottenere rapidamente i livelli tissutali necessari ad avere un effetto terapeutico. 

Ogni dose di 200 mg di amiodarone contiene 75 mg di iodio, dei quali 6 mg si 

staccano dalla molecola come iodio libero. Amiodarone viene escreto 

principalmente  per via biliare e fecale. L’escrezione renale è trascurabile: ciò 

consente la somministrazione di dosi standard in pazienti con insufficienza renale. 

Dopo interruzione del trattamento, l’eliminazione continua per parecchi mesi; 

quindi si deve tenere in considerazione la persistenza, da 10 giorni ad un mese, 

dell’effetto farmacodinamico. 

5.3  Dati preclinici di sicurezza 

Tossicità acuta: DL

 nel ratto 170 mg/kg i.v., > 3000 mg/kg os, nel topo 450 

mg/kg i.p., > 3000 mg/kg os, nel cane beagle 85-150 mg/kg i.v.. 

Tossicità cronica: non sono stati rilevati fenomeni di mortalità, cali ponderali o 

variazione dei parametri biologici a dosi orali fino a 37,5 mg/kg/die (4 settimane) e 

16 mg/kg/die (52 settimane) nel ratto e fino a 12,5 mg/kg/die nel cane. 

Teratogenesi: indagini effettuate nel ratto (100 mg/kg/die) e nel coniglio (75 

mg/kg/die) non hanno evidenziato segni di tossicità fetale. 

6. INFORMAZIONI  FARMACEUTICHE 

6.1  Elenco degli eccipienti 

lattosio monoidrato, amido di mais, polividone, silice colloidale anidra, magnesio 

stearato. 

6.2 Incompatibilità 

Non sono note incompatibilità. 

6.3  Periodo di validità 

3 anni 

6.4  Speciali precauzioni per la conservazione 

Nessuna speciale precauzione. 

6.5  Natura e contenuto del contenitore  

Astuccio di cartone contenente 20 compresse. 

6.6  Istruzioni per l’impiego e la manipolazione 

Nessuna. 

7.  TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN 

COMMERCIO 

Mylan S.p.A. – Via Vittor Pisani 20 – 20124 Milano 

8.  NUMERO DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN 

COMMERCIO 

A.I.C. n° 035417017 

9.  DATA DI PRIMA AUTORIZZAZIONE/RINNOVO 

DELL’AUTORIZZAZIONE 

10.  DATA DI (PARZIALE) REVISIONE DEL TESTO: ottobre 2008 

27-7-2018

Pending EC decision:  Gefitinib Mylan, gefitinib, Opinion date: 26-Jul-2018

Pending EC decision: Gefitinib Mylan, gefitinib, Opinion date: 26-Jul-2018

Europe - EMA - European Medicines Agency

7-8-2018

Tadalafil Mylan (Mylan S.A.S.)

Tadalafil Mylan (Mylan S.A.S.)

Tadalafil Mylan (Active substance: tadalafil) - Centralised - Transfer Marketing Authorisation Holder - Commission Decision (2018)5422 of Tue, 07 Aug 2018 European Medicines Agency (EMA) procedure number: EMEA/H/C/3787/T/11

Europe -DG Health and Food Safety

7-8-2018

Ribavirin Mylan (Mylan S.A.S.)

Ribavirin Mylan (Mylan S.A.S.)

Ribavirin Mylan (Active substance: Ribavirin ) - Centralised - Transfer Marketing Authorisation Holder - Commission Decision (2018)5423 of Tue, 07 Aug 2018 European Medicines Agency (EMA) procedure number: EMEA/H/C/1185/T/29

Europe -DG Health and Food Safety

7-8-2018

Duloxetine Mylan (Generics [UK] Limited)

Duloxetine Mylan (Generics [UK] Limited)

Duloxetine Mylan (Active substance: Duloxetine) - Centralised - Transfer Marketing Authorisation Holder - Commission Decision (2018)5417 of Tue, 07 Aug 2018 European Medicines Agency (EMA) procedure number: EMEA/H/C/3981/T/14

Europe -DG Health and Food Safety

23-7-2018

Lopinavir/Ritonavir Mylan (Mylan S.A.S.)

Lopinavir/Ritonavir Mylan (Mylan S.A.S.)

Lopinavir/Ritonavir Mylan (Active substance: lopinavir / ritonavir) - Centralised - Yearly update - Commission Decision (2018)4888 of Mon, 23 Jul 2018

Europe -DG Health and Food Safety

11-7-2018

Withdrawn application:  Rotigotine Mylan, rotigotine, Initial authorisation

Withdrawn application: Rotigotine Mylan, rotigotine, Initial authorisation

Europe - EMA - European Medicines Agency

27-6-2018

Efavirenz/Emtricitabine/Tenofovir disoproxil Mylan (Mylan S.A.S.)

Efavirenz/Emtricitabine/Tenofovir disoproxil Mylan (Mylan S.A.S.)

Efavirenz/Emtricitabine/Tenofovir disoproxil Mylan (Active substance: Efavirenz / emtricitabine / tenofovir disoproxil) - Centralised - 2-Monthly update - Commission Decision (2018)4089 of Wed, 27 Jun 2018 European Medicines Agency (EMA) procedure number: EMEA/H/C/4240/IB/1/G

Europe -DG Health and Food Safety

14-6-2018

Emtricitabine/Tenofovir disoproxil Mylan (Mylan S.A.S.)

Emtricitabine/Tenofovir disoproxil Mylan (Mylan S.A.S.)

Emtricitabine/Tenofovir disoproxil Mylan (Active substance: emtricitabine / tenofovir disoproxil) - Centralised - 2-Monthly update - Commission Decision (2018)3854 of Thu, 14 Jun 2018 European Medicines Agency (EMA) procedure number: EMEA/H/C/4050/IB/3/G

Europe -DG Health and Food Safety

12-6-2018

Cholib (Mylan Products Limited)

Cholib (Mylan Products Limited)

Cholib (Active substance: fenofibrate / simvastatin) - Centralised - Renewal - Commission Decision (2018)3153 of Tue, 12 Jun 2018 European Medicines Agency (EMA) procedure number: EMEA/H/C/2559/R/17

Europe -DG Health and Food Safety

28-5-2018

Atazanavir Mylan (Mylan S.A.S.)

Atazanavir Mylan (Mylan S.A.S.)

Atazanavir Mylan (Active substance: atazanavir) - Centralised - Yearly update - Commission Decision (2018)3342 of Mon, 28 May 2018

Europe -DG Health and Food Safety

28-5-2018

Darunavir Mylan (Mylan S.A.S.)

Darunavir Mylan (Mylan S.A.S.)

Darunavir Mylan (Active substance: darunavir) - Centralised - Yearly update - Commission Decision (2018)3339 of Mon, 28 May 2018

Europe -DG Health and Food Safety

18-5-2018

Prasugrel Mylan (Mylan S.A.S.)

Prasugrel Mylan (Mylan S.A.S.)

Prasugrel Mylan (Active substance: prasugrel) - Centralised - Authorisation - Commission Decision (2018)3160 of Fri, 18 May 2018 European Medicines Agency (EMA) procedure number: EMEA/H/C/4644

Europe -DG Health and Food Safety