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ROCEFIN

Informazioni principali

  • Nome commerciale:
  • ROCEFIN PERFUS 1FL 2G
  • Commercializzato da:
  • ROCHE SpA
  • Forma farmaceutica:
  • PREPARAZIONE INIETTABILE
  • Composizione:
  • "2 G POLVERE PER SOLUZIONE PER INFUSIONE" 1 FLACONCINO
  • Classe:
  • H
  • Tipo di ricetta:
  • Uso ospedaliero
  • Utilizzare per:
  • Esseri umani
  • Tipo di medicina:
  • Farmaco allopatico
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Documenti

Localizzazione

  • Disponibile in:
  • ROCEFIN PERFUS 1FL 2G
    Italia
  • Lingua:
  • italiano

Altre informazioni

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Status

  • Fonte:
  • AIFA - Agenzia Italiana del Farmaco
  • Numero dell'autorizzazione:
  • 025202108
  • Ultimo aggiornamento:
  • 09-08-2016

Foglio illustrativo

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Rocefin 250 mg/2 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

Rocefin 500 mg/2 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

Rocefin 1 g/3,5 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

Rocefin 1 g/10 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso endovenoso

Rocefin 2 g polvere per soluzione per infusione

ceftriaxone

Categoria farmacoterapeutica

Antibatterico betalattamico per uso sistemico.

Indicazioni terapeutiche

Di uso elettivo e specifico in infezioni batteriche gravi di accertata o presunta origine da Gram-

negativi “difficili” o da flora mista con presenza di Gram-negativi resistenti ai più comuni

antibiotici.

In particolare il prodotto trova indicazione, nelle suddette infezioni, in pazienti defedati e/o

immunodepressi. Profilassi delle infezioni chirurgiche.

Controindicazioni

Rocefin è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota agli antibiotici betalattamici.

Ipersensibilità alle cefalosporine o ad uno qualsiasi degli eccipienti. In caso di ipersensibilità alle

penicilline, si deve tener presente la possibile insorgenza di allergia crociata. Nelle donne in stato di

gravidanza e nella primissima infanzia il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità e

sotto il diretto controllo del medico.

I neonati iperbilirubinemici e i prematuri non devono essere trattati con ceftriaxone. Studi in vitro

hanno dimostrato che ceftriaxone può spostare la bilirubina dai suoi siti di legame all’albumina

plasmatica ed è possibile che in questi pazienti si sviluppi un’encefalopatia da bilirubina.

Trattamento con calcio, a causa del rischio di formazione di precipitazione di sali di calcio-

ceftriaxone nei nati a termine.

Il ceftriaxone è inoltre controindicato nei:

neonati prematuri fino ad una età corretta di 41 settimane (settimane di gestazione + settimane di

vita);

neonati a termine (fino a 28 giorni di età):

- con ittero o presenza di ipoalbuminemia o acidosi dato che queste sono condizioni nelle

quali la bilirubina potrebbe essere alterata

- se dovessero richiedere (o si pensa che possano richiedere) un trattamento e.v. con calcio o

con infusioni che contengono calcio a causa del rischio di precipitazione del ceftriaxone

con il calcio (vedere Precauzioni per l’uso, Effetti indesiderati e Dose, modo e tempo di

somministrazione).

Precauzioni per l’uso

Come per altre cefalosporine, sono state segnalate reazioni anafilattiche con esito fatale, anche in

pazienti con allergia non nota o precedente esposizione.

Ogni grammo di Rocefin contiene 3,6x mmol di sodio. Ciò deve essere tenuto in considerazione in

pazienti che seguono un regime dietetico iposodico.

Un’anemia emolitica immunomediata è stata osservata in pazienti che ricevono antibatterici della

classe delle cefalosporine, compreso Rocefin. Casi gravi di anemia emolitica, inclusi casi fatali,

sono stati segnalati durante il trattamento sia negli adulti che nei bambini. Se un paziente sviluppa

anemia durante il trattamento con ceftriaxone, la diagnosi di anemia associata a cefalosporina deve

essere considerata e il trattamento con ceftriaxone interrotto fino a che non sia determinata

l’eziologia.

1 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Così come con quasi tutti i farmaci antibatterici, compreso Rocefin, sono stati segnalati casi di

diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD), la cui gravità può variare da diarrea lieve a colite

fatale. Il trattamento con antibatterici altera la normale flora del colon e porta a una crescita

eccessiva di C. difficile.

Il C. difficile produce le tossine A e B che contribuiscono allo sviluppo della CDAD. I ceppi di C.

difficile che producono tossine in eccesso causano un aumento dei tassi di morbilità e mortalità

poiché queste infezioni possono essere refrattarie alla terapia antimicrobica e possono richiedere

una colectomia. Bisogna considerare la possibilità di CDAD in tutti i pazienti che presentano

diarrea a seguito di trattamento antibiotico. È inoltre necessaria un’attenta anamnesi poiché i casi di

CDAD sono stati segnalati anche oltre due mesi dopo la somministrazione di antibatterici.

In caso di CDAD sospetta o conclamata, potrebbe essere necessaria la sospensione del trattamento

antibiotico in atto, non mirato al C. difficile. Se clinicamente indicato, è necessario istituire misure

appropriate di gestione dei fluidi e degli elettroliti, di integrazione proteica e di trattamento

antibiotico del C. difficile; deve essere inoltre effettuata una valutazione chirurgica.

Così come con altri antibatterici, possono verificarsi superinfezioni con microrganismi non sensibili.

Nelle ecografie biliari sono state osservate ombre, spesso confuse con calcoli biliari, in genere dopo

la somministrazione di dosi superiori a quelle standard raccomandate. Tali ombre sono, tuttavia,

precipitati di calcio-ceftriaxone che scompaiono al termine o con la sospensione della terapia con

Rocefin. Raramente, questi reperti erano associati a sintomi. Nei casi sintomatici, si raccomanda

una gestione conservativa non chirurgica; la sospensione del trattamento con Rocefin deve essere a

discrezione del medico.

Sono stati descritti casi di reazione fatale dovuti alla presenza di precipitati di calcio a livello

polmonare e renale in neonati prematuri e a termine di età inferiore ad 1 mese. Ad almeno uno di

questi neonati era stato somministrato ceftriaxone e calcio in momenti differenti e attraverso vie di

infusione differenti. Dai dati scientifici disponibili al momento, non risultano casi di precipitazione

intravascolare confermata in pazienti che non siano neonati, trattati con ceftriaxone e soluzioni

contenenti calcio o qualsivoglia altro prodotto contenente calcio. Gli studi in vitro hanno dimostrato

che i neonati hanno un rischio maggiore di formazione di precipitati di ceftriaxone-calcio rispetto ad

altri gruppi d’età.

Il ceftriaxone non deve comunque essere mescolato o somministrato simultaneamente con soluzioni

contenenti calcio per somministrazione e.v. in pazienti di qualsivoglia età, anche se per linee di

infusione differenti o in siti di infusione diversi.

Comunque, nei pazienti di età maggiore di 28 giorni, il ceftriaxone e le soluzioni contenenti calcio

possono essere somministrati sequenzialmente uno dopo l’altro se si utilizzano linee di infusione in

siti differenti o se le linee di infusione sono sostituite o se sono accuratamente lavate con soluzione

fisiologica salina tra le due infusioni per evitare la precipitazione. Nei pazienti che necessitano

infusione continua di soluzioni TNP di sali di calcio, gli operatori sanitari potrebbero dover

considerare l’uso di un antibatterico alternativo che sia privo di questo rischio di precipitazione. Se

l’uso di ceftriaxone è considerato necessario nei pazienti che necessitano nutrizione continua, la

soluzione TNP e il ceftriaxone possono essere somministrati simultaneamente, sebbene attraverso

linee di infusione differenti in siti differenti. In alternativa, l’infusione delle soluzioni TNP dovrebbe

essere interrotta durante l’infusione di ceftriaxone, prendendo in considerazione il consiglio di

lavare le linee di infusione tra la somministrazione delle due soluzioni (vedere Controindicazioni,

Effetti indesiderati e Dose, modo e tempo di somministrazione).

Tra i pazienti trattati con Rocefin sono stati segnalati raramente casi di pancreatite, potenzialmente

secondaria a ostruzione biliare. La maggior parte dei pazienti presentava fattori di rischio di stasi

biliare e fango biliare, ad esempio terapia importante, malattia grave o nutrizione parenterale totale

pregresse. Non è possibile escludere che Rocefin agisca da fattore scatenante o da co-fattore nella

precipitazione biliare.

Nei casi di grave insufficienza renale ed epatica è necessario ridurre il dosaggio secondo le

raccomandazioni stabilite.

La sicurezza e l’efficacia di Rocefin nei neonati, nei lattanti e nei bambini sono state stabilite per i

dosaggi riportati nelle sezioni relative a posologia e modo di somministrazione. Alcuni studi hanno

mostrato che il ceftriaxone, come altre cefalosporine, può spostare la bilirubina dai suoi siti di

legame all’albumina sierica.

2 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Rocefin non deve essere somministrato ai neonati (in particolare se prematuri) a rischio di

sviluppare encefalopatia da bilirubina.

Durante il trattamento prolungato la conta completa delle cellule del sangue deve essere eseguita ad

intervalli regolari.

In caso la lidocaina sia usato come solvente, soluzioni di Ceftriaxone devono essere utilizzate solo

per iniezione intramuscolare.

Prima di iniziare la terapia con Rocefin, dovrebbe essere svolta un'indagine accurata per stabilire se

il paziente ha manifestato in passato fenomeni di ipersensibilità alle cefalosporine, penicilline ed

altri farmaci.

Il prodotto deve essere somministrato con cautela in pazienti allergici alla penicillina poichè sono

descritti casi di ipersensibilità crociata fra penicilline e cefalosporine. A causa dell'immaturità delle

funzioni organiche, i prematuri non dovrebbero essere trattati con dosi di Rocefin superiori a

50 mg/kg/die.

Come per gli altri antibiotici l'impiego protratto può favorire lo sviluppo di batteri resistenti ed in

caso di superinfezione occorre adottare le misure più appropriate.

Reazioni acute di ipersensibilità possono richiedere l'uso di adrenalina ed altre misure di emergenza.

Le preparazioni contenenti lidocaina non devono essere somministrate per via endovenosa ed a

pazienti allergici a questo anestetico locale. Se si evidenziano segni di infezione, il microrganismo

responsabile dovrebbe essere isolato ed una opportuna terapia, basata sui test di sensibilità,

dovrebbe venire adottata.

Analisi su campioni raccolti prima dell'inizio della terapia dovrebbero venire effettuate per

determinare la sensibilità a ceftriaxone del microrganismo responsabile. La terapia con Rocefin può

essere comunque iniziata in attesa dei risultati di queste analisi; ed il trattamento dovrebbe

comunque essere, se il caso, successivamente modificato secondo i risultati delle analisi. Prima di

impiegare Rocefin in associazione ad altri antibiotici dovrebbero essere attentamente rilette le

istruzioni per l'uso degli altri farmaci per conoscerne eventuali controindicazioni, avvertenze,

precauzioni e reazioni indesiderate.

La funzionalità renale dovrebbe essere controllata attentamente.

Coliti pseudomembranose sono state riportate a seguito dell'uso di cefalosporine (o altri antibiotici a

largo spettro); è importante considerare questa diagnosi in pazienti che manifestino diarrea dopo

l'uso di antibiotico.

Interazioni

Informare il medico o il farmacista se si è recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, anche

quelli senza prescrizione medica.

La contemporanea somministrazione di alte dosi di Rocefin con diuretici ad elevata attività (es.

furosemide) a forti dosaggi non ha sinora evidenziato disturbi della funzionalità renale. Non c'è

alcuna evidenza che Rocefin aumenti la tossicità renale degli aminoglicosidi. L'ingestione di alcool

successiva alla somministrazione di Rocefin non dà effetti simili a quelli del disulfiram; il

ceftriaxone, infatti, non contiene il gruppo N-metiltiotetrazolico ritenuto responsabile sia della

possibile intolleranza all'alcool sia delle manifestazioni emorragiche verificatesi con altre

cefalosporine. L'eliminazione di Rocefin non è modificata dal probenecid.

In uno studio in vitro gli effetti antagonisti sono stati osservati con la combinazione di

cloramfenicolo e ceftriaxone.

E' stato dimostrato in condizioni sperimentali sinergismo d'azione tra Rocefin e aminoglicosidi nei

confronti di molti germi Gram-negativi. Il potenziamento di attività di tali associazioni, sebbene non

sempre predicibile, dovrà essere tenuto in considerazione in tutte quelle infezioni gravi, resistenti ad

altri trattamenti, dovute ad organismi quali Pseudomonas aeruginosa. A causa di incompatibilità

fisiche i due farmaci vanno somministrati separatamente alle dosi raccomandate.

Rocefin non deve essere aggiunto a soluzioni che contengono calcio, quali le soluzioni Hartmann e

Ringer.

Non devono essere utilizzati diluenti contenenti calcio, ad esempio soluzione di Ringer o di

Hartmann, per ricostituire i flaconcini di Rocefin o per diluire ulteriormente i flaconcini ricostituiti

per la somministrazione e.v., dato che può formarsi un precipitato. La precipitazione del ceftriaxone-

calcio può anche avvenire quando Rocefin è mescolato con soluzioni contenenti calcio nella stessa

linea di somministrazione e.v. Rocefin non deve essere somministrato contemporaneamente a

soluzioni e.v. contenenti calcio, comprese le infusioni continue contenenti calcio, quali quelle per

3 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

nutrizione parenterale somministrate mediante un sistema con un tratto finale in comune (connettore

a Y). Tuttavia, in pazienti non neonatali, Rocefin e le soluzioni contenenti calcio possono essere

somministrati in sequenza, purché tra un’infusione e l’altra le linee di infusione vengano

accuratamente lavate con un liquido compatibile. Studi in vitro condotti su plasma di pazienti adulti

e neonatali, derivato dal sangue del cordone ombelicale, hanno dimostrato che i neonati presentano

un rischio maggiore di precipitazione di ceftriaxone-calcio.

Sulla base dei dati di letteratura, il ceftriaxone non è compatibile con l’amsacrina, la vancomicina, il

fluconazolo e gli aminoglicosidi.

Raramente il test di Coombs può dare risultati falso-positivi nei pazienti trattati con Rocefin.

Rocefin, come altri antibiotici, può portare a risultati falso-positivi dei test di determinazione della

galattosemia.

Analogamente, metodi non enzimatici per la determinazione della glicosuria possono dare risultati

falso-positivi. Per tale ragione, la determinazione del glucosio nelle urine in corso di terapia con

Rocefin deve essere eseguita con metodi enzimatici.

Il ceftriaxone può contrastare l’efficacia dei contraccettivi ormonali orali. Di conseguenza, è

consigliabile adottare misure contraccettive aggiuntive non ormonali durante il trattamento e nel

mese successivo.

Avvertenze speciali

Rocefin viene eliminato per il 56% circa attraverso le urine e per il restante 44% attraverso la bile

in forma microbiologicamente attiva. Nelle feci è presente prevalentemente in forma inattiva. In

caso di ridotta funzionalità renale è eliminato in quota più elevata per via biliare, con le feci. Poiché

anche in tale circostanza il tempo di emivita risulta solo leggermente aumentato, nella maggior parte

dei casi non è necessario ridurre la posologia di Rocefin, a condizione che la funzionalità epatica sia

normale. Solo in presenza di una gravissima insufficienza renale (clearance della creatinina ≤ 10

ml/min) la dose di mantenimento ogni 24 ore dovrà essere ridotta alla metà rispetto alla dose

abituale.

Al pari di altre cefalosporine, è stato dimostrato che il ceftriaxone può parzialmente interferire con i

siti di legame della bilirubina con l'albumina plasmatica.

Le cefalosporine di terza generazione, come altre betalattamine, possono indurre resistenza

microbica e tale evenienza è maggiore verso organismi opportunisti specialmente

Enterobacteriaceae e Pseudomonas, in soggetti immunodepressi e probabilmente, associando tra

loro più betalattamine.

Come per qualsiasi terapia antibiotica, in caso di trattamenti prolungati si dovranno effettuare

regolari controlli della crasi ematica.

In casi estremamente rari, in pazienti trattati con dosi elevate, l'ultrasonografia della cistifellea ha

messo in evidenza reperti interpretabili come ispessimento della bile. Tale condizione è prontamente

regredita all'interruzione o al termine della terapia. Anche se questi riscontri dovessero essere

sintomatici, si raccomanda un trattamento puramente conservativo.

Sono state segnalate in corso di trattamento con cefalosporine, positività dei test di Coombs (talora

false).

Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Il ceftriaxone attraversa la barriera placentare. La sicurezza nell’uomo durante la gravidanza non è

stata stabilita. Gli studi sulla riproduzione negli animali non hanno mostrato alcuna evidenza di

embriotossicità, fetotossicità, teratogenicità o effetti avversi sulla fertilità maschile o femminile, di

nascita o perinatale e sviluppo post-natale. Nei primati non è stata osservata embriotossicità o

teratogenicità.

Allattamento

Il ceftriaxone viene escreto a basse concentrazioni nel latte materno. Prestare attenzione nel

prescrivere Rocefin a donne che allattano al seno.

Nelle donne in stato di gravidanza, durante l'allattamento e nella primissima infanzia, il prodotto va

somministrato nei casi di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico.

Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

4 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Poiché Rocefin talvolta induce capogiri, la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari

potrebbe essere compromessa.

Dose, modo e tempo di somministrazione

Non devono essere utilizzati diluenti contenenti calcio (ad esempio soluzione di Ringer o di

Hartmann) per ricostituire i flaconcini di ceftriaxone o per diluire ulteriormente i flaconcini

ricostituiti per la somministrazione e.v., dato che può formarsi un precipitato. La precipitazione del

ceftriaxone con il calcio può anche avvenire quando il ceftriaxone è mescolato con soluzioni

contenenti calcio nella stessa linea di somministrazione e.v..

Pertanto, il ceftriaxone e le soluzioni contenenti calcio non devono essere mescolate insieme o

somministrate contemporaneamente (vedere Controindicazioni, Precauzioni per l’uso ed Effetti

indesiderati).

Schema posologico generale

Adulti e bambini oltre 12 anni: la dose consigliata è di 1 g di Rocefin una volta al giorno (ogni 24

ore). Nei casi più gravi o in infezioni causate da microrganismi moderatamente sensibili, la dose può

raggiungere i 4 g somministrati in un’unica soluzione.

Neonati (fino a 2 settimane): la dose giornaliera è di 20-50 mg/kg di peso corporeo in

monosomministrazione; a causa della immaturità dei loro sistemi enzimatici non bisognerebbe

superare i 50 mg/kg (vedere sez. “Avvertenze speciali”).

Bambini (da 3 settimane a 12 anni): la dose giornaliera può variare tra 20 e 80 mg/kg. Per dosi

endovenose pari o superiori a 50 mg/kg si consiglia di utilizzare una perfusione della durata di

almeno 30 minuti.

Per i bambini di peso superiore a 50 kg andrà usato il dosaggio proprio degli adulti.

Anziani: lo schema posologico degli adulti non richiede modificazioni nel caso di pazienti anziani.

La durata della terapia è in funzione del decorso dell'infezione.

Come tutte le terapie a base di antibiotici, in generale la somministrazione di Rocefin va protratta

per un minimo di 48-72 ore dopo lo sfebbramento o dopo la dimostrazione di completa eradicazione

batterica.

Profilassi delle infezioni chirurgiche

Per la prevenzione delle infezioni post-operatorie verranno somministrati, in relazione a tipo e

rischio di contaminazione dell'intervento, 1 g i.m. o 1-2 g e.v. in dose singola, un’ora prima

dell’intervento.

Posologia in particolari condizioni

Insufficienza renale: in soggetti con clearance della creatinina maggiore di 10 ml/min la posologia

resta inalterata. In caso di clearance della creatinina uguale o minore di 10 ml/min si può

somministrare fino ad un massimo di 2 g una volta al giorno.

Insufficienza epatica: posologia normale.

Insufficienza renale ed epatica associate: controllare le concentrazioni plasmatiche del ceftriaxone.

Prematuri: dose massima 50 mg/kg una volta al giorno.

Modalità di somministrazione

Le soluzioni ricostituite conservano le proprie caratteristiche fisico-chimiche per 6 ore a

temperatura ambiente (o per 24 ore a +5°C). Come regola generale comunque, le soluzioni

andrebbero usate immediatamente dopo la preparazione.

Possono variare nella colorazione da giallo pallido ad ambra in funzione della concentrazione e del

periodo di conservazione; tale caratteristica non ha influenza sull’efficacia o sulla tollerabilità del

farmaco.

Soluzione per uso intramuscolare

Per praticare l’iniezione intramuscolare, sciogliere Rocefin i.m. con l’apposito solvente (soluzione

di lidocaina 1%) che è di 2 ml per Rocefin 250 mg e 500 mg, e di 3,5 ml per Rocefin 1 g: iniettare

profondamente la soluzione estemporanea così ottenuta nel gluteo, alternando i glutei nelle successi -

ve iniezioni.

La soluzione di lidocaina non deve essere somministrata endovena.

Soluzione per uso endovenoso

Per praticare l’iniezione e.v., sciogliere Rocefin con l’apposito solvente (acqua per preparazioni

iniettabili) che è di 10 ml per Rocefin 1 g, e iniettare direttamente in vena nel tempo di 2-4 minuti.

Soluzione per infusione

Per praticare la perfusione endovenosa sciogliere Rocefin in ragione di 2 g in 40 ml di liquido di

perfusione privo di ioni di calcio (soluzione fisiologica, soluzione glucosata al 5% o al 10%,

5 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

soluzione di levulosio al 5%, soluzione glucosata di destrano al 6%, soluzioni di NaCl 0,45% +

glucosio 2,5%).

La perfusione avrà una durata di almeno 30 minuti.

Le soluzioni di Rocefin non dovrebbero essere mescolate in soluzioni contenenti altri farmaci

antimicrobici o con soluzioni diluenti diverse da quelle sopra elencate per possibile incompatibilità.

Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio, possono manifestarsi nausea, vomito e diarrea. La concentrazione di

ceftriaxone non può essere ridotta per emodialisi o dialisi peritoneale. Non esiste un antidoto

specifico. È indicato il trattamento sintomatico.

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Rocefin avvertire

immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale.

SE SI HA QUALSIASI DUBBIO SULL’USO DI ROCEFIN, RIVOLGERSI AL MEDICO O

AL FARMACISTA.

Effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, Rocefin può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li

manifestino.

Gli effetti indesiderati sono in genere lievi e a breve termine.

Effetti indesiderati a livello sistemico

Disturbi gastrointestinali (circa il 2% dei casi): feci non formate, diarrea, nausea, vomito, stomatite,

glossite, raramente ispessimento della bile.

Modificazioni ematologiche (circa il 2%): eosinofilia, leucopenia, granulocitopenia, anemia

emolitica, trombocitopenia. Frequenza non nota: casi di agranulocitosi (< 500/mm 3 ) sono stati

segnalati, la maggior parte dopo 10 giorni di trattamento e dopo dosi totali di 20 grammi o superiori.

Reazioni cutanee (circa l’1%): esantema, dermatite allergica, prurito, orticaria ed edema. Frequenza

non nota: sono stati segnalati casi di reazioni avverse cutanee gravi (eritema multiforme, sindrome

di Stevens Johnson o sindrome di Lyell/necrolisi epidermica tossica).

Altri effetti indesiderati rari: cefalea, vertigini, precipitazione di sali di ceftriaxone-calcio nella

colecisti, aumento delle transaminasi, glicosuria, ematuria, oliguria, aumento dei valori sierici della

creatinina, micosi del tratto genitale, brividi, febbre e reazioni anafilattiche o anafilattoidi, per

esempio broncospasmo.

La comparsa di shock anafilattico è estremamente rara e richiede immediate contromisure quali la

somministrazione endovena di adrenalina seguita da un glucocorticoide.

Rari casi di enterocolite pseudomembranosa e modifiche dei parametri emocoagulativi sono stati

riportati in seguito all'uso di cefalosporine. Sono stati segnalati casi di anemia emolitica in seguito a

trattamento con cefalosporine. Rocefin non deve essere miscelato o somministrato in

contemporanea con soluzioni o prodotti contenenti calcio, anche se infusi separatamente.

Sono state riportate reazioni avverse rare, gravi, e in alcuni casi fatali nei neonati pretermine e a

termine (età <28 giorni) che sono stati trattati con ceftriaxone e calcio e.v..

È stata inoltre verificata post-mortem la presenza di precipitati di ceftriaxone e sali calcio nel

polmone e nel rene.

L’alto rischio di precipitazione nei neonati è dovuto al loro basso volume ematico e alla lunga

emivita del ceftriaxone, se confrontata con gli adulti (vedere Controindicazioni, Precauzioni per

l’uso, e Dose, modo e tempo di somministrazione).

Possono svilupparsi superinfezioni causate da microrganismi non sensibili al ceftriaxone (candida,

funghi o altri microrganismi resistenti). La colite pseudomembranosa è un effetto indesiderato raro

causato dall’infezione da Clostridium difficile durante il trattamento con Rocefin. Pertanto, deve

essere tenuta in considerazione la possibilità della malattia nei pazienti che presentano diarrea a

seguito di trattamento antibatterico.

Sono stati segnalati casi molto rari di precipitazione renale, prevalentemente in bambini di età

superiore a 3 anni, trattati con dosi giornaliere elevate (ad esempio, ≥ 80 mg/kg/giorno) o con dosi

totali superiori a 10 grammi e che presentavano altri fattori di rischio (ad esempio, limitato apporto

di liquidi, allettamento, ecc.). Il rischio di formazione di precipitato è maggiore nei pazienti

immobilizzati o disidratati. Questo evento può essere sintomatico o asintomatico, può indurre

insufficienza renale e anuria ed è reversibile dopo l’interruzione del trattamento con Rocefin.

6 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Si è osservata precipitazione di sali di ceftriaxone-calcio nella colecisti, prevalentemente in pazienti

trattati con dosi superiori a quelle standard raccomandate. Nei bambini, studi prospettici hanno

mostrato un’incidenza variabile di precipitazione con la somministrazione endovenosa, in alcuni

studi superiore al 30%. L’incidenza sembra essere inferiore con l’infusione lenta (20-30 minuti).

Questo effetto è in genere asintomatico, tuttavia in rari casi le precipitazioni sono state

accompagnate da sintomi clinici quali dolore, nausea e vomito. In questi casi, si raccomanda il

trattamento sintomatico. La precipitazione è in genere reversibile dopo l’interruzione del

trattamento con il ceftriaxone.

Sono stati segnalati casi isolati di pancreatite.

Sono stati segnalati disturbi della coagulazione come effetti indesiderati molto rari.

Effetti indesiderati a livello locale

In rari casi sono comparse reazioni flebitiche dopo somministrazione e.v.; tali reazioni possono

comunque essere evitate mediante iniezione lenta (2-4 minuti) del farmaco.

L'iniezione intramuscolare senza lidocaina è dolorosa.

In soggetti predisposti possono manifestarsi reazioni di ipersensibilità.

Influenza sui test diagnostici

Raramente, il test di Coombs può dare risultati falso-positivi nei pazienti trattati con Rocefin.

Rocefin, come altri antibiotici, può portare a risultati falso-positivi dei test di determinazione della

galattosemia.

Analogamente, metodi non enzimatici di determinazione della glicosuria possono dare risultati

falso-positivi. Per tale ragione, la determinazione del glucosio nelle urine in corso di terapia con

Rocefin deve essere eseguita con metodi enzimatici.

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.

Se uno qualsiasi degli effetti indesiderati si aggrava, o se nota la comparsa di un qualsiasi effetto

indesiderato non elencato in questo foglio illustrativo, informare il medico o il farmacista.

Scadenza e conservazione

Scadenza: vedere la data di scadenza indicata sulla confezione.

Attenzione: non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione.

La data di scadenza indicata si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente

conservato.

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C. Tenere il flaconcino nel contenitore originale.

I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere al

farmacista come eliminare i medicinali che non si utilizzano più. Questo aiuterà a proteggere

l’ambiente.

Composizione

Rocefin 250 mg/2 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

un flaconcino di polvere contiene:

principio attivo: ceftriaxone bisodico 3,5 H2O 298,2 mg pari a ceftriaxone 250 mg;

una fiala solvente contiene: soluzione acquosa di lidocaina all'1%.

Rocefin 500 mg/2 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

un flaconcino di polvere contiene:

principio attivo: ceftriaxone bisodico 3,5 H2O 596,5 mg pari a ceftriaxone 500 mg;

una fiala solvente contiene: soluzione acquosa di lidocaina all'1%.

Rocefin 1 g/3,5 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

un flaconcino di polvere contiene:

principio attivo: ceftriaxone bisodico 3,5 H2O 1,193 g pari a ceftriaxone 1 g;

una fiala solvente contiene: soluzione acquosa di lidocaina all'1%.

Rocefin 1 g/10 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso endovenoso

un flaconcino di polvere contiene:

7 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

principio attivo: ceftriaxone bisodico 3,5 H2O 1,193 g pari a ceftriaxone 1 g;

una fiala solvente contiene: acqua per preparazione iniettabile.

Rocefin 2 g polvere per soluzione per infusione

un flaconcino contiene:

principio attivo: ceftriaxone bisodico 3,5 H2O 2,386 g pari a ceftriaxone 2 g.

Forma farmaceutica e contenuto

Rocefin 250 mg/2 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare: 1

flaconcino polvere + 1 fiala solvente da 2 ml.

Rocefin 500 mg/2 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare: 1

flaconcino polvere + 1 fiala solvente da 2 ml.

Rocefin 1 g/3,5 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare: 1 flaconcino

polvere + 1 fiala solvente da 3,5 ml.

Rocefin 1 g/10 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso endovenoso: 1 flaconcino

polvere + 1 fiala solvente da 10 ml.

Rocefin 2 g polvere per soluzione per infusione: 1 flaconcino.

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio

Roche S.p.A. - Piazza Durante 11 - 20131 Milano.

Produttore

Roche S.p.A. - officina di Segrate (Milano)

Smaltimento delle siringhe/oggetti pungenti

Il seguente elenco di punti deve essere rigorosamente rispettato per quanto riguarda l'uso e lo

smaltimento delle siringhe e di altri dispositivi medici pungenti:

Aghi e siringhe non devono mai essere riutilizzati.

Inserire tutti gli aghi e le siringhe usate in un apposito contenitore per oggetti pungenti

(contenitore usa e getta a prova di puntura).

Tenere il contenitore fuori dalla portata dei bambini.

I contenitori per oggetti pungenti usati non devono essere immessi nei rifiuti domestici.

Smaltire il contenitore pieno in accordo ai requisiti locali o secondo le istruzioni del medico.

Smaltimento dei farmaci scaduti/inutilizzati

Il rilascio di farmaci nell'ambiente deve essere ridotto al minimo. I medicinali non devono essere

gettati nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Usare sistemi di raccolta appositi, se disponibili.

Revisione del foglio illustrativo da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco

Luglio 2010.

Roche S.p.A. - Piazza Durante 11 - 20131 Milano

8 TENERE IL MEDICINALE FUORI DALLA PORTATA E DALLA VISTA DEI BAMBINI

Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Rocefin 1 g/3,5 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

ceftriaxone

Categoria farmacoterapeutica

Antibatterico betalattamico per uso sistemico.

Indicazioni terapeutiche

Di uso elettivo e specifico in infezioni batteriche gravi di accertata o presunta origine da Gram-

negativi “difficili” o da flora mista con presenza di Gram-negativi resistenti ai più comuni

antibiotici.

In particolare il prodotto trova indicazione, nelle suddette infezioni, in pazienti defedati e/o

immunodepressi. Profilassi delle infezioni chirurgiche.

Controindicazioni

Rocefin è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota agli antibiotici betalattamici.

Ipersensibilità alle cefalosporine o ad uno qualsiasi degli eccipienti. In caso di ipersensibilità alle

penicilline, si deve tener presente la possibile insorgenza di allergia crociata. Nelle donne in stato di

gravidanza e nella primissima infanzia il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità e

sotto il diretto controllo del medico.

9 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

I neonati iperbilirubinemici e i prematuri non devono essere trattati con ceftriaxone. Studi in vitro

hanno dimostrato che ceftriaxone può spostare la bilirubina dai suoi siti di legame all’albumina

plasmatica ed è possibile che in questi pazienti si sviluppi un’encefalopatia da bilirubina.

Trattamento con calcio, a causa del rischio di formazione di precipitazione di sali di calcio-

ceftriaxone nei nati a termine.

Il ceftriaxone è inoltre controindicato nei:

neonati prematuri fino ad una età corretta di 41 settimane (settimane di gestazione + settimane di

vita);

neonati a termine (fino a 28 giorni di età):

- con ittero o presenza di ipoalbuminemia o acidosi dato che queste sono condizioni nelle

quali la bilirubina potrebbe essere alterata

- se dovessero richiedere (o si pensa che possano richiedere) un trattamento e.v. con calcio o

con infusioni che contengono calcio a causa del rischio di precipitazione del ceftriaxone

con il calcio (vedere Precauzioni per l’uso, Effetti indesiderati e Dose, modo e tempo di

somministrazione).

Precauzioni per l’uso

Come per altre cefalosporine, sono state segnalate reazioni anafilattiche con esito fatale, anche in

pazienti con allergia non nota o precedente esposizione.

Ogni grammo di Rocefin contiene 3,6x mmol di sodio. Ciò deve essere tenuto in considerazione in

pazienti che seguono un regime dietetico iposodico.

Un’anemia emolitica immunomediata è stata osservata in pazienti che ricevono antibatterici della

classe delle cefalosporine, compreso Rocefin. Casi gravi di anemia emolitica, inclusi casi fatali,

sono stati segnalati durante il trattamento sia negli adulti che nei bambini. Se un paziente sviluppa

anemia durante il trattamento con ceftriaxone, la diagnosi di anemia associata a cefalosporina deve

essere considerata e il trattamento con ceftriaxone interrotto fino a che non sia determinata

l’eziologia.

Così come con quasi tutti i farmaci antibatterici, compreso Rocefin, sono stati segnalati casi di

diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD), la cui gravità può variare da diarrea lieve a colite

fatale. Il trattamento con antibatterici altera la normale flora del colon e porta a una crescita

eccessiva di C. difficile.

Il C. difficile produce le tossine A e B che contribuiscono allo sviluppo della CDAD. I ceppi di C.

difficile che producono tossine in eccesso causano un aumento dei tassi di morbilità e mortalità

poiché queste infezioni possono essere refrattarie alla terapia antimicrobica e possono richiedere

una colectomia. Bisogna considerare la possibilità di CDAD in tutti i pazienti che presentano

diarrea a seguito di trattamento antibiotico. È inoltre necessaria un’attenta anamnesi poiché i casi di

CDAD sono stati segnalati anche oltre due mesi dopo la somministrazione di antibatterici.

In caso di CDAD sospetta o conclamata, potrebbe essere necessaria la sospensione del trattamento

antibiotico in atto, non mirato al C. difficile. Se clinicamente indicato, è necessario istituire misure

appropriate di gestione dei fluidi e degli elettroliti, di integrazione proteica e di trattamento

antibiotico del C. difficile; deve essere inoltre effettuata una valutazione chirurgica.

Così come con altri antibatterici, possono verificarsi superinfezioni con microrganismi non sensibili.

Nelle ecografie biliari sono state osservate ombre, spesso confuse con calcoli biliari, in genere dopo

la somministrazione di dosi superiori a quelle standard raccomandate. Tali ombre sono, tuttavia,

precipitati di calcio-ceftriaxone che scompaiono al termine o con la sospensione della terapia con

Rocefin. Raramente, questi reperti erano associati a sintomi. Nei casi sintomatici, si raccomanda

una gestione conservativa non chirurgica; la sospensione del trattamento con Rocefin deve essere a

discrezione del medico.

Sono stati descritti casi di reazione fatale dovuti alla presenza di precipitati di calcio a livello

polmonare e renale in neonati prematuri e a termine di età inferiore ad 1 mese. Ad almeno uno di

questi neonati era stato somministrato ceftriaxone e calcio in momenti differenti e attraverso vie di

infusione differenti. Dai dati scientifici disponibili al momento, non risultano casi di precipitazione

intravascolare confermata in pazienti che non siano neonati, trattati con ceftriaxone e soluzioni

10 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

contenenti calcio o qualsivoglia altro prodotto contenente calcio. Gli studi in vitro hanno dimostrato

che i neonati hanno un rischio maggiore di formazione di precipitati di ceftriaxone-calcio rispetto ad

altri gruppi d’età.

Il ceftriaxone non deve comunque essere mescolato o somministrato simultaneamente con soluzioni

contenenti calcio per somministrazione e.v. in pazienti di qualsivoglia età, anche se per linee di

infusione differenti o in siti di infusione diversi.

Comunque, nei pazienti di età maggiore di 28 giorni, il ceftriaxone e le soluzioni contenenti calcio

possono essere somministrati sequenzialmente uno dopo l’altro se si utilizzano linee di infusione in

siti differenti o se le linee di infusione sono sostituite o se sono accuratamente lavate con soluzione

fisiologica salina tra le due infusioni per evitare la precipitazione. Nei pazienti che necessitano

infusione continua di soluzioni TNP di sali di calcio, gli operatori sanitari potrebbero dover

considerare l’uso di un antibatterico alternativo che sia privo di questo rischio di precipitazione. Se

l’uso di ceftriaxone è considerato necessario nei pazienti che necessitano nutrizione continua, la

soluzione TNP e il ceftriaxone possono essere somministrati simultaneamente, sebbene attraverso

linee di infusione differenti in siti differenti. In alternativa, l’infusione delle soluzioni TNP dovrebbe

essere interrotta durante l’infusione di ceftriaxone, prendendo in considerazione il consiglio di

lavare le linee di infusione tra la somministrazione delle due soluzioni (vedere Controindicazioni,

Effetti indesiderati e Dose, modo e tempo di somministrazione).

Tra i pazienti trattati con Rocefin sono stati segnalati raramente casi di pancreatite, potenzialmente

secondaria a ostruzione biliare. La maggior parte dei pazienti presentava fattori di rischio di stasi

biliare e fango biliare, ad esempio terapia importante, malattia grave o nutrizione parenterale totale

pregresse. Non è possibile escludere che Rocefin agisca da fattore scatenante o da co-fattore nella

precipitazione biliare.

Nei casi di grave insufficienza renale ed epatica è necessario ridurre il dosaggio secondo le

raccomandazioni stabilite.

La sicurezza e l’efficacia di Rocefin nei neonati, nei lattanti e nei bambini sono state stabilite per i

dosaggi riportati nelle sezioni relative a posologia e modo di somministrazione. Alcuni studi hanno

mostrato che il ceftriaxone, come altre cefalosporine, può spostare la bilirubina dai suoi siti di

legame all’albumina sierica.

Rocefin non deve essere somministrato ai neonati (in particolare se prematuri) a rischio di

sviluppare encefalopatia da bilirubina.

Durante il trattamento prolungato la conta completa delle cellule del sangue deve essere eseguita ad

intervalli regolari.

In caso la lidocaina sia usato come solvente, soluzioni di Ceftriaxone devono essere utilizzate solo

per iniezione intramuscolare.

Prima di iniziare la terapia con Rocefin, dovrebbe essere svolta un'indagine accurata per stabilire se

il paziente ha manifestato in passato fenomeni di ipersensibilità alle cefalosporine, penicilline ed

altri farmaci.

Il prodotto deve essere somministrato con cautela in pazienti allergici alla penicillina poichè sono

descritti casi di ipersensibilità crociata fra penicilline e cefalosporine. A causa dell'immaturità delle

funzioni organiche, i prematuri non dovrebbero essere trattati con dosi di Rocefin superiori a

50 mg/kg/die.

Come per gli altri antibiotici l'impiego protratto può favorire lo sviluppo di batteri resistenti ed in

caso di superinfezione occorre adottare le misure più appropriate.

Reazioni acute di ipersensibilità possono richiedere l'uso di adrenalina ed altre misure di emergenza.

Le preparazioni contenenti lidocaina non devono essere somministrate per via endovenosa ed a

pazienti allergici a questo anestetico locale. Se si evidenziano segni di infezione, il microrganismo

responsabile dovrebbe essere isolato ed una opportuna terapia, basata sui test di sensibilità,

dovrebbe venire adottata.

Analisi su campioni raccolti prima dell'inizio della terapia dovrebbero venire effettuate per

determinare la sensibilità a ceftriaxone del microrganismo responsabile. La terapia con Rocefin può

essere comunque iniziata in attesa dei risultati di queste analisi; ed il trattamento dovrebbe

comunque essere, se il caso, successivamente modificato secondo i risultati delle analisi. Prima di

impiegare Rocefin in associazione ad altri antibiotici dovrebbero essere attentamente rilette le

istruzioni per l'uso degli altri farmaci per conoscerne eventuali controindicazioni, avvertenze,

precauzioni e reazioni indesiderate.

La funzionalità renale dovrebbe essere controllata attentamente.

11 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Coliti pseudomembranose sono state riportate a seguito dell'uso di cefalosporine (o altri antibiotici a

largo spettro); è importante considerare questa diagnosi in pazienti che manifestino diarrea dopo

l'uso di antibiotico.

Interazioni

Informare il medico o il farmacista se si è recentemente assunto qualsiasi altro medicinale, anche

quelli senza prescrizione medica.

La contemporanea somministrazione di alte dosi di Rocefin con diuretici ad elevata attività (es.

furosemide) a forti dosaggi non ha sinora evidenziato disturbi della funzionalità renale. Non c'è

alcuna evidenza che Rocefin aumenti la tossicità renale degli aminoglicosidi. L'ingestione di alcool

successiva alla somministrazione di Rocefin non dà effetti simili a quelli del disulfiram; il

ceftriaxone, infatti, non contiene il gruppo N-metiltiotetrazolico ritenuto responsabile sia della

possibile intolleranza all'alcool sia delle manifestazioni emorragiche verificatesi con altre

cefalosporine.

L'eliminazione di Rocefin non è modificata dal probenecid.

In uno studio in vitro gli effetti antagonisti sono stati osservati con la combinazione di

cloramfenicolo e ceftriaxone.

E' stato dimostrato in condizioni sperimentali sinergismo d'azione tra Rocefin e aminoglicosidi nei

confronti di molti germi Gram-negativi. Il potenziamento di attività di tali associazioni, sebbene non

sempre predicibile, dovrà essere tenuto in considerazione in tutte quelle infezioni gravi, resistenti ad

altri trattamenti, dovute ad organismi quali Pseudomonas aeruginosa. A causa di incompatibilità

fisiche i due farmaci vanno somministrati separatamente alle dosi raccomandate.

Rocefin non deve essere aggiunto a soluzioni che contengono calcio, quali le soluzioni Hartmann e

Ringer.

Non devono essere utilizzati diluenti contenenti calcio, ad esempio soluzione di Ringer o di

Hartmann, per ricostituire i flaconcini di Rocefin o per diluire ulteriormente i flaconcini ricostituiti

per la somministrazione e.v., dato che può formarsi un precipitato. La precipitazione del ceftriaxone-

calcio può anche avvenire quando Rocefin è mescolato con soluzioni contenenti calcio nella stessa

linea di somministrazione e.v. Rocefin non deve essere somministrato contemporaneamente a

soluzioni e.v. contenenti calcio, comprese le infusioni continue contenenti calcio, quali quelle per

nutrizione parenterale somministrate mediante un sistema con un tratto finale in comune (connettore

a Y). Tuttavia, in pazienti non neonatali, Rocefin e le soluzioni contenenti calcio possono essere

somministrati in sequenza, purché tra un’infusione e l’altra le linee di infusione vengano

accuratamente lavate con un liquido compatibile. Studi in vitro condotti su plasma di pazienti adulti

e neonatali, derivato dal sangue del cordone ombelicale, hanno dimostrato che i neonati presentano

un rischio maggiore di precipitazione di ceftriaxone-calcio.

Sulla base dei dati di letteratura, il ceftriaxone non è compatibile con l’amsacrina, la vancomicina, il

fluconazolo e gli aminoglicosidi.

Raramente il test di Coombs può dare risultati falso-positivi nei pazienti trattati con Rocefin.

Rocefin, come altri antibiotici, può portare a risultati falso-positivi dei test di determinazione della

galattosemia.

Analogamente, metodi non enzimatici per la determinazione della glicosuria possono dare risultati

falso-positivi. Per tale ragione, la determinazione del glucosio nelle urine in corso di terapia con

Rocefin deve essere eseguita con metodi enzimatici.

Il ceftriaxone può contrastare l’efficacia dei contraccettivi ormonali orali. Di conseguenza, è

consigliabile adottare misure contraccettive aggiuntive non ormonali durante il trattamento e nel

mese successivo.

Avvertenze speciali

Rocefin viene eliminato per il 56% circa attraverso le urine e per il restante 44% attraverso la bile

in forma microbiologicamente attiva. Nelle feci è presente prevalentemente in forma inattiva. In

caso di ridotta funzionalità renale è eliminato in quota più elevata per via biliare, con le feci. Poiché

anche in tale circostanza il tempo di emivita risulta solo leggermente aumentato, nella maggior parte

dei casi non è necessario ridurre la posologia di Rocefin, a condizione che la funzionalità epatica sia

normale. Solo in presenza di una gravissima insufficienza renale (clearance della creatinina ≤ 10

12 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

ml/min) la dose di mantenimento ogni 24 ore dovrà essere ridotta alla metà rispetto alla dose

abituale.

Al pari di altre cefalosporine, è stato dimostrato che il ceftriaxone può parzialmente interferire con i

siti di legame della bilirubina con l'albumina plasmatica.

Le cefalosporine di terza generazione, come altre betalattamine, possono indurre resistenza

microbica e tale evenienza è maggiore verso organismi opportunisti specialmente

Enterobacteriaceae e Pseudomonas, in soggetti immunodepressi e probabilmente, associando tra

loro più betalattamine.

Come per qualsiasi terapia antibiotica, in caso di trattamenti prolungati si dovranno effettuare

regolari controlli della crasi ematica.

In casi estremamente rari, in pazienti trattati con dosi elevate, l'ultrasonografia della cistifellea ha

messo in evidenza reperti interpretabili come ispessimento della bile. Tale condizione è prontamente

regredita all'interruzione o al termine della terapia. Anche se questi riscontri dovessero essere

sintomatici, si raccomanda un trattamento puramente conservativo.

Sono state segnalate in corso di trattamento con cefalosporine, positività dei test di Coombs (talora

false).

Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Il ceftriaxone attraversa la barriera placentare. La sicurezza nell’uomo durante la gravidanza non è

stata stabilita. Gli studi sulla riproduzione negli animali non hanno mostrato alcuna evidenza di

embriotossicità, fetotossicità, teratogenicità o effetti avversi sulla fertilità maschile o femminile, di

nascita o perinatale e sviluppo post-natale. Nei primati non è stata osservata embriotossicità o

teratogenicità.

Allattamento

Il ceftriaxone viene escreto a basse concentrazioni nel latte materno. Prestare attenzione nel

prescrivere Rocefin a donne che allattano al seno.

Nelle donne in stato di gravidanza, durante l'allattamento e nella primissima infanzia, il prodotto va

somministrato nei casi di effettiva necessità e sotto il diretto controllo del medico.

Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Poiché Rocefin talvolta induce capogiri, la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari

potrebbe essere compromessa.

Dose, modo e tempo di somministrazione

Non devono essere utilizzati diluenti contenenti calcio (ad esempio soluzione di Ringer o di

Hartmann) per ricostituire i flaconcini di ceftriaxone o per diluire ulteriormente i flaconcini

ricostituiti per la somministrazione e.v., dato che può formarsi un precipitato. La precipitazione del

ceftriaxone con il calcio può anche avvenire quando il ceftriaxone è mescolato con soluzioni

contenenti calcio nella stessa linea di somministrazione e.v..

Pertanto, il ceftriaxone e le soluzioni contenenti calcio non devono essere mescolate insieme o

somministrate contemporaneamente (vedere Controindicazioni, Precauzioni per l’uso ed Effetti

indesiderati).

Schema posologico generale

Adulti e bambini oltre 12 anni: la dose consigliata è di 1 g di Rocefin una volta al giorno (ogni 24

ore). Nei casi più gravi o in infezioni causate da microrganismi moderatamente sensibili, la dose può

raggiungere i 4 g somministrati in un’unica soluzione.

Neonati (fino a 2 settimane): la dose giornaliera è di 20-50 mg/kg di peso corporeo in

monosomministrazione; a causa della immaturità dei loro sistemi enzimatici non bisognerebbe

superare i 50 mg/kg (vedere sez. “Avvertenze speciali”).

Bambini (da 3 settimane a 12 anni): la dose giornaliera può variare tra 20 e 80 mg/kg. Per dosi

endovenose pari o superiori a 50 mg/kg si consiglia di utilizzare una perfusione della durata di

almeno 30 minuti.

Per i bambini di peso superiore a 50 kg andrà usato il dosaggio proprio degli adulti.

Anziani: lo schema posologico degli adulti non richiede modificazioni nel caso di pazienti anziani.

La durata della terapia è in funzione del decorso dell'infezione.

Come tutte le terapie a base di antibiotici, in generale la somministrazione di Rocefin va protratta

per un minimo di 48-72 ore dopo lo sfebbramento o dopo la dimostrazione di completa eradicazione

batterica.

13 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Profilassi delle infezioni chirurgiche

Per la prevenzione delle infezioni post-operatorie verranno somministrati, in relazione a tipo e

rischio di contaminazione dell'intervento, 1 g i.m. o 1-2 g e.v. in dose singola, un’ora prima

dell’intervento.

Posologia in particolari condizioni

Insufficienza renale: in soggetti con clearance della creatinina maggiore di 10 ml/min la posologia

resta inalterata. In caso di clearance della creatinina uguale o minore di 10 ml/min si può

somministrare fino ad un massimo di 2 g una volta al giorno.

Insufficienza epatica: posologia normale.

Insufficienza renale ed epatica associate: controllare le concentrazioni plasmatiche del ceftriaxone.

Prematuri: dose massima 50 mg/kg una volta al giorno.

Modalità di somministrazione

Le soluzioni ricostituite conservano le proprie caratteristiche fisico-chimiche per 6 ore a

temperatura ambiente (o per 24 ore a +5°C). Come regola generale comunque, le soluzioni

andrebbero usate immediatamente dopo la preparazione.

Possono variare nella colorazione da giallo pallido ad ambra in funzione della concentrazione e del

periodo di conservazione; tale caratteristica non ha influenza sull’efficacia o sulla tollerabilità del

farmaco.

Soluzione per uso intramuscolare

Per praticare l’iniezione intramuscolare, sciogliere Rocefin i.m. con l’apposito solvente (soluzione

di lidocaina 1%) che è di 2 ml per Rocefin 250 mg e 500 mg, e di 3,5 ml per Rocefin 1 g: iniettare

profondamente la soluzione estemporanea così ottenuta nel gluteo, alternando i glutei nelle successi -

ve iniezioni.

La soluzione di lidocaina non deve essere somministrata endovena.

Soluzione per uso endovenoso

Per praticare l’iniezione e.v., sciogliere Rocefin con l’apposito solvente (acqua per preparazioni

iniettabili) che è di 10 ml per Rocefin 1 g, e iniettare direttamente in vena nel tempo di 2-4 minuti.

Soluzione per infusione

Per praticare la perfusione endovenosa sciogliere Rocefin in ragione di 2 g in 40 ml di liquido di

perfusione privo di ioni di calcio (soluzione fisiologica, soluzione glucosata al 5% o al 10%,

soluzione di levulosio al 5%, soluzione glucosata di destrano al 6%, soluzioni di NaCl 0,45% +

glucosio 2,5%).

La perfusione avrà una durata di almeno 30 minuti.

Le soluzioni di Rocefin non dovrebbero essere mescolate in soluzioni contenenti altri farmaci

antimicrobici o con soluzioni diluenti diverse da quelle sopra elencate per possibile incompatibilità.

Sovradosaggio

In caso di sovradosaggio, possono manifestarsi nausea, vomito e diarrea. La concentrazione di

ceftriaxone non può essere ridotta per emodialisi o dialisi peritoneale. Non esiste un antidoto

specifico. È indicato il trattamento sintomatico.

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di Rocefin avvertire

immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale.

SE SI HA QUALSIASI DUBBIO SULL’USO DI ROCEFIN, RIVOLGERSI AL MEDICO O

AL FARMACISTA.

Effetti indesiderati

Come tutti i medicinali, Rocefin può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li

manifestino.

Gli effetti indesiderati sono in genere lievi e a breve termine.

Effetti indesiderati a livello sistemico

Disturbi gastrointestinali (circa il 2% dei casi): feci non formate, diarrea, nausea, vomito, stomatite,

glossite, raramente ispessimento della bile.

Modificazioni ematologiche (circa il 2%): eosinofilia, leucopenia, granulocitopenia, anemia,

trombocitopenia. Frequenza non nota: casi di agranulocitosi (< 500/mm 3 ) sono stati segnalati, la

maggior parte dopo 10 giorni di trattamento e dopo dosi totali di 20 grammi o superiori.

Reazioni cutanee (circa l’1%): esantema, dermatite allergica, prurito, orticaria ed edema. Frequenza

non nota: sono stati segnalati casi di reazioni avverse cutanee gravi (eritema multiforme, sindrome

di Stevens Johnson o sindrome di Lyell/necrolisi epidermica tossica).

14 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Altri effetti indesiderati rari: cefalea, vertigini, precipitazione di sali di ceftriaxone-calcio nella

colecisti, aumento delle transaminasi, glicosuria, ematuria, oliguria, aumento dei valori sierici della

creatinina, micosi del tratto genitale, brividi, febbre e reazioni anafilattiche o anafilattoidi, per

esempio broncospasmo. La comparsa di shock anafilattico è estremamente rara e richiede immediate

contromisure quali la somministrazione endovena di adrenalina seguita da un glucocorticoide.

Rari casi di enterocolite pseudomembranosa e modifiche dei parametri emocoagulativi sono stati

riportati in seguito all'uso di cefalosporine. Sono stati segnalati casi di anemia emolitica in seguito a

trattamento con cefalosporine. Rocefin non deve essere miscelato o somministrato in

contemporanea con soluzioni o prodotti contenenti calcio, anche se infusi separatamente.

Sono state riportate reazioni avverse rare, gravi, e in alcuni casi fatali nei neonati pretermine e a

termine (età <28 giorni) che sono stati trattati con ceftriaxone e calcio e.v..

È stata inoltre verificata post-mortem la presenza di precipitati di ceftriaxone e sali calcio nel

polmone e nel rene.

L’alto rischio di precipitazione nei neonati è dovuto al loro basso volume ematico e alla lunga

emivita del ceftriaxone, se confrontata con gli adulti (vedere Controindicazioni, Precauzioni per

l’uso, e Dose, modo e tempo di somministrazione).

Possono svilupparsi superinfezioni causate da microrganismi non sensibili al ceftriaxone (candida,

funghi o altri microrganismi resistenti). La colite pseudomembranosa è un effetto indesiderato raro

causato dall’infezione da Clostridium difficile durante il trattamento con Rocefin. Pertanto, deve

essere tenuta in considerazione la possibilità della malattia nei pazienti che presentano diarrea a

seguito di trattamento antibatterico.

Sono stati segnalati casi molto rari di precipitazione renale, prevalentemente in bambini di età

superiore a 3 anni, trattati con dosi giornaliere elevate (ad esempio, ≥ 80 mg/kg/giorno) o con dosi

totali superiori a 10 grammi e che presentavano altri fattori di rischio (ad esempio, limitato apporto

di liquidi, allettamento, ecc.). Il rischio di formazione di precipitato è maggiore nei pazienti

immobilizzati o disidratati. Questo evento può essere sintomatico o asintomatico, può indurre

insufficienza renale e anuria ed è reversibile dopo l’interruzione del trattamento con Rocefin.

Si è osservata precipitazione di sali di ceftriaxone-calcio nella colecisti, prevalentemente in pazienti

trattati con dosi superiori a quelle standard raccomandate. Nei bambini, studi prospettici hanno

mostrato un’incidenza variabile di precipitazione con la somministrazione endovenosa, in alcuni

studi superiore al 30%. L’incidenza sembra essere inferiore con l’infusione lenta (20-30 minuti).

Questo effetto è in genere asintomatico, tuttavia in rari casi le precipitazioni sono state

accompagnate da sintomi clinici quali dolore, nausea e vomito. In questi casi, si raccomanda il

trattamento sintomatico. La precipitazione è in genere reversibile dopo l’interruzione del

trattamento con il ceftriaxone.

Sono stati segnalati casi isolati di pancreatite.

Sono stati segnalati disturbi della coagulazione come effetti indesiderati molto rari.

Effetti indesiderati a livello locale

In rari casi sono comparse reazioni flebitiche dopo somministrazione e.v.; tali reazioni possono

comunque essere evitate mediante iniezione lenta (2-4 minuti) del farmaco.

L'iniezione intramuscolare senza lidocaina è dolorosa.

In soggetti predisposti possono manifestarsi reazioni di ipersensibilità.

Influenza sui test diagnostici

Raramente, il test di Coombs può dare risultati falso-positivi nei pazienti trattati con Rocefin.

Rocefin, come altri antibiotici, può portare a risultati falso-positivi dei test di determinazione della

galattosemia.

Analogamente, metodi non enzimatici di determinazione della glicosuria possono dare risultati

falso-positivi. Per tale ragione, la determinazione del glucosio nelle urine in corso di terapia con

Rocefin deve essere eseguita con metodi enzimatici.

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.

15 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Se uno qualsiasi degli effetti indesiderati si aggrava, o se si nota la comparsa di un qualsiasi effetto

indesiderato non elencato in questo foglio illustrativo, informare il medico o il farmacista.

Scadenza e conservazione

Scadenza: vedere la data di scadenza indicata sulla confezione.

Attenzione: non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza indicata sulla confezione.

La data di scadenza indicata si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente

conservato.

Non conservare a temperatura superiore ai 30°C. Tenere il flaconcino nel contenitore originale.

I medicinali non devono essere gettati nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere al

farmacista come eliminare i medicinali che non si utilizzano più. Questo aiuterà a proteggere

l’ambiente.

Composizione

Rocefin 1 g/3,5 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

un flaconcino di polvere contiene:

principio attivo: ceftriaxone bisodico 3,5 H2O 1,193 g pari a ceftriaxone 1 g;

una fiala solvente contiene: soluzione acquosa di lidocaina all'1%.

Forma farmaceutica e contenuto

Rocefin 1 g/3,5 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare: 1 flaconcino

polvere + 1 fiala solvente da 3,5 ml con annesso un kit sterile per la somministrazione, costituito da

una siringa da 5 ml, due aghi e una salvietta medicata.

Titolare dell’Autorizzazione all’Immissione in Commercio

Roche S.p.A. - Piazza Durante 11 - 20131 Milano.

Produttore

Roche S.p.A. - officina di Segrate (Milano)

Smaltimento delle siringhe/oggetti pungenti

Il seguente elenco di punti deve essere rigorosamente rispettato per quanto riguarda l'uso e lo

smaltimento delle siringhe e di altri dispositivi medici pungenti:

Aghi e siringhe non devono mai essere riutilizzati.

Inserire tutti gli aghi e le siringhe usate in un apposito contenitore per oggetti pungenti

(contenitore usa e getta a prova di puntura).

Tenere il contenitore fuori dalla portata dei bambini.

I contenitori per oggetti pungenti usati non devono essere immessi nei rifiuti domestici.

Smaltire il contenitore pieno in accordo ai requisiti locali o secondo le istruzioni del medico.

Smaltimento dei farmaci scaduti/inutilizzati

Il rilascio di farmaci nell'ambiente deve essere ridotto al minimo. I medicinali non devono essere

gettati nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Usare sistemi di raccolta appositi, se disponibili.

Revisione del foglio illustrativo da parte dell’Agenzia Italiana del Farmaco

Luglio 2010.

16 TENERE IL MEDICINALE FUORI DALLA PORTATA E DALLA VISTA DEI BAMBINI

Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Roche S.p.A. - Piazza Durante 11 - 20131 Milano

Istruzioni per l’uso e la manipolazione

Rocefin 1 g/ 3,5 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

La preparazione e la somministrazione della soluzione iniettabile possono essere effettuate

utilizzando il kit sterile annesso alla confezione:

Innanzitutto lavarsi le mani!

1. Togliere dalla confezione la siringa e un ago. Fissare l’ago sulla siringa.

2. Rimuovere il tappo in plastica dal flaconcino di Rocefin e pulire il sigillo in gomma con la

salviettina medicata.

3. Rompere il cono della fiala solvente, togliere il cappuccio dell'ago della siringa e aspirare il

contenuto.

4. Spingere l’ago verticalmente al centro del sigillo in gomma (cerchio piccolo) del flaconcino.

Iniettare il solvente nel flaconcino.

5. Mantenere l’ago inserito e inclinare il flaconcino avanti e indietro fino a che la polvere sia

completamente sciolta. Controllare che la soluzione sia limpida, con colorazione da giallo

pallido ad ambra e praticamente priva di particelle visibili.

6. Arretrare lo stantuffo per aspirare tutta la soluzione di Rocefin.

7. Sostituire l’ago con il secondo ago annesso alla confezione. Espellere l’aria dalla siringa e

dall’ago mantenendo la siringa in posizione verticale e spingendo leggermente verso l’alto lo

stantuffo finchè esce una goccia di soluzione.

8. Pulire la cute nel sito di iniezione con la salviettina medicata. Procedere con l'iniezione

intramuscolare: iniettare profondamente la soluzione così ottenuta nel gluteo, alternando i

glutei nelle successive iniezioni.

17 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Riassunto delle caratteristiche del prodotto

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RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

Rocefin 250 mg/2 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

Rocefin 500 mg/2 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

Rocefin 1 g/3,5 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

Rocefin 1 g/10 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso endovenoso

Rocefin 2 g polvere per soluzione per infusione

2. COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Rocefin 250 mg/2 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

Un flaconcino di polvere contiene:

Principio attivo: ceftriaxone bisodico 3,5 H2O 298,2 mg pari a ceftriaxone 250 mg.

Rocefin 500 mg/2 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

Un flaconcino di polvere contiene:

Principio attivo: ceftriaxone bisodico 3,5 H2O 596,5 mg pari a ceftriaxone 500 mg.

Rocefin 1 g/3,5 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

Un flaconcino di polvere contiene:

Principio attivo: ceftriaxone bisodico 3,5 H2O 1,193 g pari a ceftriaxone 1 g.

Rocefin 1 g/10 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso endovenoso

Un flaconcino di polvere contiene:

Principio attivo: ceftriaxone bisodico 3,5 H2O 1,193 g pari a ceftriaxone 1 g.

Rocefin 2 g polvere per soluzione per infusione

Un flaconcino contiene:

Principio attivo: ceftriaxone bisodico 3,5 H2O 2,386 g pari a ceftriaxone 2 g.

Per l’elenco completo degli eccipienti, vedere paragrafo 6.1.

3. FORMA FARMACEUTICA

Polvere e solvente per soluzione iniettabile.

Polvere per soluzione per infusione.

4. INFORMAZIONI CLINICHE

4.1 Indicazioni terapeutiche

Di uso elettivo e specifico in infezioni batteriche gravi di accertata o presunta origine da Gram-

negativi “difficili” o da flora mista con presenza di Gram-negativi resistenti ai più comuni

antibiotici.

In particolare il prodotto trova indicazione, nelle suddette infezioni, in pazienti defedati e/o

immunodepressi. Profilassi delle infezioni chirurgiche.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

Non devono essere utilizzati diluenti contenenti calcio (ad esempio soluzione di Ringer o di

Hartmann) per ricostituire i flaconcini di ceftriaxone o per diluire ulteriormente i flaconcini

ricostituiti per la somministrazione e.v., dato che può formarsi un precipitato. La precipitazione del

ceftriaxone con il calcio può anche avvenire quando il ceftriaxone è mescolato con soluzioni

contenenti calcio nella stessa linea di somministrazione e.v..

1 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Pertanto, il ceftriaxone e le soluzioni contenenti calcio non devono essere mescolate insieme o

somministrate contemporaneamente (vedere sezioni 4.3, 4.4 e 6.2).

Schema posologico generale

Adulti e bambini oltre 12 anni: la dose consigliata è di 1 g di Rocefin una volta al giorno (ogni 24

ore). Nei casi più gravi o in infezioni causate da microrganismi moderatamente sensibili, la dose può

raggiungere i 4 g somministrati in un’unica soluzione.

Neonati (fino a 2 settimane): la dose giornaliera è di 20-50 mg/kg di peso corporeo in

monosomministrazione; a causa della immaturità dei loro sistemi enzimatici non bisognerebbe

superare i 50 mg/kg (vedere sezioni 4.4).

Bambini (da 3 settimane a 12 anni): la dose giornaliera può variare tra 20 e 80 mg/kg. Per dosi

endovenose pari o superiori a 50 mg/kg si consiglia di utilizzare una perfusione della durata di

almeno 30 minuti.

Per i bambini di peso superiore a 50 kg andrà usato il dosaggio proprio degli adulti.

Anziani: lo schema posologico degli adulti non richiede modificazioni nel caso di pazienti anziani.

La durata della terapia è in funzione del decorso dell’infezione.

Come tutte le terapie a base di antibiotici, in generale la somministrazione di Rocefin va protratta

per un minimo di 48-72 ore dopo lo sfebbramento o dopo la dimostrazione di completa eradicazione

batterica.

Profilassi delle infezioni chirurgiche

Per la prevenzione delle infezioni post-operatorie verranno somministrati, in relazione a tipo e

rischio di contaminazione dell’intervento, 1 g i.m. o 1-2 g e.v. in dose singola, un’ora prima

dell’intervento.

Posologia in particolari condizioni

Insufficienza renale: in soggetti con clearance della creatinina maggiore di 10 ml/min la posologia

resta inalterata. In caso di clearance della creatinina uguale o minore di 10 ml/min si può

somministrare fino ad un massimo di 2 g una volta al giorno.

Insufficienza epatica: posologia normale.

Insufficienza renale ed epatica associate: controllare le concentrazioni plasmatiche del ceftriaxone.

Prematuri: dose massima 50 mg/kg una volta al giorno.

Modo di somministrazione

Le soluzioni ricostituite conservano le proprie caratteristiche fisico-chimiche per 6 ore a

temperatura ambiente (o per 24 ore a +5°C). Come regola generale comunque, le soluzioni

andrebbero usate immediatamente dopo la preparazione.

Possono variare nella colorazione da giallo pallido ad ambra in funzione della concentrazione e del

periodo di conservazione; tale caratteristica non ha influenza sull’efficacia o sulla tollerabilità del

farmaco.

Soluzione per uso intramuscolare

Per praticare l’iniezione intramuscolare, sciogliere Rocefin i.m. con l’apposito solvente (soluzione

di lidocaina 1%) che è di 2 ml per Rocefin 250 mg e 500 mg, e di 3,5 ml per Rocefin 1 g: iniettare

profondamente la soluzione estemporanea così ottenuta nel gluteo, alternando i glutei nelle

successive iniezioni.

La soluzione di lidocaina non deve essere somministrata endovena.

Soluzione per uso endovenoso

Per praticare l’iniezione e.v., sciogliere Rocefin con l’apposito solvente (acqua per preparazioni

iniettabili) che è di 10 ml per Rocefin 1 g, e iniettare direttamente in vena nel tempo di 2-4 minuti.

Soluzione per infusione

Per praticare la perfusione endovenosa sciogliere Rocefin in ragione di 2 g in 40 ml di liquido di

perfusione privo di ioni di calcio (soluzione fisiologica, soluzione glucosata al 5% o al 10%,

soluzione di levulosio al 5%, soluzione glucosata di destrano al 6%, soluzioni di NaCl 0,45% +

glucosio 2,5%).

La perfusione avrà una durata di almeno 30 minuti.

Le soluzioni di Rocefin non dovrebbero essere mescolate in soluzioni contenenti altri farmaci

antimicrobici o con soluzioni diluenti diverse da quelle sopra elencate per possibile incompatibilità.

4.3 Controindicazioni

2 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Rocefin è controindicato nei pazienti con ipersensibilità nota agli antibiotici betalattamici.

Ipersensibilità alle cefalosporine o ad uno qualsiasi degli eccipienti. In caso di ipersensibilità alle

penicilline, si deve tener presente la possibile insorgenza di allergia crociata. Nelle donne in stato di

gravidanza e nella primissima infanzia il prodotto va somministrato nei casi di effettiva necessità e

sotto il diretto controllo del medico.

I neonati iperbilirubinemici e i prematuri non devono essere trattati con ceftriaxone. Studi in vitro

hanno dimostrato che ceftriaxone può spostare la bilirubina dai suoi siti di legame all’albumina

plasmatica ed è possibile che in questi pazienti si sviluppi un’encefalopatia da bilirubina.

Trattamento con calcio, a causa del rischio di formazione di precipitazione di sali di calcio-

ceftriaxone nei nati a termine (vedere sezioni 4.4, 4.5 e 4.8).Il ceftriaxone è inoltre controindicato

nei:

neonati prematuri fino ad una età corretta di 41 settimane (settimane di gestazione + settimane di

vita);

neonati a termine (fino a 28 giorni di età):

- con ittero o presenza di ipoalbuminemia o acidosi dato che queste sono condizioni nelle

quali la bilirubina potrebbe essere alterata

- se dovessero richiedere (o si pensa che possano richiedere) un trattamento e.v. con calcio o

con infusioni che contengono calcio a causa del rischio di precipitazione del ceftriaxone

con il calcio (vedere sezioni 4.4, 4.8 e 6.2).

Quando si utilizza la lidocaina come solvente, se ne devono escludere le controindicazioni prima di

somministrare l’iniezione intramuscolare di ceftriaxone.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni d’impiego

Come per altre cefalosporine, sono state segnalate reazioni anafilattiche con esito fatale, anche in

pazienti con allergia non nota o precedente esposizione.

Ogni grammo di Rocefin contiene 3,6x mmol di sodio. Ciò deve essere tenuto in considerazione in

pazienti che seguono un regime dietetico iposodico.

Un’anemia emolitica immunomediata è stata osservata in pazienti che ricevono antibatterici della

classe delle cefalosporine, compreso Rocefin. Casi gravi di anemia emolitica, inclusi casi fatali,

sono stati segnalati durante il trattamento sia negli adulti che nei bambini. Se un paziente sviluppa

anemia durante il trattamento con ceftriaxone, la diagnosi di anemia associata a cefalosporina deve

essere considerata e il trattamento con ceftriaxone interrotto fino a che non sia determinata

l’eziologia.

Così come con quasi tutti i farmaci antibatterici, compreso Rocefin, sono stati segnalati casi di

diarrea associata a Clostridium difficile (CDAD), la cui gravità può variare da diarrea lieve a colite

fatale. Il trattamento con antibatterici altera la normale flora del colon e porta a una crescita

eccessiva di C. difficile.

Il C. difficile produce le tossine A e B che contribuiscono allo sviluppo della CDAD. I ceppi di C.

difficile che producono tossine in eccesso causano un aumento dei tassi di morbilità e mortalità

poiché queste infezioni possono essere refrattarie alla terapia antimicrobica e possono richiedere

una colectomia. Bisogna considerare la possibilità di CDAD in tutti i pazienti che presentano

diarrea a seguito di trattamento antibiotico. È inoltre necessaria un’attenta anamnesi poiché i casi di

CDAD sono stati segnalati anche oltre due mesi dopo la somministrazione di antibatterici.

In caso di CDAD sospetta o conclamata, potrebbe essere necessaria la sospensione del trattamento

antibiotico in atto, non mirato al C. difficile. Se clinicamente indicato, è necessario istituire misure

appropriate di gestione dei fluidi e degli elettroliti, di integrazione proteica e di trattamento

antibiotico del C. difficile; deve essere inoltre effettuata una valutazione chirurgica.

Così come con altri antibatterici, possono verificarsi superinfezioni con microrganismi non sensibili.

Nelle ecografie biliari sono state osservate ombre, spesso confuse con calcoli biliari, in genere dopo

la somministrazione di dosi superiori a quelle standard raccomandate. Tali ombre sono, tuttavia,

3 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

precipitati di calcio-ceftriaxone che scompaiono al termine o con la sospensione della terapia con

Rocefin. Raramente, questi reperti erano associati a sintomi. Nei casi sintomatici, si raccomanda

una gestione conservativa non chirurgica; la sospensione del trattamento con Rocefin deve essere a

discrezione del medico.

Rocefin viene eliminato per il 56% circa attraverso le urine e per il restante 44% attraverso la bile

in forma microbiologicamente attiva. Nelle feci è presente prevalentemente in forma inattiva. In

caso di ridotta funzionalità renale è eliminato in quota più elevata per via biliare, con le feci. Poiché

anche in tale circostanza il tempo di emivita risulta solo leggermente aumentato, nella maggior parte

dei casi non è necessario ridurre la posologia di Rocefin, a condizione che la funzionalità epatica sia

normale. Solo in presenza di una gravissima insufficienza renale (clearance della creatinina ≤ 10

ml/min) la dose di mantenimento ogni 24 ore dovrà essere ridotta alla metà rispetto alla dose

abituale.

Al pari di altre cefalosporine, è stato dimostrato che il ceftriaxone può parzialmente interferire con i

siti di legame della bilirubina con l'albumina plasmatica.

Le cefalosporine di terza generazione, come altre betalattamine, possono indurre resistenza

microbica e tale evenienza è maggiore verso organismi opportunisti specialmente

Enterobacteriaceae e Pseudomonas, in soggetti immunodepressi e probabilmente, associando tra

loro più betalattamine.

Come per qualsiasi terapia antibiotica, in caso di trattamenti prolungati si dovranno effettuare

regolari controlli della crasi ematica.

In casi estremamente rari, in pazienti trattati con dosi elevate, l'ultrasonografia della cistifellea ha

messo in evidenza reperti interpretabili come inspessimento della bile. Tale condizione è

prontamente regredita all'interruzione o al termine della terapia. Anche se questi riscontri dovessero

essere sintomatici, si raccomanda un trattamento puramente conservativo.

Sono state segnalate in corso di trattamento con cefalosporine, positività dei test di Coombs (talora

false).

Prima di iniziare la terapia con Rocefin, dovrebbe essere svolta un'indagine accurata per stabilire se

il paziente ha manifestato in passato fenomeni di ipersensibilità alle cefalosporine, penicilline ed

altri farmaci.

Il prodotto deve essere somministrato con cautela in pazienti allergici alla penicillina poichè sono

descritti casi di ipersensibilità crociata fra penicilline e cefalosporine. A causa dell'immaturità delle

funzioni organiche, i prematuri non dovrebbero essere trattati con dosi di Rocefin superiori a

50 mg/kg/die.

Come per gli altri antibiotici l'impiego protratto può favorire lo sviluppo di batteri resistenti ed in

caso di superinfezione occorre adottare le misure più appropriate.

Reazioni acute di ipersensibilità possono richiedere l'uso di adrenalina ed altre misure di emergenza.

Le preparazioni contenenti lidocaina non devono essere somministrate per via endovenosa ed a

pazienti allergici a questo anestetico locale. Se si evidenziano segni di infezione, il microrganismo

responsabile dovrebbe essere isolato ed una opportuna terapia, basata sui test di sensibilità,

dovrebbe venire adottata.

Analisi su campioni raccolti prima dell'inizio della terapia dovrebbero venire effettuate per

determinare la sensibilità a ceftriaxone del microrganismo responsabile. La terapia con Rocefin può

essere comunque iniziata in attesa dei risultati di queste analisi; ed il trattamento dovrebbe

comunque essere, se il caso, successivamente modificato secondo i risultati delle analisi. Prima di

impiegare Rocefin in associazione ad altri antibiotici dovrebbero essere attentamente rilette le

istruzioni per l'uso degli altri farmaci per conoscerne eventuali controindicazioni, avvertenze,

precauzioni e reazioni indesiderate.

La funzionalità renale dovrebbe essere controllata attentamente.

Coliti pseudomembranose sono state riportate a seguito dell'uso di cefalosporine (o altri antibiotici a

largo spettro); è importante considerare questa diagnosi in pazienti che manifestino diarrea dopo

l'uso di antibiotico.

Interazioni con prodotti contenenti calcio

Sono stati descritti casi di reazione fatale dovuti alla presenza di precipitati di calcio a livello

polmonare e renale in neonati prematuri e a termine di età inferiore ad 1 mese. Ad almeno uno di

questi neonati era stato somministrato ceftriaxone e calcio in momenti differenti e attraverso vie di

infusione differenti. Dai dati scientifici disponibili al momento, non risultano casi di precipitazione

intravascolare confermata in pazienti che non siano neonati, trattati con ceftriaxone e soluzioni

4 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

contenenti calcio o qualsivoglia altro prodotto contenente calcio. Gli studi in vitro hanno dimostrato

che i neonati hanno un rischio maggiore di formazione di precipitati di ceftriaxone-calcio rispetto ad

altri gruppi d’età.

Il ceftriaxone non deve comunque essere mescolato o somministrato simultaneamente con soluzioni

contenenti calcio per somministrazione e.v. in pazienti di qualsivoglia età, anche se per linee di

infusione differenti o in siti di infusione diversi.

Comunque, nei pazienti di età maggiore di 28 giorni, il ceftriaxone e le soluzioni contenenti calcio

possono essere somministrati sequenzialmente uno dopo l’altro se si utilizzano linee di infusione in

siti differenti o se le linee di infusione sono sostituite o se sono accuratamente lavate con soluzione

fisiologica salina tra le due infusioni per evitare la precipitazione. Nei pazienti che necessitano

infusione continua di soluzioni TNP di sali di calcio, gli operatori sanitari potrebbero dover

considerare l’uso di un antibatterico alternativo che sia privo di questo rischio di precipitazione. Se

l’uso di ceftriaxone è considerato necessario nei pazienti che necessitano nutrizione continua, la

soluzione TNP e il ceftriaxone possono essere somministrati simultaneamente, sebbene attraverso

linee di infusione differenti in siti differenti. In alternativa, l’infusione delle soluzioni TNP dovrebbe

essere interrotta durante l’infusione di ceftriaxone, prendendo in considerazione il consiglio di

lavare le linee di infusione tra la somministrazione delle due soluzioni (vedere sezioni 4.3, 4.8, 5.2 e

6.2).

Tra i pazienti trattati con Rocefin sono stati segnalati raramente casi di pancreatite, potenzialmente

secondaria a ostruzione biliare. La maggior parte dei pazienti presentava fattori di rischio di stasi

biliare e fango biliare, ad esempio terapia importante, malattia grave o nutrizione parenterale totale

pregresse. Non è possibile escludere che Rocefin agisca da fattore scatenante o da co-fattore nella

precipitazione biliare.

Nei casi di grave insufficienza renale ed epatica è necessario ridurre il dosaggio secondo le

raccomandazioni stabilite.

La sicurezza e l’efficacia di Rocefin nei neonati, nei lattanti e nei bambini sono state stabilite per i

dosaggi riportati nelle sezioni relative a Posologia e modo di somministrazione. Alcuni studi hanno

mostrato che il ceftriaxone, come altre cefalosporine, può spostare la bilirubina dai suoi siti di

legame all’albumina sierica.

Rocefin non deve essere somministrato ai neonati (in particolare se prematuri) a rischio di

sviluppare encefalopatia da bilirubina.

Durante il trattamento prolungato la conta completa delle cellule del sangue deve essere eseguita ad

intervalli regolari.

In caso la lidocaina sia usato come solvente, soluzioni di Ceftriaxone devono essere utilizzate solo

per iniezione intramuscolare.

4.5 Interazioni con altri medicinali ed altre forme d’interazione

La contemporanea somministrazione di alte dosi di Rocefin con diuretici ad elevata attività (es.

furosemide) a forti dosaggi non ha sinora evidenziato disturbi della funzionalità renale. Non c'è

alcuna evidenza che Rocefin aumenti la tossicità renale degli aminoglicosidi. L'ingestione di alcool

successiva alla somministrazione di Rocefin non dà effetti simili a quelli del disulfiram; il

ceftriaxone, infatti, non contiene il gruppo N-metiltiotetrazolico ritenuto responsabile sia della

possibile intolleranza all'alcool sia delle manifestazioni emorragiche verificatesi con altre

cefalosporine. L'eliminazione di Rocefin non è modificata dal probenecid.

In uno studio in vitro gli effetti antagonisti sono stati osservati con la combinazione di

cloramfenicolo e ceftriaxone.

E' stato dimostrato in condizioni sperimentali sinergismo d'azione tra Rocefin e aminoglicosidi nei

confronti di molti germi Gram-negativi. Il potenziamento di attività di tali associazioni, sebbene non

sempre predicibile, dovrà essere tenuto in considerazione in tutte quelle infezioni gravi, resistenti ad

altri trattamenti, dovute ad organismi quali Pseudomonas aeruginosa. A causa di incompatibilità

fisiche i due farmaci vanno somministrati separatamente alle dosi raccomandate.

Rocefin non deve essere aggiunto a soluzioni che contengono calcio, quali le soluzioni Hartmann e

Ringer (vedere sezioni 4.3, 4.4 e 4.8).

5 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Non devono essere utilizzati diluenti contenenti calcio, ad esempio soluzione di Ringer o di

Hartmann, per ricostituire i flaconcini di Rocefin o per diluire ulteriormente i flaconcini ricostituiti

per la somministrazione e.v., dato che può formarsi un precipitato. La precipitazione del ceftriaxone-

calcio può anche avvenire quando Rocefin è mescolato con soluzioni contenenti calcio nella stessa

linea di somministrazione e.v. Rocefin non deve essere somministrato contemporaneamente a

soluzioni e.v. contenenti calcio, comprese le infusioni continue contenenti calcio, quali quelle per

nutrizione parenterale somministrate mediante un sistema con un tratto finale in comune (connettore

a Y). Tuttavia, in pazienti non neonatali, Rocefin e le soluzioni contenenti calcio possono essere

somministrati in sequenza, purché tra un’infusione e l’altra le linee di infusione vengano

accuratamente lavate con un liquido compatibile. Studi in vitro condotti su plasma di pazienti adulti

e neonatali, derivato dal sangue del cordone ombelicale, hanno dimostrato che i neonati presentano

un rischio maggiore di precipitazione di ceftriaxone-calcio.

Sulla base dei dati di letteratura, il ceftriaxone non è compatibile con l’amsacrina, la vancomicina, il

fluconazolo e gli aminoglicosidi.

Raramente il test di Coombs può dare risultati falso-positivi nei pazienti trattati con Rocefin.

Rocefin, come altri antibiotici, può portare a risultati falso-positivi dei test di determinazione della

galattosemia.

Analogamente, metodi non enzimatici per la determinazione della glicosuria possono dare risultati

falso-positivi. Per tale ragione, la determinazione del glucosio nelle urine in corso di terapia con

Rocefin deve essere eseguita con metodi enzimatici.

Il ceftriaxone può contrastare l’efficacia dei contraccettivi ormonali orali. Di conseguenza, è

consigliabile adottare misure contraccettive aggiuntive non ormonali durante il trattamento e nel

mese successivo.

4.6 Gravidanza ed allattamento

Il ceftriaxone attraversa la barriera placentare. La sicurezza nell’uomo durante la gravidanza non è

stata stabilita. Gli studi sulla riproduzione negli animali non hanno mostrato alcuna evidenza di

embriotossicità, fetotossicità, teratogenicità o effetti avversi sulla fertilità maschile o femminile, di

nascita o perinatale e sviluppo post-natale. Nei primati non è stata osservata embriotossicità o

teratogenicità. Il ceftriaxone viene escreto a basse concentrazioni nel latte materno. Prestare

attenzione nel prescrivere Rocefin a donne che allattano al seno. Nelle donne in stato di gravidanza,

durante l'allattamento e nella primissima infanzia, il prodotto va somministrato nei casi di effettiva

necessità e sotto il diretto controllo del medico.

4.7 Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchinari

Poiché Rocefin talvolta induce capogiri, la capacità di guidare veicoli e di usare macchinari

potrebbe essere compromessa.

4.8 Effetti indesiderati

Gli effetti indesiderati sono in genere lievi e a breve termine.

Effetti indesiderati a livello sistemico

Disturbi gastrointestinali (circa il 2% dei casi): feci non formate, diarrea, nausea, vomito, stomatite,

glossite, raramente ispessimento della bile.

Modificazioni ematologiche (circa il 2%): eosinofilia, leucopenia, granulocitopenia, anemia

emolitica, trombocitopenia. Frequenza non nota: casi di agranulocitosi (< 500/mm 3 ) sono stati

segnalati, la maggior parte dopo 10 giorni di trattamento e dopo dosi totali di 20 grammi o superiori.

Reazioni cutanee (circa l’1%): esantema, dermatite allergica, prurito, orticaria ed edema. Frequenza

non nota: sono stati segnalati casi di reazioni avverse cutanee gravi (eritema multiforme, sindrome

di Stevens Johnson o sindrome di Lyell/necrolisi epidermica tossica).

Altri effetti indesiderati rari: cefalea, vertigini, precipitazione di sali di ceftriaxone-calcio nella

colecisti, aumento delle transaminasi, glicosuria, ematuria, oliguria, aumento dei valori sierici della

6 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

creatinina, micosi del tratto genitale, brividi, febbre e reazioni anafilattiche o anafilattoidi, per

esempio broncospasmo.

La comparsa di shock anafilattico è estremamente rara e richiede immediate contromisure quali la

somministrazione endovena di adrenalina seguita da un glucocorticoide.

Rari casi di enterocolite pseudomembranosa e modifiche dei parametri emocoagulativi sono stati

riportati in seguito all'uso di cefalosporine. Sono stati segnalati casi di anemia emolitica in seguito a

trattamento con cefalosporine. Rocefin non deve essere miscelato o somministrato in

contemporanea con soluzioni o prodotti contenenti calcio, anche se infusi separatamente.

Sono state riportate reazioni avverse rare, gravi, e in alcuni casi fatali nei neonati pretermine e a

termine (età <28 giorni) che sono stati trattati con ceftriaxone e calcio e.v..

È stata inoltre verificata post-mortem la presenza di precipitati di ceftriaxone e sali calcio nel

polmone e nel rene.

L’alto rischio di precipitazione nei neonati è dovuto al loro basso volume ematico e alla lunga

emivita del ceftriaxone, se confrontata con gli adulti (vedere sezioni 4.3, 4.4 e 5.2).

Possono svilupparsi superinfezioni causate da microrganismi non sensibili al ceftriaxone (candida,

funghi o altri microrganismi resistenti). La colite pseudomembranosa è un effetto indesiderato raro

causato dall’infezione da Clostridium difficile durante il trattamento con Rocefin. Pertanto, deve

essere tenuta in considerazione la possibilità della malattia nei pazienti che presentano diarrea a

seguito di trattamento antibatterico.

Sono stati segnalati casi molto rari di precipitazione renale, prevalentemente in bambini di età

superiore a 3 anni, trattati con dosi giornaliere elevate (ad esempio, ≥ 80 mg/kg/giorno) o con dosi

totali superiori a 10 grammi e che presentavano altri fattori di rischio (ad esempio, limitato apporto

di liquidi, allettamento, ecc.). Il rischio di formazione di precipitato è maggiore nei pazienti

immobilizzati o disidratati. Questo evento può essere sintomatico o asintomatico, può indurre

insufficienza renale e anuria ed è reversibile dopo l’interruzione del trattamento con Rocefin.

Si è osservata precipitazione di sali di ceftriaxone-calcio nella colecisti, prevalentemente in pazienti

trattati con dosi superiori a quelle standard raccomandate. Nei bambini, studi prospettici hanno

mostrato un’incidenza variabile di precipitazione con la somministrazione endovenosa, in alcuni

studi superiore al 30%. L’incidenza sembra essere inferiore con l’infusione lenta (20-30 minuti).

Questo effetto è in genere asintomatico, tuttavia in rari casi le precipitazioni sono state

accompagnate da sintomi clinici quali dolore, nausea e vomito. In questi casi, si raccomanda il

trattamento sintomatico. La precipitazione è in genere reversibile dopo l’interruzione del

trattamento con il ceftriaxone.

Sono stati segnalati casi isolati di pancreatite.

Sono stati segnalati disturbi della coagulazione come effetti indesiderati molto rari.

Effetti indesiderati a livello locale

In rari casi sono comparse reazioni flebitiche dopo somministrazione e.v.; tali reazioni possono

comunque essere evitate mediante iniezione lenta (2-4 minuti) del farmaco.

L'iniezione intramuscolare senza lidocaina è dolorosa.

In soggetti predisposti possono manifestarsi reazioni di ipersensibilità.

Influenza sui test diagnostici

Raramente, il test di Coombs può dare risultati falso-positivi nei pazienti trattati con Rocefin.

Rocefin, come altri antibiotici, può portare a risultati falso-positivi dei test di determinazione della

galattosemia.

Analogamente, metodi non enzimatici di determinazione della glicosuria possono dare risultati

falso-positivi. Per tale ragione, la determinazione del glucosio nelle urine in corso di terapia con

Rocefin deve essere eseguita con metodi enzimatici.

4.9 Sovradosaggio

7 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

In caso di sovradosaggio, possono manifestarsi nausea, vomito e diarrea. La concentrazione di

ceftriaxone non può essere ridotta per emodialisi o dialisi peritoneale. Non esiste un antidoto

specifico. È indicato il trattamento sintomatico.

5. PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antibatterico betalattamico per uso sistemico

codice ATC: J01DD04

Il ceftriaxone esercita la sua azione antibatterica tramite il blocco di enzimi batterici specifici (PBP)

deputati alla sintesi della parete cellulare.

Il ceftriaxone si presenta sotto forma di cristalli giallastri, facilmente solubili in acqua,

relativamente solubili in metanolo e scarsamente solubili in etanolo; il pH di una soluzione al 12%

varia tra 6,0 e 8,0. I valori di pKa si situano tra 2,0 e 4,5.

La confezione da 1 g contiene 82,91 mg di sodio.

Il ceftriaxone e' un antibiotico derivato dall'acido cefalosporanico, caratterizzato da un residuo

metossiminico che gli conferisce stabilita' nei confronti delle Beta-lattamasi batteriche, nonche' da

una funzione triazinica responsabile delle proprieta' farmacocinetiche. Presenta in vitro uno spettro

d'azione molto ampio, sia su Gram + che Gram - aerobi, ed è dotato di un'attività battericida che si

esplica a concentrazioni inferiori ai 0,1 µg/ml per la maggior parte dei batteri sensibili.

Nell'impiego clinico trova indicazione solo in infezioni gravi (vedere sezioni 4.1) dovute ai seguenti

germi Gram negativi: Enterobacter, Serratia marcescens, Citrobacter, Pseudomonas aeruginosa. Il

ceftriaxone mostra inoltre una buona attività nei confronti dei batteri anaerobi. Tale attività,

unitamente alla lunga emivita, consente di ottenere, con un'unica somministrazione giornaliera,

concentrazioni di antibiotico superiori alla concentrazione minima inibente.

Test di sensibilità in vitro

La sensibilità a Rocefin dei patogeni Gram-positivi e Gram-negativi può essere valutata sia

mediante il test di diffusione con dischi, sia con il metodo della diluizione negli usuali terreni di

coltura. Si consiglia in ogni caso di utilizzare dischi contenenti ceftriaxone, poichè alcuni ceppi

batterici sensibili quando valutati con disco specifico del ceftriaxone, risultano invece resistenti se

valutati con dischi standard per la classe delle cefalosporine.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Iniettato per via i.m. o e.v. il ceftriaxone diffonde rapidamente dal plasma ai tessuti, raggiungendo

picchi plasmatici pari a circa 150 mcg/ml dopo 1 g e.v. e a 100 mcg/ml dopo 1 g i.m. Il tempo di

emivita è pari a 6-11 ore nel plasma e a 10-11 ore nei tessuti.

Il Ceftriaxone diffonde facilmente nei seguenti fluidi o tessuti: mucosa dell’orecchio medio, liquido

dell’orecchio medio nei bambini, mucosa nasale, tonsilla, polmone e secreto bronchiale, liquido

pleurico, liquido ascitico, liquido sinoviale, tessuto osseo spongioso e compatto, liquido

periprotesico nel tessuto osseo, muscolo scheletrico, miocardio, pericardio, tessuto adiposo, bile e

parete della colecisti, rene corticale e midollare, urina, prostata, utero, ovaio, tuba, vagina.

Penetra anche attraverso la barriera ematoencefalica, raggiungendo concentrazioni multiple delle

CMI per i batteri più frequentemente isolati dal liquor di pazienti con meningi infiammate. Le

concentrazioni medie di distribuzione di Ceftriaxone dopo una dose parenterale singola in questi

distretti sono mostrati nella Tabella 1.

8 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Tabella 1

Tessuto Dose di

Ceftriaxone Tempo di prelievo dopo la

somministrazione (h) e concentrazioni

tissutali medie in μg/ml, mg/l o μg/g

Liquor 50-100

mg/kg e.v. 4h 12h 24h

18,3 8,5 2,8

Orecchio medio 1 g i.m. mucosa 3-4h 6h 12h 24h

5,6 4,2 3,3 0,7

50 mg/kg

i.m. liquido

(bambini) 1,5h 5,4h 15,6h 24h

5,6 12,7 33,3 35,0

Mucosa nasale 1 g i.m. 3-4h 6h 12h 24h

19,7 15,3 8,0 3,6

Tonsilla 1 g i.m. 3-4h 6h 12h 24h

9,2 6,3 3,8 3,3

Cuore 2 g e.v. 1-4h 5-12h 13-16h 17-24h

miocardio 34,3 10,8 4,4 6,8

pericardio 21,4 13,6 2,2 5,0

Polmone 1 g i.m. 3-3,5h 4,5-5h 12h 24h

11,6 8,1 6,6 2,1

Secreto

bronchiale 1 g i.m. 2h 6h 12h 24h

1° giorno 1,65 1 0,51 0,18

7° giorno 2 1,5 0,80 0,35

Liquido pleurico 1 g e.v. 1h 4h 8h 24h

1,76 7,88 7,15 5,84

Liquido ascitico 1 g e.v. 2h 4h 12h 24h

20 22 26 12

Liquido sinoviale 1 g e.v. 2h 8h 12h 24h

98,7 53 40 14

Tessuto osseo 2 g e.v. 2h 4h 12h 24h

in toto 35,8 36,2 8,3

spongioso 19,3 16,9 11,2 5,6

compatto 6,5 3,1 3,3 2,2

liquido periprotesico 66,1 26,7

Muscolo scheletrico 2 g e.v. 1-4h 5-12h 13-16h 17-24h

21,7 5,2 3,8 2,9

Tessuto adiposo 2 g e.v. 1-4h 5-12h 13-16h 17-24h

39 7,5 3,9 7,6

Rene 2 g e.v. 1h 12h 24h

corticale 78,8 38,5 12,3

midollare 91 42 10,8

Urina 0-2h 4-8h 8-12h 12-24h

1 g e.v. 855,5 508,3 356,9 151,5

1 g i.m. 486,9 743,1 419,9 202,1

Prostata 2 g e.v. 1h 4-5h 16h 24h

28,6 45,9 12,2 6,9

Apparato

genitale

femminile 1 g i.m. 1h 4h 12h 24h

vagina 39,7 14,7 0,9

utero 42,8 18,3 3,6 1,2

tuba 39,2 20,4 2,4 0,7

ovaio 38,4 15,9 2,2 0,7

Il farmaco non viene metabolizzato nell'organismo e viene quindi eliminato in forma attiva dal rene

e dal fegato nella misura del 56% e 44% circa rispettivamente. L'eliminazione renale del ceftriaxone

avviene per filtrazione glomerulare, mentre la secrezione tubulare non sembra avere rilevanza. Nelle

feci è presente prevalentemente in forma inattiva.

9 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Farmacocinetica in situazioni cliniche particolari

Nella prima settimana di vita, l’80% della dose è escreta nelle urine; nel primo mese, l’escrezione

renale ritorna ai livelli simili a quelli dell’adulto. Nei neonati di età inferiore agli 8 giorni l’emivita

di eliminazione media è generalmente due o tre volte più lunga rispetto a quella di un giovane

adulto.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Gli studi tossicologici hanno evidenziato una DL50 pari a 1840-3000 mg/kg (dopo somministrazione

e.v.) nel ratto.

6. INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

6.1 Elenco degli eccipienti

Polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

la fiala solvente contiene soluzione acquosa di lidocaina all’1%.

Polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso endovenoso

la fiala solvente contiene acqua per preparazioni iniettabili.

6.2 Incompatibilità

Le soluzioni contenenti ceftriaxone non devono essere mescolate o aggiunte ad altri agenti. In

particolare diluenti contenenti calcio (ad esempio soluzioni Ringer o Hartmann), non devono essere

utilizzate per ricostituire i flaconcini di ceftriaxone o per diluire ulteriormente i flaconcini di

ceftriaxone ricostituiti per la somministrazione e.v., dato che può formarsi un precipitato. Il

ceftriaxone non deve essere mescolato o somministrato simultaneamente con soluzioni contenenti

calcio (vedere sezioni 4.2, 4.3, 4.4 e 4.8).

6.3 Periodo di validità

Scadenza della confezione integra correttamente conservata: 3 anni.

Si consiglia di utilizzare soluzioni di Rocefin preparate di fresco anche se il farmaco, una volta

disciolto, è stabile per 6 ore a temperatura ambiente e per 24 ore in frigorifero.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare a temperatura non superiore a 30°C. Tenere il flaconcino nel contenitore originale.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

Flaconcino in vetro (più eventuale fiala in vetro per i liquidi di ricostituzione) con tappo perforabile

in gomma, fissato con ghiera metallica, e sovratappo in materiale plastico. Il flaconcino è racchiuso

in astuccio di cartone assieme al foglio illustrativo.

Il flaconcino di Rocefin 2 g è munito di etichetta dotata di staffa in materiale plastico atta a

consentire di appendere il flaconcino stesso ai normali supporti per liquidi perfusionali.

Rocefin 250 mg/2 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

1 flaconcino polvere + 1 fiala solvente da 2 ml

Rocefin 500 mg/2 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

1 flaconcino polvere + 1 fiala solvente da 2 ml

Rocefin 1 g/3,5 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

1 flaconcino polvere + 1 fiala solvente da 3,5 ml; 1 flaconcino polvere + 1 fiala solvente da 3,5 ml + kit

di somministrazione

Rocefin 1 g/10 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso endovenoso

1 flaconcino polvere + 1 fiala solvente da 10 ml

10 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Rocefin 2 g polvere per soluzione per infusione

1 flaconcino

6.6 Precauzioni particolari per lo smaltimento e la manipolazione

Smaltimento delle siringhe/oggetti pungenti

Il seguente elenco di punti deve essere rigorosamente rispettato per quanto riguarda l'uso e lo

smaltimento delle siringhe e di altri dispositivi medici pungenti:

Aghi e siringhe non devono mai essere riutilizzati.

Inserire tutti gli aghi e le siringhe usate in un apposito contenitore per oggetti pungenti (contenitore

usa e getta a prova di puntura).

Tenere il contenitore fuori dalla portata dei bambini.

I contenitori per oggetti pungenti usati non devono essere immessi nei rifiuti domestici.

Smaltire il contenitore pieno in accordo ai requisiti locali o secondo le istruzioni del medico.

Smaltimento dei farmaci scaduti/inutilizzati

Il rilascio di farmaci nell'ambiente deve essere ridotto al minimo. I medicinali non devono essere gettati

nell’acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Usare sistemi di raccolta appositi, se disponibili.

7. TITOLARE DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

Roche S.p.A. - Piazza Durante 11 - 20131 Milano

8. NUMERO DELL’AUTORIZZAZIONE ALL’IMMISSIONE IN COMMERCIO

Rocefin 250 mg/2 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

1 flaconcino polvere + 1 fiala solvente da 2 ml AIC n° 025202019

Rocefin 500 mg/2 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

1 flaconcino polvere + 1 fiala solvente da 2 ml AIC n° 025202033

Rocefin 1 g/3,5 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso intramuscolare

1 flaconcino polvere + 1 fiala solvente da 3,5 ml AIC n° 025202058

1 flaconcino polvere + 1 fiala solvente da 3,5 ml + kit di somministrazione AIC n° 025202110

Rocefin 1 g/10 ml polvere e solvente per soluzione iniettabile per uso endovenoso

1 flaconcino polvere + 1 fiala solvente da 10 ml AIC n° 025202096

Rocefin 2 g polvere per soluzione per infusione

1 flaconcino AIC n° 025202108

9. DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE/ RINNOVO DELL’AUTORIZZAZIONE

Rinnovo: giugno 2010

10. DATA DI REVISIONE DEL TESTO

Luglio 2010

11 Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

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