KEVINDOL

Informazioni principali

  • Nome commerciale:
  • KEVINDOL OS GTT 20MG/ML 10ML
  • Commercializzato da:
  • SO.SE.PHARM Srl
  • Forma farmaceutica:
  • GOCCE OS/LIQUIDO OS
  • Composizione:
  • " 20 MG/ML GOCCE ORALI, SOLUZIONE " FLACONE DA 10 ML
  • Classe:
  • C
  • Tipo di ricetta:
  • Ricetta non ripetibile, validità 30gg, ripetibile 1 volta
  • Tipo di medicina:
  • Uso umano

Documenti

Localizzazione

  • Disponibile in:
  • KEVINDOL OS GTT 20MG/ML 10ML
    Italia
  • Lingua:
  • italiano

Altre informazioni

Status

  • Fonte:
  • AIFA - Agenzia Italiana del Farmaco - Italia
  • Numero dell'autorizzazione:
  • 037746029
  • Ultimo aggiornamento:
  • 23-04-2015

Foglio illustrativo


KEVINDOL 30 mg/ml soluzione iniettabile

Ketorolac

Medicinale equivalente

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Farmaci antinfiammatori/antireumatici non steroidei.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

KEVINDOL somministrato per via intramuscolare od endovenosa è indicato nel trattamento a

breve termine (massimo due giorni) del dolore acuto post operatorio di grado moderato- severo.

Nei casi di chirurgia maggiore o di dolore molto intenso KEVINDOL somministrato endovena può

essere usato quale complemento ad un analgesico oppiaceo.

KEVINDOL soluzione iniettabile è inoltre indicato nel trattamento del dolore dovuto a coliche

renali.

CONTROINDICAZIONI

Attenzione: il farmaco non è indicato nel dolore lieve o di tipo cronico

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

A causa della possibilità di sensibilità crociata KEVINDOL è anche controindicato in pazienti

nei quali l'acido acetilsalicilico, gli inibitori della sintesi di prostaglandine e/o altri farmaci

antinfiammatori non steroidei abbiano indotto manifestazioni allergiche, per il rischio di

insorgenza di reazioni gravi di tipo anafilattico.

Sindrome completa o parziale di poliposi nasale, angioedema, broncospasmo.

Attacchi asmatici, rinite, orticaria.

Ulcera peptica e sanguinamento gastroenterico pregressi, in atto o sospetti.

Ulcera peptica attiva, o precedenti anamnestici di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o

perforazione.

Al pari di altri farmaci antinfiammatori non steroidei, ketorolac è controindicato in pazienti con

grave insufficienza cardiaca.

Ketorolac inibisce la funzione piastrinica, ed è pertanto controindicato in pazienti con

sanguinamento cerebrovascolare pregresso, in atto o sospetto, in pazienti che hanno subito

interventi chirurgici ad alto rischio emorragico o emostasi incompleta e in quei pazienti ad alto

rischio di sanguinamento.

Insufficienza renale di grado moderato o grave (creatinina sierica> 442 µmol/L), o in pazienti a

rischio di insufficienza renale a causa di ipovolemia o disidratazione.

Cirrosi epatica o grave insufficienza epatica.

Diatesi emorragica.

Disordini della coagulazione.

Pazienti in terapia anticoagulante.

Trattamento concomitante con ASA o altri farmaci antinfiammatori non steroidei e con sali di

litio, probenecid o pentossifillina (vedere paragrafo Interazioni).

Pazienti in terapia diuretica intensiva.

Ketorolac inibisce la funzione piastrinica e prolunga il tempo di sanguinamento, pertanto è

controindicato l'uso nella profilassi analgesica chirurgica e durante gli interventi chirurgici

perché aumenta il rischio di sanguinamento.

Nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 16 anni.

L'impiego di ketorolac è controindicato nel terzo trimestre di gravidanza, in prossimità e durante

il parto e durante l'allattamento.

Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Attenzione: La soluzione iniettabile contiene etanolo pertanto è controindicato l’uso per via

epidurale o intratecale.

PRECAUZIONI PER L'USO

Attenzione: KEVINDOL non può essere considerato un semplice antidolorifico e richiede di essere

impiegato sotto lo stretto controllo del medico.

Non va utilizzato nel trattamento del dolore lieve o di tipo cronico.

L'uso concomitante di KEVINDOL con altri FANS deve essere evitato, inclusi gli inibitori selettivi

delle cicloossigenasi - 2.

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della più bassa dose efficace per la più

breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi.

Prima di iniziare la terapia con KEVINDOL occorre accertarsi che il paziente non abbia avuto in

precedenza reazioni di ipersensibilità verso il ketorolac, acido acetilsalicilico e/o altri farmaci

antinfiammatori non steroidei.

Fertilità

L'uso di KEVINDOL, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della

ciclossigenasi può compromettere la fertilità e non è raccomandato nelle donne che intendono

iniziare una gravidanza.

La somministrazione di KEVINDOL dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di

fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità.

Anziani

Nei pazienti anziani o debilitati occorre particolare cautela, poiché l'incidenza di alcuni degli effetti

indesiderati può essere più alta rispetto ai pazienti più giovani. I pazienti anziani hanno un

frequenza aumentata di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni

gastrointestinali, che possono essere fatali (vedere paragrafo Dose, modo e tempo di

somministrazione).

Pazienti debilitati sono maggiormente esposti ad alto rischio di ulcerazioni ed emorragia. La

maggior parte degli eventi gastrointestinali fatali, associati all’uso di FANS si verifica in pazienti

anziani e/o debilitati.

Nei soggetti anziani inoltre si può verificare un aumento dell'emivita di eliminazione del farmaco e

una contemporanea riduzione della clearance. Pertanto, oltre ad una riduzione della dose

complessiva, può essere opportuno un più lungo intervallo tra le dosi (vedere paragrafo Dose, modo

e tempo di somministrazione).

Effetti gastrointestinali

KEVINDOL può causare irritazione gastrointestinale, ulcera e sanguinamento in pazienti con o

senza pregressa storia di patologia gastrointestinale. Pazienti con affezioni infiammatorie del tratto

gastrointestinale, in atto o pregresse, dovrebbero effettuare il trattamento solo sotto stretto controllo

medico. L'incidenza di questi effetti aumenta con la dose e la durata del trattamento.

Non usare contemporaneamente KEVINDOL ed altri farmaci antinfiammatori non steroidei.

Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione

Durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o

precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale,

ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali.

Alcune evidenze epidemiologiche suggeriscono che KEVINDOL può essere associato a un

elevato rischio di grave tossicità gastrointestinale, rispetto ad altri FANS, soprattutto quando

usato al di fuori delle indicazioni autorizzate e/o per prolungati periodi (vedere anche

paragrafi Indicazioni terapeutiche, Dose, modo e tempo di somministrazione e

Controindicazioni).

Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o

perforazione (vedere paragrafo Controindicazioni), il rischio di emorragia gastrointestinale,

ulcerazione o perforazione è più alto con dosi aumentate di FANS. Il rischio di grave emorragia

Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

gastrointestinale è dose dipendente. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la più bassa

dose disponibile. La terapia concomitante con agenti protettori (ad esempio misoprostolo o inibitori

di pompa protonica) deve essere considerata per questi pazienti e anche per pazienti che assumono

basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali

(vedere paragrafo Interazioni).

Pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi

sintomo addominale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del

trattamento.

Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero

aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come

warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l'aspirina

(vedere paragrafo Interazioni).

Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono KEVINDOL

il trattamento deve essere sospeso.

I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con un’anamnesi di malattia

gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) perché tali condizioni possono essere esacerbate

(vedere paragrafo Effetti indesiderati).

Effetti respiratori

Per l'interazione con il metabolismo dell'acido arachidonico, il farmaco può determinare, negli

asmatici e nei soggetti predisposti, crisi di broncospasmo ed eventualmente altri fenomeni pseudo-

allergici o shock.

Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari

Poiché sono stati segnalati ritenzione idrica ed edema in associazione all'utilizzo di FANS, è

necessario monitorare in modo appropriato ed allertare i pazienti con anamnesi di ipertensione e/o

insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata.

Gli studi clinici e i dati epidemiologici suggeriscono che l'utilizzo di inibitori selettivi della

cicloossigenasi-2 e alcuni FANS (in particolare ad alte dosi e per lungo tempo) può essere associato

ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad esempio infarto del miocardio o ictus).

Sebbene ketorolac non abbia dimostrato di aumentare gli eventi trombotici come l'infarto del

miocardio, non sono disponibili dati sufficienti per escludere tale rischio con ketorolac.

I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica

cronica, arteriopatia periferica e/o vasculopatia cerebrale devono essere trattati con KEVINDOL

solo dopo attenta valutazione. Una simile valutazione deve essere effettuata prima di iniziare il

trattamento di pazienti con fattori di rischio per malattia cardiovascolare (ad esempio ipertensione,

iperlipidemia, diabete mellito, fumo).

Effetti renali

Ketorolac al pari di altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), inibisce la sintesi delle

prostaglandine, potendo causare nefrotossicità, incluse glomerulonefriti, nefriti interstiziali, necrosi

papillare, sindrome nefrosica e insufficienza renale acuta.

Pertanto ketorolac, richiede particolari precauzioni o se ne impone l'esclusione dall'uso allorché nel

paziente siano presenti le seguenti condizioni: stati di ipoperfusione del rene, malattie renali, cirrosi

epatica o epatiti gravi.

Pazienti con funzione renale compromessa

Poiché ketorolac e i suoi metaboliti sono escreti principalmente dal rene, durante il trattamento con

ketorolac si dovrebbe usare cautela in pazienti con ridotta funzionalità renale. In particolare, è

controindicato l'uso di ketorolac in pazienti con valori di creatinina sierica superiori a 442 µg/L.

II farmaco è controindicato in terapia diuretica intensiva.

Ritenzione idrica/sodio, con fattori di rischio cardiovascolari, e edema periferico

A causa del potenziale effetto di ritenzione idrica, ketorolac e altri FNAS devono essere

somministrati con cautela in pazienti con scompenso cardiaco, ipertensione e patologie simili.

Occorre prestare cautela nei pazienti con una storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca

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congestizia da lieve a moderata poiché, in associazione alla terapia con FANS, sono state segnalate

ritenzione idrica ed edema.

Pazienti con funzione epatica compromessa

Durante il trattamento con ketorolac sono state raramente notate lievi variazioni dei test di funzione

epatica, comunque senza rilevanza clinica. Si consiglia tuttavia di monitorare la funzione epatica in

pazienti nei quali questa era precedentemente compromessa, e di sospendere il trattamento con

ketorolac qualora si manifestassero evidenze di grave compromissione epatica.

Effetti ematologici

Ketorolac inibisce la funzionalità piastrinica e potrebbe prolungare il tempo di sanguinamento.

Ketorolac deve essere somministrato con molta cautela in pazienti con disordini della coagulazione

e, questi devono essere attentamente monitorati. Anche se gli studi non indicano una significativa

interazione tra ketorolac e waqrfarin o eparina, l’uso concomitante di ketorolac e farmaci che

interferiscono con l’emostasi, incluse dosi terapeutiche di anticoagulanti, quali warfarin, eparina a

basse dosi (2500-5000 U.I. ogni 12 ore) somministrata a scopo profilattico e destrani, può essere

associato ad un aumentato rischio di emorragia. Ketorolac deve essere somministrato con molta

cautela in questi pazienti, che devono essere attentamente monitorati (vedere paragarafo

Controindicazioni).

Nell'esperienza post-marketing, sono stati segnalati ematomi post-operatori e altri segni di

sanguinamento delle ferite in associazione all'uso peri-operatorio della soluzione iniettabile di

ketorolac. I medici devono considerare il potenziale rischio di sanguinamento quando l'emostasi è

critica, ad esempio nei casi di resezione della prostata, tonsillectomia o chirurgia estetica (vedere

paragrafo Controindicazioni).

Effetti cutanei

Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di

Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state segnalate molto raramente in

associazione con l'uso dei FANS (vedere paragrafo Effetti indesiderati). Nelle prime fasi della

terapia i pazienti sembrano essere a più alto rischio: l'insorgenza della reazione si verifica nella

maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Ketorolac deve essere interrotto alla

prima comparsa di eruzione cutanea, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.

Reazioni anafilattiche (anafilattoidi)

Reazioni anafilattiche (anafilattoidi) (inclusi, ma non limitati a anafilassi, broncospasmo, rossore,

eruzione cutanea, ipotensione, edema laringeo ed angioedema) possono verificarsi in pazienti con o

senza un’anamnesi di ipersensibilità ad aspirina, ad altri FANS o al ketorolac. Questi possono

verificarsi anche in soggetti con un’anamnesi di angioedema, reattività bronco spastica ( ad esempio

asma), ipersensibilità e poliposi nasale. Le reazioni anafilattoidi, come anafilassi, possono avere un

esito fatale. Pertanto, ketorolac deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi di asma e in

pazienti con la sindrome completa o parziale di poliposi nasale, angioedema e broncospasmo.

Ketorolac, al pari di altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), deve essere usato con

cautela nei pazienti con compromissione renale o con storia di malattia renale, poiché inibisce la

sintesi delle prostaglandine. In tali pazienti la somministrazione di ketorolac ed altri FANS può

causare una riduzione del volume del sangue e/o del flusso ematico renale, in cui le prostaglandine

hanno un ruolo di supporto nel mantenimento della perfusione renale. In tali pazienti la

somministrazione di ketorolac o di altri FANS può determinare una riduzione dose-dipendente della

produzione delle prostaglandine renali e può precipitare in evidente compromissione o insufficienza

renale. I pazienti soggetti con maggior rischio a questa reazione sono quelli con compromissione

renale cronica, insufficienza cardiaca, insufficienza epatica, pazienti in terapia diuretica e anziani. In

genere i sintomi si risolvono con la sospensione della terapia con ketorolac o altri farmaci

antinfiammatori non steroidei (FANS).

Come con altri FANS, anche con ketorolac, l’incidenza e la gravità delle complicanze

gastrointestinali può aumentare con l’aumento della dose e la durata del trattamento. Il rischio di

grave sanguinamento gastrointestinale è dose dipendente. Questo è particolarmente vero nei

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pazienti anziani che ricevono una dose media giornaliera superiore a 60mg/die di ketorolac.

Un’anamnesi di ulcera peptica aumenta la possibilità di sviluppare gravi complicazioni

gastrointestinali durante la terapia con ketorolac.

Si consiglia cautela quando si somministrano contemporaneamente probenecid e ketorolac in

quanto sono state segnalate alterazioni nella farmacocinetica di quest’ultimo.

Come per gli altri farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine, la somministrazione

contemporanea di ketorolac con metotressato deve essere attuata con cautela, in quanto è stata

segnalata una diminuzione della clearance di quest’ultimo, con conseguente possibile aumento della

sua tossicità.

Abuso del farmaco e dipendenza

Ketorolac è risultato privo di potenziale dipendenza. Non sono stati osservati sintomi di astinenza in

seguito all’interruzione improvvisa del ketorolac.

INTERAZIONI

Deve essere evitato l'uso contemporaneo di ketorolac ed altri farmaci antinfiammatori non steroidei.

Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione gastrointestinale o sanguinamento (vedere

paragrafo Precauzioni per l'uso).

Agenti antiaggreganti e inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento del

rischio di emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo Precauzioni per l'uso).

Anticoagulanti: i FANS possono amplificare gli effetti degli anticoagulanti, come warfarin (vedere

paragrafo Precauzioni per l’uso).

KEVINDOL inibisce l'aggregazione piastrinica, riduce le concentrazioni di trombossano e prolunga

il tempo di sanguinamento. A differenza dell'aspirina, i cui effetti sono prolungati, la funzione

piastrinica ritorna alla normalità entro 24-48 ore dopo l'interruzione del trattamento con

KEVINDOL.

In pazienti trattati contemporaneamente con ASA o altri FANS, il rischio di eventi avversi gravi

correlati ai FANS risulta essere aumentato.

In vitro ketorolac determina una riduzione trascurabile del legame di warfarin con le proteine

plasmatiche.

Come per gli altri farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine, la somministrazione

contemporanea di KEVINDOL con metotressato o con litio deve essere attuata con cautela, in

quanto può verificarsi una diminuzione della clearance di questi ultimi, con conseguente aumento

della loro tossicità. Sono stati segnalati casi di aumento di concentrazioni plasmatiche di litio

quando somministrato in concomitanza di KEVINDOL.

KEVINDOL soluzione iniettabile può interagire con furosemide, diminuendone l'azione diuretica,

in soggetti sani normovolemici, di circa il 20%, pertanto occorre prestare particolare attenzione nei

pazienti con scompenso cardiaco.

Diuretici, ACE inibitori e antagonisti dell'angiotensina II: I FANS possono ridurre l'effetto dei

diuretici e di altri medicinali antiipertensivi. Il rischio di insufficienza renale acuta, che è di solito

reversibile, può essere aumentato in alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per esempio

pazienti disidratati o pazienti anziani) quando ACE inibitori e/o antagonisti del recettore

dell’angiotensina II sono associati ai FANS. Queste interazioni devono essere considerate in

pazienti che assumono ketorolac in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell'angiotensina

II. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti

anziani.

I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il

monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia concomitante e, in seguito,

periodicamente.

La somministrazione contemporanea di probenecid e ketorolac porta ad una riduzione della

clearance di quest' ultimo e ad un aumento del volume di distribuzione, aumento delle

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concentrazioni plasmatiche e aumento dell’emivita di ketorolac.

Anche se gli studi non indicano una significativa interazione tra ketorolac e warfarin o eparina,

l’uso concomitante di ketorolac e farmaci che agiscono sull’emostasi, inclusi dosi terapeutiche di

anticoagulanti quali warfarin, eparina a basse dosi (2500-5000 unità ogni 12 ore) somministrata a

scopo profilattico e destrani può essere associato ad un aumentato rischio di emorragia.

Ketorolac trometamina non modifica il legame proteico della digossina. Studi in vitro indicano che,

a concentrazioni terapeutiche di salicilato (300 µg/ml), il legame di ketorolac è stato ridotto

approssimativamente da 99,2 a 97,5%, che rappresenta un potenziale incremento di due volte della

concentrazione plasmatica di ketorolac non legato. Concentrazioni terapeutiche di digossina,

warfarin, ibuprofene, naprossene, piroxicam, acetaminofene, fenitoina e tolbutamide non

modificano il legame proteico di ketorolac trometamina.

L’uso contemporaneo di pentossifillina può aumentare il rischio di sanguinamento.

È stato dimostrato che ketorolac riduce la necessità di usare analgesici oppioidi in concomitanza,

per il sollievo del dolore postoperatorio.

Gli antiacidi non influenzano il grado di assorbimento.

AVVERTENZE SPECIALI

Informazioni importanti su alcuni eccipienti di KEVINDOL soluzione iniettabile

La soluzione iniettabile contiene 100mg di alcool etilico per ogni fiala, corrispondenti al 10%;

pertanto, il prodotto può essere dannoso per soggetti alcolisti e deve essere somministrato con

cautela in gruppi di pazienti a rischio come soggetti affetti da malattie epatiche e da epilessia.

Attenzione: KEVINDOL non può essere considerato un semplice antidolorifico e richiede di essere

impiegato sotto lo stretto controllo del medico.

Gravidanza ed allattamento

Gravidanza

Ketorolac deve essere usato durante la gravidanza solo se il potenziale beneficio per la madre

giustifica il potenziale rischio per il feto.

Ketorolac attraversa la placenta, nella misura di circa il 10%.

L'impiego del KEVINDOL è controindicato, in prossimità o durante il parto perché, come tutti gli

inibitori della sintesi delle prostaglandine, può indurre effetti avversi sulla circolazione fetale ed

inibire le contrazioni uterine, aumentando così il rischio di emorragia.

L'impiego del KEVINDOL è controindicato in gravidanza, in prossimità o durante il parto e durante

l'allattamento (vedere Controindicazioni).

L'inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo

sviluppo embrio/fetale.

Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione

cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi

della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell'1%, fino a

circa l'1,5%. E' stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli

animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un

aumento della perdita di pre- e post-impianto e di mortalità embrione-fetale.

Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato

riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il

periodo organogenetico.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono

esporre

il feto a:

- tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);

- disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios;

la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a:

- possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere

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anche a dosi molto basse;

- inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.

L'uso del farmaco in prossimità del parto può determinare il ritardo del parto stesso; inoltre il

farmaco può provocare, se somministrato in tale periodo, alterazioni dell'emodinamica del piccolo

circolo del nascituro, con gravi conseguenze per la respirazione.

Nelle donne in età fertile un'eventuale gravidanza deve essere sempre esclusa prima dell'inizio del

trattamento e durante il trattamento stesso deve essere assicurata un'efficace copertura

anticoncezionale.

Allattamento

Il farmaco è escreto in piccole quantità nel latte materno, pertanto deve essere usato durante

l’allattamento solo se il potenziale beneficio per la madre giustifica il potenziale rischio per il

lattante.

Fertilità

L'uso di KEVINDOL, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della

ciclossigenasi è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza.

La somministrazione di KEVINDOL dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di

fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità.

Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Con l’uso di ketorolac, alcuni pazienti possono manifestare sonnolenza, capogiri, vertigini, insonnia

o depressione. Se i pazienti avvertono questi, o altri effetti indesiderati simili, devono prestare

attenzione nello svolgimento delle attività che richiedono attenzione.

Si consiglia pertanto di usare cautela nella guida di veicoli e nell'uso di macchinari.

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE

Attenzione: la soluzione iniettabile contiene etanolo pertanto non deve sessere utilizzata per via

epidurale o intratecale.

Per via parenterale la durata della terapia non deve superare i 2 giorni in caso di

somministrazione in bolo e 1 giorno in caso di infusione continua.

La dose somministrata deve essere la più bassa dose efficace in relazione alla severità del dolore e

alla risposta del paziente.

Somministrazione intramuscolare

ADULTI

Si consiglia negli adulti di iniziare con la dose di 10 mg, seguita da dosi di 10-30 mg da ripetersi

ogni 4-6 ore, secondo necessità, fino ad un massimo di 90 mg/die, utilizzando la dose minima

efficace.

La durata della terapia non deve superare i 2 giorni

Nel giorno di passaggio dalla terapia parenterale a quella orale, non deve essere superata la dose

totale giornaliera di 90 mg, ricordando che la dose orale massima non deve superare i 40 mg.

La dose deve essere adeguatamente ridotta nei soggetti con peso inferiore a 50 kg.

ANZIANI (≥ 65 anni)

Nel paziente anziano la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico, che dovrà valutare

un'eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.

Nei pazienti anziani la dose massima giornaliere non deve comunque superare i 60 mg/die.

BAMBINI

La sicurezza e l'efficacia nei bambini non è stata stabilita. L'uso del farmaco è pertanto

controindicato a! di sotto di 16 anni .

Somministrazione endovenosa

L’USO ENDOVENOSO DEL PREPARATO E’ RISERVATO AGLI OSPEDALI E ALLE

CASE DI CURA.

ADULTI

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In situazioni caratterizzate da dolore acuto intenso (come ad esempio nella terapia d’attacco del

dolore post-operatorio) è consigliata una dose iniziale di 10 mg, seguita da dosi di 10-30 mg che

possono essere ripetute ,in caso di necessità, dopo 4-6 ore, utilizzando la dose minima efficace.

Se necessario il trattamento può proseguire ad intervalli maggiori; non deve comunque essere

superata la dose giornaliera di 90 mg.

ANZIANI (≥ 65 anni)

Nei pazienti anziani la dose massima giornaliere non deve comunque superare i 60 mg/die.

BAMBINI

La sicurezza e l'efficacia nei bambini non è stata stabilita. L'uso del farmaco è pertanto

controindicato al di sotto di 16 anni .

Coliche renali

La posologia consigliata è una fiala da 30 mg per somministrazione intramuscolare o endovenosa.

SOVRADOSAGGIO

Sintomi e segni

A seguito di sovradosaggio di ketorolac sono stati riscontrati: gastrite erosiva, ulcera peptica, dolore

addominale, nausea, vomito, iperventilazione e disfunzione renale, scomparsi con la sospensione

del farmaco.

Può insorgere sanguinamento gastrointestinale. Raramente possono insorgere ipertensione,

insufficienza renale acuta, depressione respiratoria e coma dopo ingestione di FANS.

Sono state segnalate reazioni anafilattoidi con assunzione terapeutica di FANS; ciò può accadere in

seguito a sovradosaggio.

Trattamento

Non esistono antidoti specifici.

Va adottata una terapia sintomatica e di supporto. In caso di ingestione accidentale, a questa vanno

aggiunte le normali misure di sicurezza (induzione del vomito, lavanda gastrica, somministrazione

di carbone attivo).

La dialisi non elimina ketorolac in modo significativo dal circolo sanguigno.

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di KEVINDOL avvertire

immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale.

Per qualsiasi dubbio sull'uso di KEVINDOL rivolgersi al medico o al farmacista.

EFFETTI INDESIDERATI

Come tutti i medicinali, anche questo può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li

manifestino.

Infezioni ed infestazioni: meningite asettica

Patologie del sistema emolinfopoietico: trombocitopenia, porpora, epistassi.

Disturbi del sistema immunitario: anafilassi; le reazioni anafilattoidi, quali l'anafilassi, possono

avere esito fatale; reazioni da ipersensibilità (broncospasmo, vasodilatazione, eruzione cutanea,

ipotensione, edema laringeo)

Disturbi del metabolismo e della nutrizione: anoressia, iperkaliemia, iponatriemia

Disturbi psichiatrici: ideazione anomala del pensiero, depressione, insonnia, ansia, irritabilità,

reazioni psicotiche, anomala attività onirica, allucinazioni, euforia, difficoltà nella concentrazione,

sonnolenza, stati di torpore, confusione.

Patologie del sistema nervoso: cefalea, capogiri, convulsioni, parestesia, ipercinesia, alterazioni del

gusto.

Patologie dell'occhio: disturbi della vista.

Patologie dell'orecchio e del labirinto: tinnito, perdita dell'udito, vertigini.

Patologie cardiache: palpitazioni bradicardia insufficienza cardiaca.

Edema, ipertensione e insufficienza cardiaca sono state riportate in associazione al trattamento con

FANS.

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Patologie vascolari: ipertensione, vasodilatazione, ipotensione, ematomi, flushing, pallore,

sanguinamento post-operatorio delle ferite.

Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso dei COX e di alcuni FANS (specialmente

ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del

rischio di eventi trombotici arteriosi (per es. infarto del miocardio o ictus) (vedere paragrafo

Precauzioni per l'uso). Anche se ketorolac non ha dimostrato di aumentare gli eventi trombotici,

quali infarto del miocardio, non ci sono dati sufficienti per escludere un rischio simile per ketorolac.

Patologie respiratorie toraciche e mediastiniche: edema polmonare, dispnea, asma.

Apparato gastrointestinale: gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura

gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a

volte fatale, in particolare negli anziani (vedere paragrafo Precauzioni per l'uso).

Dopo somministrazione di KEVINDOL sono stati riportati: nausea, vomito, diarrea, flatulenza,

costipazione, dispepsia, dolore/disturbo addominale, senso di pienezza, melena, sanguinamento

rettale, ematemesi, stomatiti ulcerative, esofagite, eruttazione, ulcerazione gastrointestinale,

pancreatite, secchezza della bocca, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedere paragrafo

Precauzioni per l'uso).

Meno frequentemente sono state osservate gastriti.

Patologie epatobiliari: epatite, ittero colestatico, insufficienza epatica.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: angioedema, dermatite esfoliativa, aumentata

sudorazione, eruzione cutanea maculo-papulare, orticaria, prurito, porpora, reazioni bollose,

comprese sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica (molto raramente).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: mialgia

Patologie renali e urinarie: poliuria, pollachiuria, oliguria, insufficienza renale acuta, sindrome

uremico-emolitica, nefrite interstiziale, ritenzione urinaria, sindrome nefrosica, dolore al fianco (con

o senza ematuria, +/- dell’azotemia). Come con altri farmaci che inibiscono la sintesi delle

prostaglandine renali, dopo somministrazione di ketorolac, possono verificarsi segni di

compromissione renale, ad esempio, aumentati livelli di creatinina e di potassio.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: infertilità femminile.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: astenia, febbre, reazioni al

sito di iniezione, edema, dolore toracico, sete eccessiva.

Esami diagnostici: aumento del tempo di sanguinamento, aumento urea sierica, aumento della

creatinina, alterazione dei test di funzionalità epatica.

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.

Informare il medico se uno qualsiasi degli effetti indesiderati si aggrava, o se si nota la comparsa di

un qualsiasi effetto indesiderato non elencato in questo foglio illustrativo.

Per ulteriori informazioni sul prodotto, si prega di contattare il titolare dell'autorizzazione

all'immissione in commercio

So.Se.PHARM S.r.l. - VIA DEI CASTELLI ROMANI, 22 - 00040 POMEZIA (RM)

SCADENZA E CONSERVAZIONE

Vedere la data di scadenza riportata sulla confezione.

La data di scadenza indicata si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente

conservato.

Attenzione: non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.

Conservare nella confezione originale per riparare il prodotto dalla luce.

Validità dopo ricostituzione della soluzione iniettabile:

In accordo con le norme di buona pratica farmaceutica, le soluzioni endovenose devono essere

preparate al momento dell’infusione. La soluzione ricostituita deve essere utilizzata

immediatamente ed eventuali residui scartati

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TENERE IL MEDICINALE FUORI DALLA PORTATA E DALLA VISTA DEI BAMBINI

I medicinali non devono essere gettati nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere al

farmacista come eliminare i medicinali che non si utilizzano più. Questo aiuterà a proteggere

l'ambiente.

COMPOSIZIONE

Ogni fiala contiene

Principio attivo: ketorolac trometamolo 30 mg

Eccipienti:alcool etilico, sodio cloruro, acqua per preparazioni iniettabili.

FORMA FARMACEUTICA E CONTENUTO

Soluzione iniettabile .Astuccio da 3 fiale da 1 ml

TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

So.So.PHARM S.r.l. – Via dei Castelli Romani, 22 – 00040 Pomezia (Roma)

PRODUTTORE

Special Product's Line SpA - Via Campobello, 15 00040 Pomezia (Roma)

REVISIONE DEL FOGLIO ILLUSTRATIVO DA PARTE DELL'AGENZIA ITALIANA

DEL FARMACO

Aprile 2012

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KEVINDOL 20 mg/ml gocce orali, soluzione

Ketorolac

Medicinale equivalente

CATEGORIA FARMACOTERAPEUTICA

Farmaci antinfiammatori/antireumatici non steroidei.

INDICAZIONI TERAPEUTICHE

KEVINDOL è indicato soltanto nel trattamento a breve termine (massimo 5 giorni) del dolore post

operatorio di grado moderato.

CONTROINDICAZIONI

Attenzione: il farmaco non è indicato nel dolore lieve o di tipo cronico

Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

A causa della possibilità di sensibilità crociata KEVINDOL è anche controindicato in pazienti

nei quali l'acido acetilsalicilico, gli inibitori della sintesi di prostaglandine e/o altri farmaci

antinfiammatori non steroidei abbiano indotto manifestazioni allergiche, per il rischio di

insorgenza di reazioni gravi di tipo anafilattico.

Sindrome completa o parziale di poliposi nasale, angioedema, broncospasmo.

Attacchi asmatici, rinite, orticaria.

Ulcera peptica e sanguinamento gastroenterico pregressi, in atto o sospetti.

Ulcera peptica attiva, o precedenti anamnestici di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o

perforazione.

Al pari di altri farmaci antinfiammatori non steroidei, ketorolac è controindicato in pazienti con

grave insufficienza cardiaca.

Ketorolac inibisce la funzione piastrinica, ed è pertanto controindicato in pazienti con

sanguinamento cerebrovascolare pregresso, in atto o sospetto, in pazienti che hanno subito

interventi chirurgici ad alto rischio emorragico o emostasi incompleta e in quei pazienti ad alto

rischio di sanguinamento.

Insufficienza renale di grado moderato o grave (creatinina sierica> 442 µmol/L), o in pazienti a

rischio di insufficienza renale a causa di ipovolemia o disidratazione.

Cirrosi epatica o grave insufficienza epatica.

Diatesi emorragica.

Disordini della coagulazione.

Pazienti in terapia anticoagulante.

Trattamento concomitante con ASA o altri farmaci antinfiammatori non steroidei e con sali di

litio, probenecid o pentossifillina (vedere paragrafo Interazioni).

Pazienti in terapia diuretica intensiva.

Ketorolac inibisce la funzione piastrinica e prolunga il tempo di sanguinamento, pertanto è

controindicato l'uso nella profilassi analgesica chirurgica e durante gli interventi chirurgici

perché aumenta il rischio di sanguinamento.

Nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 16 anni.

L'impiego di ketorolac è controindicato nel terzo trimestre di gravidanza, in prossimità e durante

il parto e durante l'allattamento.

Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

PRECAUZIONI PER L'USO

Attenzione: KEVINDOL non può essere considerato un semplice antidolorifico e richiede di essere

impiegato sotto lo stretto controllo del medico.

KEVINDOL non deve essere utilizzato nel trattamento del dolore lieve o di tipo cronico.

L'uso concomitante di KEVINDOL con altri FANS deve essere evitato, inclusi gli inibitori selettivi

delle cicloossigenasi - 2.

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l'uso della più bassa dose efficace per la più

breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi.

Prima di iniziare la terapia con KEVINDOL occorre accertarsi che il paziente non abbia avuto in

precedenza reazioni di ipersensibilità verso ketorolac, acido acetilsalicilico e/o altri farmaci

antinfiammatori non steroidei.

Fertilità

L'uso di KEVINDOL, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della

ciclossigenasi può compromettere la fertilità e non è raccomandato nelle donne che intendono

iniziare una gravidanza.

La somministrazione di KEVINDOL dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di

fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità.

Anziani

Nei pazienti anziani o debilitati occorre particolare cautela, poiché l'incidenza di alcuni degli effetti

indesiderati può essere più alta rispetto ai pazienti più giovani. I pazienti anziani hanno un

frequenza aumentata di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni

gastrointestinali, che possono essere fatali (vedere paragrafo Dose, modo e tempo di

somministrazione).

Pazienti debilitati sono maggiormente esposti ad alto rischio di ulcerazioni ed emorragia. La

maggior parte degli eventi gastrointestinali fatali, associati all’uso di FANS si verifica in pazienti

anziani e/o debilitati.

Nei soggetti anziani inoltre si può verificare un aumento dell'emivita di eliminazione del farmaco e

una contemporanea riduzione della clearance. Pertanto, oltre ad una riduzione della dose

complessiva, può essere opportuno un più lungo intervallo tra le dosi (vedere paragrafo Dose, modo

e tempo di somministrazione).

Effetti gastrointestinali

KEVINDOL può causare irritazione gastrointestinale, ulcera e sanguinamento in pazienti con o

senza pregressa storia di patologia gastrointestinale. Pazienti con affezioni infiammatorie del tratto

gastrointestinale, in atto o pregresse, dovrebbero effettuare il trattamento solo sotto stretto controllo

medico. L'incidenza di questi effetti aumenta con la dose e la durata del trattamento.

Non usare contemporaneamente KEVINDOL ed altri farmaci antinfiammatori non steroidei.

Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione

Durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso o

precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia gastrointestinale,

ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali.

Alcune evidenze epidemiologiche suggeriscono che KEVINDOL può essere associato a un

elevato rischio di grave tossicità gastrointestinale, rispetto ad altri FANS, soprattutto quando

usato al di fuori delle indicazioni autorizzate e/o per prolungati periodi (vedere anche

paragrafi Indicazioni terapeutiche, Dose, modo e tempo di somministrazione e

Controindicazioni).

Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o

perforazione (vedere paragrafo Controindicazioni), il rischio di emorragia gastrointestinale,

ulcerazione o perforazione è più alto con dosi aumentate di FANS. Il rischio di grave emorragia

gastrointestinale è dose dipendente. Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la più bassa

dose disponibile. La terapia concomitante con agenti protettori (ad esempio misoprostolo o inibitori

di pompa protonica) deve essere considerata per questi pazienti e anche per pazienti che assumono

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basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi gastrointestinali

(vedere paragrafo Interazioni).

Pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi

sintomo addominale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali del

trattamento.

Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero

aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come

warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l'aspirina

(vedere paragrafo Interazioni).

Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono KEVINDOL

il trattamento deve essere sospeso.

I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con un’anamnesi di malattia

gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) perché tali condizioni possono essere esacerbate

(vedere paragrafo Effetti indesiderati).

Effetti respiratori

Per l'interazione con il metabolismo dell'acido arachidonico, il farmaco può determinare, negli

asmatici e nei soggetti predisposti, crisi di broncospasmo ed eventualmente altri fenomeni pseudo-

allergici o shock.

Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari

Poiché sono stati segnalati ritenzione idrica ed edema in associazione all'utilizzo di FANS, è

necessario monitorare in modo appropriato ed allertare i pazienti con anamnesi di ipertensione e/o

insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata.

Gli studi clinici e i dati epidemiologici suggeriscono che l'utilizzo di inibitori selettivi della

cicloossigenasi-2 e alcuni FANS (in particolare ad alte dosi e per lungo tempo) può essere associato

ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad esempio infarto del miocardio o ictus).

Sebbene ketorolac non abbia dimostrato di aumentare gli eventi trombotici come l'infarto del

miocardio, non sono disponibili dati sufficienti per escludere tale rischio con ketorolac.

I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia ischemica

cronica, arteriopatia periferica e/o vasculopatia cerebrale devono essere trattati con KEVINDOL

solo dopo attenta valutazione. Una simile valutazione deve essere effettuata prima di iniziare il

trattamento di pazienti con fattori di rischio per malattia cardiovascolare (ad esempio ipertensione,

iperlipidemia, diabete mellito, fumo).

Effetti renali

Ketorolac al pari di altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), inibisce la sintesi delle

prostaglandine, potendo causare nefrotossicità, incluse glomerulonefriti, nefriti interstiziali, necrosi

papillare, sindrome nefrosica e insufficienza renale acuta.

Pertanto ketorolac, richiede particolari precauzioni o se ne impone l'esclusione dall'uso allorché nel

paziente siano presenti le seguenti condizioni: stati di ipoperfusione del rene, malattie renali, cirrosi

epatica o epatiti gravi.

Pazienti con funzione renale compromessa

Poiché ketorolac e i suoi metaboliti sono escreti principalmente dal rene, durante il trattamento con

ketorolac si dovrebbe usare cautela in pazienti con ridotta funzionalità renale. In particolare, è

controindicato l'uso di ketorolac in pazienti con valori di creatinina sierica superiori a 442 µm/L.

II farmaco è controindicato in terapia diuretica intensiva.

Ritenzione idrica/sodio, con fattori di rischio cardiovascolari, e edema periferico

A causa del potenziale effetto di ritenzione idrica, ketorolac e altri FANS devono essere

somministrati con cautela in pazienti con scompenso cardiaco, ipertensione e patologie simili.

Occorre prestare cautela nei pazienti con una storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca

congestizia da lieve a moderata poiché, in associazione alla terapia con FANS, sono state segnalate

ritenzione idrica ed edema.

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Pazienti con funzione epatica compromessa

Durante il trattamento con ketorolac sono state raramente notate lievi variazioni dei test di funzione

epatica, comunque senza rilevanza clinica. Si consiglia tuttavia di monitorare la funzione epatica in

pazienti nei quali questa era precedentemente compromessa, e di sospendere il trattamento con

ketorolac qualora si manifestassero evidenze di grave compromissione epatica.

Effetti ematologici

Ketorolac inibisce la funzionalità piastrinica e potrebbe prolungare il tempo di sanguinamento.

Ketorolac deve essere somministrato con molta cautela in pazienti con disordini della coagulazione

e, questi devono essere attentamente monitorati. Anche se gli studi non indicano una significativa

interazione tra ketorolac e waqrfarin o eparina, l’uso concomitante di ketorolac e farmaci che

interferiscono con l’emostasi, incluse dosi terapeutiche di anticoagulanti, quali warfarin, eparina a

basse dosi (2500-5000 U.I. ogni 12 ore) somministrata a scopo profilattico e destrani, può essere

associato ad un aumentato rischio di emorragia. Ketorolac deve essere somministrato con molta

cautela in questi pazienti, che devono essere attentamente monitorati (vedere paragarafo

Controindicazioni).

Nell'esperienza post-marketing, sono stati segnalati ematomi post-operatori e altri segni di

sanguinamento delle ferite in associazione all'uso peri-operatorio della soluzione iniettabile di

ketorolac. I medici devono considerare il potenziale rischio di sanguinamento quando l'emostasi è

critica, ad esempio nei casi di resezione della prostata, tonsillectomia o chirurgia estetica (vedere

paragrafo Controindicazioni).

Effetti cutanei

Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di

Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state segnalate molto raramente in

associazione con l'uso dei FANS (vedere paragrafo Effetti indesiderati). Nelle prime fasi della

terapia i pazienti sembrano essere a più alto rischio: l'insorgenza della reazione si verifica nella

maggior parte dei casi entro il primo mese di trattamento. Ketorolac deve essere interrotto alla

prima comparsa di eruzione cutanea, lesioni della mucosa o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.

Reazioni anafilattiche (anafilattoidi)

Reazioni anafilattiche (anafilattoidi) (inclusi, ma non limitati a anafilassi, broncospasmo, rossore,

eruzione cutanea, ipotensione, edema laringeo ed angioedema) possono verificarsi in pazienti con o

senza un’anamnesi di ipersensibilità ad aspirina, ad altri FANS o al ketorolac. Questi possono

verificarsi anche in soggetti con un’anamnesi di angioedema, reattività bronco spastica ( ad esempio

asma), ipersensibilità e poliposi nasale. Le reazioni anafilattoidi, come anafilassi, possono avere un

esito fatale. Pertanto, ketorolac deve essere usato con cautela nei pazienti con anamnesi di asma e in

pazienti con la sindrome completa o parziale di poliposi nasale, angioedema e broncospasmo.

Ketorolac, al pari di altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), deve essere usato con

cautela nei pazienti con compromissione renale o con storia di malattia renale, poiché inibisce la

sintesi delle prostaglandine. In tali pazienti la somministrazione di ketorolac ed altri FANS può

causare una riduzione del volume del sangue e/o del flusso ematico renale, in cui le prostaglandine

hanno un ruolo di supporto nel mantenimento della perfusione renale. In tali pazienti la

somministrazione di ketorolac o di altri FANS può determinare una riduzione dose-dipendente della

produzione delle prostaglandine renali e può precipitare in evidente compromissione o insufficienza

renale. I pazienti soggetti con maggior rischio a questa reazione sono quelli con compromissione

renale cronica, insufficienza cardiaca, insufficienza epatica, pazienti in terapia diuretica e anziani. In

genere i sintomi si risolvono con la sospensione della terapia con ketorolac o altri farmaci

antinfiammatori non steroidei (FANS).

Come con altri FANS, anche con ketorolac, l’incidenza e la gravità delle complicanze

gastrointestinali può aumentare con l’aumento della dose e la durata del trattamento. Il rischio di

grave sanguinamento gastrointestinale è dose dipendente. Questo è particolarmente vero nei

pazienti anziani che ricevono una dose media giornaliera superiore a 60mg/die di ketorolac.

Un’anamnesi di ulcera peptica aumenta la possibilità di sviluppare gravi complicazioni

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gastrointestinali durante la terapia con ketorolac.

Si consiglia cautela quando si somministrano contemporaneamente probenecid e ketorolac in

quanto sono state segnalate alterazioni nella farmacocinetica di quest’ultimo.

Come per gli altri farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine, la somministrazione

contemporanea di ketorolac con metotressato deve essere attuata con cautela, in quanto è stata

segnalata una diminuzione della clearance di quest’ultimo, con conseguente possibile aumento della

sua tossicità.

Abuso del farmaco e dipendenza

Ketorolac è risultato privo di potenziale dipendenza. Non sono stati osservati sintomi di astinenza in

seguito all’interruzione improvvisa del ketorolac.

INTERAZIONI

Deve essere evitato l'uso contemporaneo di ketorolac ed altri farmaci antinfiammatori non steroidei.

Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione gastrointestinale o sanguinamento (vedere

paragrafo Precauzioni per l'uso).

Agenti antiaggreganti e inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs): aumento del

rischio di emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo Precauzioni per l'uso).

Anticoagulanti: i FANS possono amplificare gli effetti degli anticoagulanti, come warfarin (vedere

paragrafo Precauzioni per l’uso).

KEVINDOL inibisce l'aggregazione piastrinica, riduce le concentrazioni di trombossano e prolunga

il tempo di sanguinamento. A differenza dell'aspirina, i cui effetti sono prolungati, la funzione

piastrinica ritorna alla normalità entro 24-48 ore dopo l'interruzione del trattamento con

KEVINDOL.

In pazienti trattati contemporaneamente con ASA o altri FANS, il rischio di eventi avversi gravi

correlati ai FANS risulta essere aumentato.

In vitro ketorolac determina una riduzione trascurabile del legame di warfarin con le proteine

plasmatiche.

Come per gli altri farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine, la somministrazione

contemporanea di KEVINDOL con metotressato o con litio deve essere attuata con cautela, in

quanto può verificarsi una diminuzione della clearance di questi ultimi, con conseguente aumento

della loro tossicità. Sono stati segnalati casi di aumento di concentrazioni plasmatiche di litio

quando somministrato in concomitanza di KEVINDOL.

KEVINDOL soluzione iniettabile può interagire con furosemide, diminuendone l'azione diuretica,

in soggetti sani normovolemici, di circa il 20%, pertanto occorre prestare particolare attenzione nei

pazienti con scompenso cardiaco.

Diuretici, ACE inibitori e antagonisti dell'angiotensina II: I FANS possono ridurre l'effetto dei

diuretici e di altri medicinali antiipertensivi. Il rischio di insufficienza renale acuta, che è di solito

reversibile, può essere aumentato in alcuni pazienti con funzione renale compromessa (per esempio

pazienti disidratati o pazienti anziani) quando ACE inibitori e/o antagonisti del recettore

dell’angiotensina II sono associati ai FANS. Queste interazioni devono essere considerate in

pazienti che assumono ketorolac in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti dell'angiotensina

II. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela, specialmente nei pazienti

anziani.

I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il

monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia concomitante e, in seguito,

periodicamente.

La somministrazione contemporanea di probenecid e ketorolac porta ad una riduzione della

clearance di quest' ultimo e ad un aumento del volume di distribuzione, aumento delle

concentrazioni plasmatiche e aumento dell’emivita di ketorolac.

Anche se gli studi non indicano una significativa interazione tra ketorolac e warfarin o eparina,

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l’uso concomitante di ketorolac e farmaci che agiscono sull’emostasi, inclusi dosi terapeutiche di

anticoagulanti quali warfarin, eparina a basse dosi (2500-5000 unità ogni 12 ore) somministrata a

scopo profilattico e destrani può essere associato ad un aumentato rischio di emorragia.

Ketorolac trometamina non modifica il legame proteico della digossina. Studi in vitro indicano che,

a concentrazioni terapeutiche di salicilato (300 µg/ml), il legame di ketorolac è stato ridotto

approssimativamente da 99,2 a 97,5%, che rappresenta un potenziale incremento di due volte della

concentrazione plasmatica di ketorolac non legato. Concentrazioni terapeutiche di digossina,

warfarin, ibuprofene, naprossene, piroxicam, acetaminofene, fenitoina e tolbutamide non

modificano il legame proteico di ketorolac trometamina.

L’uso contemporaneo di pentossifillina può aumentare il rischio di sanguinamento.

È stato dimostrato che ketorolac riduce la necessità di usare analgesici oppioidi in concomitanza,

per il sollievo del dolore postoperatorio.

Gli antiacidi non influenzano il grado di assorbimento.

AVVERTENZE SPECIALI

Informazioni importanti su alcuni eccipienti di KEVINDOL gocce orali

Le gocce orali contengono metile paraidrossibenzoato e propile paraidrossibenzoato che possono

causare reazioni allergiche (anche ritardate).

Attenzione: ketorolac non può essere considerato un semplice antidolorifico e richiede di essere

impiegato sotto lo stretto controllo del medico.

Gravidanza ed allattamento

Gravidanza

Ketorolac deve essere usato durante la gravidanza solo se il potenziale beneficio per la madre

giustifica il potenziale rischio per il feto.

Ketorolac attraversa la placenta, nella misura di circa il 10%.

L'impiego del KEVINDOL è controindicato, in prossimità o durante il parto perché, come tutti gli

inibitori della sintesi delle prostaglandine, può indurre effetti avversi sulla circolazione fetale ed

inibire le contrazioni uterine, aumentando così il rischio di emorragia.

L'impiego del KEVINDOL è controindicato in gravidanza, in prossimità o durante il parto e durante

l'allattamento (vedere Controindicazioni).

L'inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo

sviluppo embrio/fetale.

Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di malformazione

cardiaca e di gastroschisi dopo l'uso di un inibitore della sintesi delle prostaglandine nelle prime fasi

della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache aumentava da meno dell'1%, fino a

circa l'1,5%. E' stato ritenuto che il rischio aumenta con la dose e la durata della terapia. Negli

animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di prostaglandine ha mostrato di provocare un

aumento della perdita di pre- e post-impianto e di mortalità embrione-fetale.

Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato

riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine, durante il

periodo organogenetico.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono

esporre

il feto a:

- tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione polmonare);

- disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios;

la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a:

- possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che può occorrere

anche a dosi molto basse;

- inibizione delle contrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.

L'uso del farmaco in prossimità del parto può determinare il ritardo del parto stesso; inoltre il

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farmaco può provocare, se somministrato in tale periodo, alterazioni dell'emodinamica del piccolo

circolo del nascituro, con gravi conseguenze per la respirazione.

Nelle donne in età fertile un'eventuale gravidanza deve essere sempre esclusa prima dell'inizio del

trattamento e durante il trattamento stesso deve essere assicurata un'efficace copertura

anticoncezionale.

Allattamento

Il farmaco è escreto in piccole quantità nel latte materno, pertanto deve essere usato durante

l’allattamento solo se il potenziale beneficio per la madre giustifica il potenziale rischio per il

lattante.

Il farmaco è escreto in piccole quantità nel latte materno pertanto l'uso è controindicato durante

l'allattamento.

Fertilità

L'uso di KEVINDOL, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della

cicloossigenasi è sconsigliato nelle donne che intendano iniziare una gravidanza.

La somministrazione di KEVINDOL dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di

fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità.

Chiedere consiglio al medico o al farmacista prima di prendere qualsiasi medicinale.

Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Con l’uso di ketorolac, alcuni pazienti possono manifestare sonnolenza, capogiri, vertigini, insonnia

o depressione. Se i pazienti avvertono questi, o altri effetti indesiderati simili, devono prestare

attenzione nello svolgimento delle attività che richiedono attenzione.

Si consiglia pertanto di usare cautela nella guida di veicoli e nell'uso di macchinari.

DOSE, MODO E TEMPO DI SOMMINISTRAZIONE

Attenzione: La durata di trattamento non deve superare 15 giorni.

ADULTI

La dose somministrata deve essere la più bassa dose efficace in relazione alla severità del dolore

alla risposta de! paziente.

La dose raccomandata negli adulti è di 10 mg (pari a 10 gocce di soluzione), secondo necessità,

ogni 4-6 ore fino ad un massimo di 40 mg/die.

Nel giorno di passaggio dalla terapia parenterale a quella orale, non deve essere superata la dose

totale giornaliera di 90 mg, ricordando che la dose orale massima non deve superare i 40 mg.

La dose deve essere adeguatamente ridotta nei soggetti con peso inferiore a 50 kg.

ANZIANI (≥ 65 anni)

Nel paziente anziano la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico, che dovrà valutare

un'eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.

BAMBINI

La sicurezza e l'efficacia nei bambini non è stata stabilita. L'uso del farmaco è pertanto

controindicato a! di sotto di 16 anni (vedere Controindicazioni).

La formulazione gocce orali è particolarmente indicata nei pazienti con difficoltà di deglutizione. Se

ha qualsiasi dubbio sull'uso del medicinale, si rivolga al medico o al farmacista.

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SOVRADOSAGGIO

Sintomi e segni

A seguito di sovradosaggio di ketorolac sono stati riscontrati: gastrite erosiva, ulcera peptica, dolore

addominale, nausea, vomito, iperventilazione e disfunzione renale, scomparsi con la sospensione

del farmaco.

Può insorgere sanguinamento gastrointestinale. Raramente possono insorgere ipertensione,

insufficienza renale acuta, depressione respiratoria e coma dopo ingestione di FANS.

Sono state segnalate reazioni anafilattoidi con assunzione terapeutica di FANS; ciò può accadere in

seguito a sovradosaggio.

Trattamento

Non esistono antidoti specifici.

Va adottata una terapia sintomatica e di supporto. In caso di ingestione accidentale, a questa vanno

aggiunte le normali misure di sicurezza (induzione del vomito, lavanda gastrica, somministrazione

di carbone attivo).

La dialisi non elimina ketorolac in modo significativo dal circolo sanguigno.

In caso di ingestione/assunzione accidentale di una dose eccessiva di KEVINDOL avvertire

immediatamente il medico o rivolgersi al più vicino ospedale.

Per qualsiasi dubbio sull'uso di KEVINDOL rivolgersi al medico o al farmacista.

EFFETTI INDESIDERATI

Come tutti i medicinali, anche questo può causare effetti indesiderati sebbene non tutte le persone li

manifestino.

Infezioni ed infestazioni: meningite asettica

Patologie del sistema emolinfopoietico: trombocitopenia, porpora, epistassi.

Disturbi del sistema immunitario: anafilassi; le reazioni anafilattoidi, quali l'anafilassi, possono

avere esito fatale; reazioni da ipersensibilità (broncospasmo, vasodilatazione, eruzione cutanea,

ipotensione, edema laringeo)

Disturbi del metabolismo e della nutrizione: anoressia, iperkaliemia, iponatriemia

Disturbi psichiatrici: ideazione anomala del pensiero, depressione, insonnia, ansia, irritabilità,

reazioni psicotiche, anomala attività onirica, allucinazioni, euforia, difficoltà nella concentrazione,

sonnolenza, stati di torpore, confusione.

Patologie del sistema nervoso: cefalea, capogiri, convulsioni, parestesia, ipercinesia, alterazioni del

gusto.

Patologie dell'occhio: disturbi della vista.

Patologie dell'orecchio e del labirinto: tinnito, perdita dell'udito, vertigini.

Patologie cardiache: palpitazioni bradicardia insufficienza cardiaca.

Edema, ipertensione e insufficienza cardiaca sono state riportate in associazione al trattamento con

FANS.

Patologie vascolari: ipertensione, vasodilatazione, ipotensione, ematomi, flushing, pallore,

sanguinamento post-operatorio delle ferite.

Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso dei COX e di alcuni FANS (specialmente

ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un modesto aumento del

rischio di eventi trombotici arteriosi (per es. infarto del miocardio o ictus) (vedere paragrafo

Precauzioni per l'uso). Anche se ketorolac non ha dimostrato di aumentare gli eventi trombotici,

quali infarto del miocardio, non ci sono dati sufficienti per escludere un rischio simile per ketorolac.

Patologie respiratorie toraciche e mediastiniche: edema polmonare, dispnea, asma.

Apparato gastrointestinale: gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura

gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia gastrointestinale, a

volte fatale, in particolare negli anziani (vedere paragrafo Precauzioni per l'uso).

Dopo somministrazione di KEVINDOL sono stati riportati: nausea, vomito, diarrea, flatulenza,

costipazione, dispepsia, dolore/disturbo addominale, senso di pienezza, melena, sanguinamento

Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

rettale, ematemesi, stomatiti ulcerative, esofagite, eruttazione, ulcerazione gastrointestinale,

pancreatite, secchezza della bocca, esacerbazione di colite e morbo di Crohn (vedere paragrafo

Precauzioni per l'uso).

Meno frequentemente sono state osservate gastriti.

Patologie epatobiliari: epatite, ittero colestatico, insufficienza epatica.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: angioedema, dermatite esfoliativa, aumentata

sudorazione, eruzione cutanea maculo-papulare, orticaria, prurito, porpora, reazioni bollose,

comprese sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica (molto raramente).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: mialgia

Patologie renali e urinarie: poliuria, pollachiuria, oliguria, insufficienza renale acuta, sindrome

uremico-emolitica, nefrite interstiziale, ritenzione urinaria, sindrome nefrosica, dolore al fianco (con

o senza ematuria, +/- dell’azotemia). Come con altri farmaci che inibiscono la sintesi delle

prostaglandine renali, dopo somministrazione di ketorolac, possono verificarsi segni di

compromissione renale, ad esempio, aumentati livelli di creatinina e di potassio.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: infertilità femminile.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: astenia, febbre, reazioni al

sito di iniezione, edema, dolore toracico, sete eccessiva.

Esami diagnostici: aumento del tempo di sanguinamento, aumento urea sierica, aumento della

creatinina, alterazione dei test di funzionalità epatica.

Il rispetto delle istruzioni contenute nel foglio illustrativo riduce il rischio di effetti indesiderati.

Informare il medico se uno qualsiasi degli effetti indesiderati si aggrava, o se si nota la comparsa di

un qualsiasi effetto indesiderato non elencato in questo foglio illustrativo.

Per ulteriori informazioni sul prodotto, si prega di contattare il titolare dell'autorizzazione

all'immissione in commercio

So.Se.PHARM S.r.l. - VIA DEI CASTELLI ROMANI, 22 - 00040 POMEZIA (RM)

SCADENZA E CONSERVAZIONE

Vedere la data di scadenza riportata sulla confezione.

La data di scadenza indicata si riferisce al prodotto in confezionamento integro, correttamente

conservato.

Attenzione: non utilizzare il medicinale dopo la data di scadenza riportata sulla confezione.

Conservare nella confezione originale per riparare il prodotto dalla luce.

Il periodo di validità dopo prima apertura del flacone è di 6 mesi.

TENERE IL MEDICINALE FUORI DALLA PORTATA E DALLA VISTA DEI BAMBINI

I medicinali non devono essere gettati nell'acqua di scarico e nei rifiuti domestici. Chiedere al

farmacista come eliminare i medicinali che non si utilizzano più. Questo aiuterà a proteggere

l'ambiente.

COMPOSIZIONE

1 ml di soluzione contiene

Principio attivo: ketorolac trometamolo 20 mg

Eccipienti: acido citrico anidro, sodio di idrogeno fosfato di idrato, metile-paraidrossibenzoato

propile-paraidrossibenzoato, sodio idrossido, acqua depurata.

Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

FORMA FARMACEUTICA E CONTENUTO

Gocce orali, soluzione. Flacone da 10 ml di soluzione 20 mg/mi per uso orale.

TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

So.Se.PHARM S.r.l. – Via dei Castelli Romani, 22 – 00040 Pomezia (Roma)

PRODUTTORE

Special Product's Line SpA - Via Campobello, 15 00040 Pomezia (Roma)

Special Product's Line SpA – Strada Paduni, 240 03012 Anagni (FR)

REVISIONE DEL FOGLIO ILLUSTRATIVO DA PARTE DELL'AGENZIA ITALIANA

DEL FARMACO

Aprile 2012

Istruzioni per l'apertura e l'uso del flacone

1) Per aprire, premere e contemporaneamente svitare

2) Tenere il fiacone in posizione verticale NON AGITARE IL FLACONE

In caso di difficoltà di gocciolamento battere leggermente sul fondo del flacone

3) Per chiudere, avvitare

Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Riassunto delle caratteristiche del prodotto


RIASSUNTO DELLE CARATTERISTICHE DEL PRODOTTO

1. DENOMINAZIONE DEL MEDICINALE

KEVINDOL 30 mg/ml soluzione iniettabile

KEVINDOL 20 mg/ml gocce orali, soluzione

2. COMPOSIZIONE QUALI-QUANTITATIVA

KEVINDOL 30 mg/ml soluzione iniettabile

Ogni fiala contiene:

Principio attivo: ketorolac trometamolo 30 mg

KEVINDOL 20 mg/ml gocce orali, soluzione

1 ml di soluzione contiene:

Principio attivo :ketorolac trometamolo 20 mg

Per gli eccipienti, vedi sezione 6.1.

3. FORMA FARMACEUTICA

Soluzione iniettabile.

Gocce orali, soluzione

4. INFORMAZIONI CLINICHE

4.1 Indicazioni terapeutiche

KEVINDOL gocce orali, soluzione

KEVINDOL è indicato soltanto nel trattamento a breve termine (massimo 5 giorni) del

dolore post operatorio di grado moderato.

KEVINDOL soluzione iniettabile

KEVINDOL somministrato per via intramuscolare od endovenosa è indicato nel trattamento a

breve termine (massimo due giorni) del dolore acuto post-operatorio di grado moderato-

severo.

Nei casi di chirurgia maggiore o di dolore molto intenso KEVINDOL somministrato endovena

può essere usato quale complemento ad un analgesico oppiaceo.

KEVINDOL soluzione iniettabile è inoltre indicato nel trattamento del dolore dovuto a coliche

renali.

4.2 Posologia e modo di somministrazione

KEVINDOL gocce orali , soluzione

Attenzione: la durata di trattamento non deve superare i 5 giorni.

ADULTI

La dose somministrata deve essere la più bassa dose efficace in relazione alla severità del

dolore e alla risposta del paziente.

La dose raccomandata negli adulti è di 10 mg (pari a 10 gocce di soluzione), secondo

necessità, ogni 4-6 ore fino ad un massimo di 40 mg/die.

Nel giorno di passaggio dalla terapia parenterale a quella orale, non deve essere superata la

dose totale giornaliera di 90 mg, ricordando che la dose orale massima non deve superare i 40

mg.

La dose deve essere adeguatamente ridotta nei soggetti con peso inferiore a 50 KG.

ANZIANI (≥ 65 anni)

Nel paziente anziano la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico, che dovrà

valutare un’eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.

La formulazione gocce orali è particolarmente indicata nei pazienti con difficoltà di

deglutizione.

BAMBINI

La sicurezza e l’efficacia nei bambini non è stata stabilita. L’uso del farmaco è pertanto

controindicato al di sotto di 16 anni (vedi sezione 4.3).

KEVINDOL soluzione iniettabile

Attenzione: la soluzione iniettabile contiene etanolo pertanto non deve essere utilizzata

per via epidurale o intratecale.

Per via parenterale la durata della terapia non deve superare i 2 giorni in caso di

somministrazione in bolo e 1 giorno in caso di infusione continua.

La dose somministrata deve essere la più bassa dose efficace in relazione alla severità del

Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

dolore e alla risposta del paziente.

Somministrazione intramuscolare

ADULTI

Si consiglia negli adulti di iniziare con la dose di 10 mg, seguita da dosi di 10-30 mg da ripetersi

ogni 4-6 ore, secondo necessità, fino ad un massimo di 90 mg/die, utilizzando la dose minima

efficace.

La durata della terapia non deve superare i 2 giorni.

Nel giorno di passaggio dalla terapia parenterale a quella orale, non deve essere superata la

dose totale giornaliera di 90 mg, ricordando che la dose orale massima non deve superare i 40

mg.

La dose deve essere adeguatamente ridotta nei soggetti con peso inferiore a 50 KG.

ANZIANI (≥65 anni)

Nel paziente anziano la posologia deve essere attentamente stabilita dal medico, che dovrà

valutare un’eventuale riduzione dei dosaggi sopraindicati.

Nei pazienti anziani la dose massima giornaliera non deve comunque superare i 60 mg/die.

BAMBINI

La sicurezza e l’efficacia nei bambini non è stata stabilita. L’uso del farmaco è pertanto

controindicato al di sotto di 16 anni.

Somministrazione endovenosa

L’USO ENDOVENOSO DEL PREPARATO È RISERVATO AGLI OSPEDALI E ALLE CASE DI

CURA

ADULTI

In situazioni caratterizzate da dolore acuto intenso (come ad esempio nella terapia d’attacco

del dolore post-operatorio) è consigliata una dose iniziale di 10 mg, seguita da dosi di 10-30 mg

che possono essere ripetute, in caso di necessità, dopo 4-6 ore, utilizzando la dose minima

efficace. Se necessario il trattamento può proseguire ad intervalli maggiori; non deve

comunque essere superata la dose giornaliera di 90 mg.

ANZIANI (≥ 65 anni)

Nei pazienti anziani la dose massima giornaliera non deve comunque superare i 60 mg/die.

BAMBINI

La sicurezza e l’efficacia nei bambini non è stata stabilita. L’uso del farmaco è pertanto

controindicato al di sotto di 16 anni.

COLICHE RENALI

La posologia consigliata è una fiala da 30 mg per somministrazione intramuscolare o

endovenosa.

4.3 Controindicazioni

Attenzione: il farmaco non è indicato nel dolore lieve o di tipo cronico.

- Ipersensibilità al principio attivo o ad uno qualsiasi degli eccipienti.

- A causa della possibilità di sensibilità crociata KEVINDOL è anche controindicato in pazienti

nei quali l’acido acetilsalicilico, gli inibitori della sintesi di prostaglandine e/o altri farmaci

antinfiammatori non steroidei abbiano indotto manifestazioni allergiche, per il rischio di

insorgenza di reazioni gravi di tipo anafilattico.

- Sindrome completa o parziale di poliposi nasale, angioedema, broncospasmo.

- Attacchi asmatici, rinite, orticaria.

- Ulcera peptica e sanguinamento gastroenterico pregressi, in atto o sospetti.

- Ulcera peptica attiva, o precedenti anamnestici di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o

perforazione.

- Al pari di altri farmaci antinfiammatori non steroidei, ketorolac è controindicato in pazienti con

grave insufficienza cardiaca.

- Ketorolac inibisce la funzione piastrinica, ed è pertanto controindicato in pazienti con

sanguinamento cerebrovascolare pregresso, in atto o sospetto, in pazienti che hanno subito

interventi chirurgici ad alto rischio emorragico o emostasi incompleta e, in quei pazienti ad

alto rischio di sanguinamento.

- Insufficienza renale di grado moderato o grave (creatinina sierica > 442 µmol/L), o in pazienti

a rischio di insufficienza renale a causa di ipovolemia o disidratazione.

- Cirrosi epatica o grave insufficienza epatica.

- Diatesi emorragica.

- Disordini della coagulazione.

- Pazienti che hanno subito interventi chirurgici ad alto rischio emorragico o emostasi

Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

incompleta.

- Pazienti in terapia anticoagulante.

- Trattamento concomitante con ASA o altri farmaci antinfiammatori non steroidei e con sali di

litio, probenecid o pentossifillina (vedere paragrafo 4.5).

- Pazienti in terapia diuretica intensiva.

- Ketorolac inibisce la funzione piastrinica e prolunga il tempo di sanguinamento, pertanto è

controindicato l’uso nella profilassi analgesica chirurgica e durante gli interventi chirurgici

perché aumenta il rischio di sanguinamento.

- Nei bambini e negli adolescenti di età inferiore ai 16 anni.

- L’impiego di Ketorolac è controindicato nel terzo trimestre di gravidanza, in prossimità e

durante il parto e durante l’allattamento.

Attenzione: la soluzione iniettabile contiene etanolo pertanto è controindicato l’uso per via

epidurale o intratecale.

4.4 Avvertenze speciali e precauzioni di impiego

Attenzione: KEVINDOL non può essere considerato un semplice antidolorifico e richiede di

essere impiegato sotto lo stretto controllo del medico.

KEVINDOL non deve essere utilizzato nel trattamento del dolore lieve o di tipo

cronico.

L’uso concomitante di KEVINDOL con altri FANS deve essere evitato, inclusi gli inibitori selettivi

delle ciclo ossigenasi - 2.

Gli effetti indesiderati possono essere minimizzati con l’uso della più bassa dose efficace per la

più breve durata possibile di trattamento che occorre per controllare i sintomi.

Prima di iniziare la terapia con KEVINDOL occorre accertarsi che il paziente non abbia avuto in

precedenza reazioni di ipersensibilità verso il KEVINDOL, acido acetilsalicilico e/o altri farmaci

antinfiammatori non steroidei.

Fertilità

L’uso di KEVINDOL, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della

ciclossigenasi, può compromettere la fertilità e non è raccomandato nelle donne che intendono

iniziare una gravidanza.

La somministrazione di KEVINDOL dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di

fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità.

Anziani

Nei pazienti anziani o debilitati occorre particolare cautela, poiché l’incidenza di alcuni degli

effetti indesiderati può essere più alta rispetto ai pazienti più giovani. I pazienti anziani hanno

una frequenza aumentata di reazioni avverse ai FANS, specialmente emorragie e perforazioni

gastrointestinali, che possono essere fatali (vedere paragrafo 4.2).

Pazienti debilitati sono maggiormente esposti ad alto rischio di ulcerazioni ed emorragia. La

maggior parte degli eventi gastrointestinali fatali, associati all’uso di FANS si verifica in pazienti

anziani e/o debilitati.

Nei soggetti anziani inoltre si può verificare un aumento dell’emivita di eliminazione del

farmaco e una contemporanea riduzione della clearance. Pertanto, oltre ad una riduzione della

dose complessiva, può essere opportuno un più lungo intervallo tra le dosi (vedere paragrafo

4.2).

Effetti gastrointestinali

KEVINDOL può causare irritazione gastrointestinale, ulcera e sanguinamento in pazienti con o

senza pregressa storia di patologia gastrointestinale. Pazienti con affezioni infiammatorie del

tratto gastrointestinale, in atto o pregresse, dovrebbero effettuare il trattamento solo sotto

stretto controllo medico. L’incidenza di questi effetti aumenta con la dose e la durata del

trattamento.

Non usare contemporaneamente KEVINDOL ed altri farmaci antinfiammatori non

steroidei.

Emorragia gastrointestinale, ulcerazione e perforazione

Durante il trattamento con tutti i FANS, in qualsiasi momento, con o senza sintomi di preavviso

o precedente storia di gravi eventi gastrointestinali, sono state riportate emorragia

gastrointestinale, ulcerazione e perforazione, che possono essere fatali.

Alcune evidenze epidemiologiche suggeriscono che KEVINDOL può essere associato

a un elevato rischio di grave tossicità gastrointestinale, rispetto ad altri FANS,

soprattutto quando usato al di fuori delle indicazioni autorizzate e/o per prolungati

periodi (vedere anche paragrafi 4.1, 4.2, 4.3).

Negli anziani e in pazienti con storia di ulcera, soprattutto se complicata da emorragia o

perforazione (vedere paragrafo 4.3), il rischio di emorragia gastrointestinale, ulcerazione o

Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

perforazione è più alto con dosi aumentate di FANS. Il rischio di grave emorragia

gastrointestinale è dose dipendente.Questi pazienti devono iniziare il trattamento con la più

bassa dose disponibile. La terapia concomitante con agenti protettori (ad esempio misoprostolo

o inibitori di pompa protonica) deve essere considerata per questi pazienti e anche per pazienti

che assumono basse dosi di aspirina o altri farmaci che possono aumentare il rischio di eventi

gastrointestinali (vedere paragrafo 4.5).

Pazienti con storia di tossicità gastrointestinale, in particolare anziani, devono riferire qualsiasi

sintomo addominale (soprattutto emorragia gastrointestinale) in particolare nelle fasi iniziali

del trattamento.

Cautela deve essere prestata ai pazienti che assumono farmaci concomitanti che potrebbero

aumentare il rischio di ulcerazione o emorragia, come corticosteroidi orali, anticoagulanti come

warfarin, inibitori selettivi del reuptake della serotonina o agenti antiaggreganti come l’aspirina

(vedere paragrafo 4.5).

Quando si verifica emorragia o ulcerazione gastrointestinale in pazienti che assumono

KEVINDOL il trattamento deve essere sospeso.

I FANS devono essere somministrati con cautela nei pazienti con un’anamnesi di malattia

gastrointestinale (colite ulcerosa, morbo di Crohn) perché tali condizioni possono essere

esacerbate (vedere paragrafo 4.8 – Effetti indesiderati).

Effetti respiratori

Per l’interazione con il metabolismo dell’acido arachidonico, il farmaco può determinare, negli

asmatici e nei soggetti predisposti, crisi di broncospasmo ed eventualmente altri fenomeni

pseudo-allergici o shock.

Effetti cardiovascolari e cerebrovascolari

Poiché sono stati riportati ritenzione idrica ed edema in associazione all’utilizzo di FANS, è

necessario monitorare in modo appropriato e allertare i pazienti con anamnesi di ipertensione

e/o insufficienza cardiaca congestizia da lieve a moderata.

Gli studi clinici e i dati epidemiologici suggeriscono che l’utilizzo di inibitori selettivi della

cicloossigenasi-2 e alcuni FANS (in particolare ad alte dosi e per lungo tempo) può essere

associato ad un aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (ad esempio infarto del

miocardio o ictus). Sebbene ketorolac non abbia dimostrato di aumentare gli eventi trombotici

come l’infarto del miocardio, non sono disponibili dati sufficienti per escludere tale rischio con

ketorolac.

I pazienti con ipertensione non controllata, insufficienza cardiaca congestizia, cardiopatia

ischemica cronica, arteriopatia periferica e/o vasculopatia cerebrale devono essere trattati con

ketorolac solo dopo attenta valutazione. Una simile valutazione deve essere effettuata prima di

iniziare il trattamento di pazienti con fattori di rischio per malattia cardiovascolare (ad esempio

ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito, fumo).

Effetti renali

KEVINDOL, al pari di altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), inibisce la sintesi delle

prostaglandine, potendo causare nefrotossicità, incluse glomerulonefriti, nefriti interstiziali,

necrosi papillare, sindrome nefrosica e insufficienza renale acuta.

Pertanto KEVINDOL richiede particolari precauzioni o se ne impone l’esclusione dall’uso allorché

nel paziente siano presenti le seguenti condizioni: stati di ipoperfusione del rene, malattie

renali, cirrosi epatica o epatiti gravi.

Pazienti con funzione renale compromessa

Poiché ketorolac e i suoi metabolici sono escreti principalmente dal rene, durante il trattamento

con KEVINDOL si dovrebbe usare cautela in pazienti con ridotta funzionalità renale. In

particolare, è controindicato l’uso di KEVINDOL in pazienti con valori di creatinina sierica

superiori a 442 µmol/L.

Il farmaco è controindicato in terapia diuretica intensiva.

Ritenzione idrica/sodio, con fattori di rischio cardiovascolari, ed edema periferico

A causa del potenziale effetto di ritenzione idrica, ketorolac e altri FANS devono essere

somministrati con cautela in pazienti con scompenso cardiaco, ipertensione e patologie simili.

Occorre prestare cautela nei pazienti con una storia di ipertensione e/o insufficienza cardiaca

congestizia da lieve a moderata poiché, in associazione alla terapia con FANS, sono state

segnalate ritenzione idrica ed edema.

Pazienti con funzione epatica compromessa

Durante il trattamento con ketorolac sono state raramente notate lievi variazioni dei test di

funzione epatica, comunque senza rilevanza clinica. Si consiglia tuttavia di monitorare la

Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

funzione epatica in pazienti nei quali questa era precedentemente compromessa, e di

sospendere il trattamento con ketorolac qualora si manifestassero evidenze di grave

compromissione epatica.

Effetti ematologici

Ketorolac inibisce la funzionalità piastrinica e potrebbe prolungare il tempo di sanguinamento.

Ketorolac deve essere somministrato con molta cautela in pazienti con disordini della

coagulazione e e questi devono essere attentamente monitorati.Anche se gli studi non indicano

una significativa interazione tra ketorolac ewarfarin o eparina, l’uso concomitante di ketorolac e

farmaci che interferiscono con l’emostasi, inclue dosi terapeutiche di anticoagulanti, quali

warfarin, eparina a basse dosi (2500-5000 U.I. ogni 12 ore) somministrata a scopo profilattico e

destrani, può essere associato ad un aumentato rischio di emorragia. Ketorolac deve essere

somministrato con cautela in questi pazienti, che devono essere attentamente monitorati

(vedere paragrafo 4.3).

Nell’esperienza post-marketing, sono stati segnalati ematomi post-operatori e altri segni di

sanguinamento delle ferite in associazione all’uso peri-operatorio della soluzione iniettabile di

ketorolac. I medici devono considerare il potenziale rischio di sanguinamento quando

l’emostasi è critica, ad esempio nei casi di resezione della prostata, tonsillectomia o chirurgia

estetica (vedere paragrafo 4.3).

Effetti cutanei

Gravi reazioni cutanee alcune delle quali fatali, includenti dermatite esfoliativa, sindrome di

Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica, sono state segnalate molto raramente in

associazione con l’uso dei FANS (vedere paragrafo 4.8). Nelle prime fasi della terapia i pazienti

sembrano essere a più alto rischio: l’insorgenza della reazione si verifica nella maggior parte

dei casi entro il primo mese di trattamento.

Ketorolac deve essere interrotto alla prima comparsa di eruzione cutanea, lesioni della mucosa

o qualsiasi altro segno di ipersensibilità.

Documento reso disponibile da AIFA il 12/11/2013

Reazioni anafilattiche (anafilattoidi)

Reazioni anafilattiche (anafilattoidi) (inclusi, ma non limitati a, anafilassi, broncospasmo,

rossore, eruzione cutanea, ipotensione, edema laringeo ed angioedema) possono verificarsi in

pazienti con o senza un’anamnesi di ipersensibilità ad aspirina, ad altri FANS o al ketorolac.

Questi possono verificarsi anche in soggetti con un’anamnesi di angioedema, reattività bronco

spastica (ad esempio asma), ipersensibilità e poliposi nasale. Le reazioni anafilattoidi, come

anafilassi, possono avere un esito fatale. Pertanto, ketorolac deve essere usato con cautela nei

pazienti con anamnesi di asma e in pazienti con la sindrome completa o parziale di poliposi

nasale, angioedema e broncospasmo.

Ketorolac, al pari di altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), deve essere usato con

cautela nei pazienti con compromissione renale o con storia di malattia renale, poiché inibisce

la sintesi delle prostaglandine. In tali pazienti la somministrazione di ketorolac ed altri FANS

può causare una riduzione del volume del sangue e/o del flusso ematico renale, in cui le

prostaglandine hanno un ruolo di supporto nel mantenimento della perfusione renale. In tali

pazienti la somministrazione di ketorolac o di altri FANS può determinare una riduzione dose-

dipendente della produzione delle prostaglandine renali e può precipitare in evidente

compromissione o insufficienza renale. I pazienti soggetti, con maggior rischio, a questa

reazione sono quelli con compromissione renale cronica, insufficienza cardiaca, insufficienza

epatica, pazienti in terapia diuretica e anziani. In genere i sintomi si risolvono con la

sospensione della terapia con ketorolac o altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

Come con altri FANS, anche con ketorolac, l’incidenza e la gravità delle complicanze

gastrointestinali può aumentare con l’aumento della dose e la durata del trattamento. Il rischio

di grave sanguinamento gastrointestinale è dose dipendente. Questo è particolarmente vero

nei pazienti anziani che ricevono una dose media giornaliera superiore a 60mg/die di ketorolac.

Un’anamnesi di ulcera peptica aumenta la possibilità di sviluppare gravi complicazioni

gastrointestinali durante la terapia con ketorolac.

Si consiglia cautela quando si somministrano contemporaneamente probenecid e ketorolac in

quanto sono state segnalate alterazioni nella farmacocinetica di quest’ultimo.

Come per gli altri farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine, la somministrazione

contemporanea di ketorolac con metotressato deve essere attuata con cautela, in quanto è

stata segnalata una diminuzione della clearance di quest’ultimo, con conseguente possibile

aumento della sua tossicità.

Abuso del farmaco e dipendenza

Ketorolac è risultato privo di potenziale dipendenza. Non sono stati osservati sintomi di

astinenza in seguito all’interruzione improvvisa del ketorolac.

KEVINDOL gocce orali, soluzione contiene paraidrossibenzoati che possono provocare

reazioni allergiche (anche ritardate).

KEVINDOL soluzione iniettabile contiene 100 mg di alcool etilico per ogni fiala,

corrispondenti al 10%; pertanto, il prodotto può essere dannoso per soggetti alcolisti e deve

essere somministrato con cautela in gruppi di pazienti a rischio come soggetti affetti da

malattie epatiche e da epilessia.

4.5 Interazioni con altri medicinali e altre forme di interazione

Deve essere evitato l’uso contemporaneo di ketorolac ed altri farmaci antinfiammatori non

steroidei.

Corticosteroidi: aumento del rischio di ulcerazione gastrointestinale o sanguinamento (vedere

paragrafo 4.4).

Agenti anti-aggreganti e inibitori selettivi del reuptake della serotonina (SSRIs):

aumento del rischio di emorragia gastrointestinale (vedere paragrafo 4.4).

Anticoagulanti: i FANS possono amplificare gli effetti degli anticoagulanti, come warfarin

(vedere paragrafo 4.4).

KEVINDOL inibisce l’aggregazione piastrinica, riduce le concentrazioni di trombossano e

prolunga il tempo di sanguinamento. A differenza dell’aspirina, i cui effetti sono prolungati, la

funzione piastrinica ritorna alla normalità entro 24-48 ore dopo l’interruzione del trattamento

con KEVINDOL.

In pazienti trattati contemporaneamente con ASA o altri FANS, il rischio di eventi avversi gravi

correlati ai FANS risulta essere aumentato.

In vitro ketorolac determina una riduzione trascurabile del legame di warfarin con le proteine

plasmatiche.

Come per gli altri farmaci che inibiscono la sintesi delle prostaglandine, la somministrazione

contemporanea di KEVINDOL con metotressato o con litio deve essere attuata con cautela, in

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quanto può verificarsi una diminuzione della clearance di questi ultimi, con conseguente

aumento della loro tossicità. Sono stati segnalati casi di aumento di concentrazioni plasmatiche

di litio quando somministrato in concomitanza di KEVINDOL.

KEVINDOL soluzione iniettabile può interagire con furosemide, diminuendone l’azione diuretica,

in soggetti sani normovolemici, di circa il 20%, pertanto occorre prestare particolare attenzione

nei pazienti con scompenso cardiaco.

Diuretici, ACE inibitori e antagonisti dell'angiotensina II: I FANS possono ridurre l'effetto

dei diuretici e di altri medicinali antiipertensivi. Il rischio di insufficienza renale acuta, che è di

solito reversibile, può essere aumentato in alcuni pazienti con funzione renale compromessa

(per esempio pazienti disidratati o pazienti anziani) quando ACE inibitori e/o antagonisti del

recettore dell’angiotensina II sono associati ai FANS. Queste interazioni devono essere

considerate in pazienti che assumono ketorolac in concomitanza con ACE inibitori o antagonisti

dell'angiotensina II. Quindi, la combinazione deve essere somministrata con cautela,

specialmente nei pazienti anziani.

I pazienti devono essere adeguatamente idratati e deve essere preso in considerazione il

monitoraggio della funzione renale dopo l'inizio della terapia concomitante e, in seguito,

periodicamente.

La somministrazione contemporanea di probenecid e ketorolac porta ad una riduzione della

clearance di quest' ultimo e ad un aumento del volume di distribuzione, aumento delle

concentrazioni plasmatiche e aumento dell’emivita di ketorolac.

Anche se gli studi non indicano una significativa interazione tra ketorolac e warfarin o eparina,

l’uso concomitante di ketorolac e farmaci che agiscono sull’emostasi, inclusi dosi terapeutiche

di anticoagulanti quali warfarin, eparina a basse dosi (2500-5000 unità ogni 12 ore)

somministrata a scopo profilattico e destrani può essere associato ad un aumentato rischio di

emorragia.

Ketorolac trometamina non modifica il legame proteico della digossina. Studi in vitro indicano

che, a concentrazioni terapeutiche di salicilato (300 µg/ml), il legame di ketorolac è stato

ridotto approssimativamente da 99,2 a 97,5%, che rappresenta un potenziale incremento di

due volte della concentrazione plasmatica di ketorolac non legato. Concentrazioni terapeutiche

di digossina, warfarin, ibuprofene, naprossene, piroxicam, acetaminofene, fenitoina e

tolbutamide non modificano il legame proteico di ketorolac trometamina.

L’uso contemporaneo di pentossifillina può aumentare il rischio di sanguinamento.

È stato dimostrato che ketorolac riduce la necessità di usare analgesici oppioidi in

concomitanza, per il sollievo del dolore post-operatirio.

Gli antiacidi non influenzano il grado di assorbimento.

Per le incompatibilità vedi sezione 6.2.

4.6 Gravidanza e allattamento

Gravidanza

Ketorolac deve essere usato durante la gravidanza solo se il potenziale beneficio per la madre

giustifica il potenziale rischio per il feto.

Ketorolac attraversa la placenta, nella misura di circa il 10%.

L'impiego del KEVINDOL è controindicato, in prossimità o durante il parto perché, come tutti gli

inibitori della sintesi delle prostaglandine, può indurre effetti avversi sulla circolazione fetale ed

inibire le contrazioni uterine, aumentando così il rischio di emorragia.

L’impiego di KEVINDOL è controindicato in gravidanza, in prossimità o durante il parto e

durante l’allattamento (vedi sezione 4.4).

L’inibizione della sintesi di prostaglandine può interessare negativamente la gravidanza e/o lo

sviluppo embrio/fetale.

Risultati di studi epidemiologici suggeriscono un aumentato rischio di aborto e di

malformazione cardiaca e di gastroschisi dopo l’uso di un inibitore della sintesi delle

prostaglandine nelle prime fasi della gravidanza. Il rischio assoluto di malformazioni cardiache

aumentava da meno dell’1%, fino a circa l’1,5%. È stato ritenuto che il rischio aumenta con la

dose e la durata della terapia. Negli animali, la somministrazione di inibitori della sintesi di

prostaglandine ha mostrato di provocare un aumento della perdita di pre e post-impianto e di

mortalità embrione-fetale.

Inoltre, un aumento di incidenza di varie malformazioni, inclusa quella cardiovascolare, è stato

riportato in animali a cui erano stati somministrati inibitori di sintesi delle prostaglandine,

durante il periodo organogenetico.

Durante il terzo trimestre di gravidanza, tutti gli inibitori della sintesi di prostaglandine possono

esporre:

- il feto a:

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· tossicità cardiopolmonare (con chiusura prematura del dotto arterioso e ipertensione

polmonare);

· disfunzione renale, che può progredire in insufficienza renale con oligo-idroamnios;

- la madre e il neonato, alla fine della gravidanza, a:

· possibile prolungamento del tempo di sanguinamento, ed effetto antiaggregante che

può occorrere anche a dosi molto basse;

· inibizione delle concentrazioni uterine risultanti in ritardo o prolungamento del travaglio.

L’uso del farmaco in prossimità del parto può determinare il ritardo del parto stesso; inoltre il

farmaco può provocare, se somministrato in tale periodo, alterazioni dell’emodinamica del

piccolo circolo del nascituro, con gravi conseguenze per la respirazione.

Nelle donne in età fertile un’eventuale gravidanza deve essere sempre esclusa prima dell’inizio

del trattamento e durante il trattamento stesso deve essere assicurata un’efficace copertura

anticoncezionale.

Allattamento

Il farmaco è escreto in piccole quantità nel latte materno, pertanto deve essere usato durante

l’allattamento solo se il potenziale beneficio per la madre giustifica il potenziale rischio per il

lattante.

Fertilità

L’uso di KEVINDOL, come di qualsiasi farmaco inibitore della sintesi delle prostaglandine e della

cicloossigenasi è sconsigliato nelle donne che intendono iniziare una gravidanza.

La somministrazione di KEVINDOL dovrebbe essere sospesa nelle donne che hanno problemi di

fertilità o che sono sottoposte a indagini sulla fertilità.

4.7 Effetti sulla capacita' di guidare veicoli e sull'uso di macchinari

Con l’uso di ketorolac, alcuni pazienti possono manifestare sonnolenza, capogiri, vertigini,

insonnia o depressione. Se i pazienti avvertono questi, o altri effetti indesiderati simili, devono

prestare attenzione nello svolgimento delle attività che richiedono attenzione.

Si consiglia pertanto di usare cautela nella guida di automobili e nell’uso di macchinari.

4.8 Effetti indesiderati

Esperienza post-marketing

I seguenti effetti indesiderati possono verificarsi in pazienti che ricevono ketorolac; la comparsa

di effetti indesiderati è un evento che si verifica con una frequenza non nota, basandosi sulla

stima di pazienti esposti e dal numero di segnalazioni spontanee.

Infezioni ed infestazioni: meningite asettica.

Patologie del sistema emolinfopoietico: trombocitopenia, porpora, epistassi.

Disturbi del sistema immunitario: anafilassi; le reazioni anafilattoidi, quali l'anafilassi, possono

avere esito fatale; reazioni da ipersensibilità (broncospasmo, vasodilatazione, eruzione

cutanea, ipotensione, edema laringeo).

Disturbi del metabolismo e della nutrizione: anoressia, iperkaliemia, iponatriemia.

Disturbi psichiatrici: ideazione anomala del pensiero, depressione, insonnia, ansia, irritabilità,

reazioni psicotiche, anomala attività onirica, allucinazioni, euforia, difficoltà nella

concentrazione, sonnolenza, stati di torpore, confusione.

Patologie del sistema nervoso: cefalea, capogiri, convulsioni, parestesia, ipercinesia, alterazioni

del gusto.

Patologie dell'occhio: disturbi della vista.

Patologie dell'orecchio e del labirinto: tinnito, perdita dell'udito, vertigini.

Patologie cardiache: palpitazioni, bradicardia, insufficienza cardiaca.

Edema, ipertensione e insufficienza cardiaca sono state riportate in associazione al trattamento

con FANS.

Patologie vascolari: ipertensione, vasodilatazione, ipotensione, ematomi, flushing, pallore,

sanguinamento post-operatorio delle ferite.

Studi clinici e dati epidemiologici suggeriscono che l'uso dei COX e di alcuni FANS

(specialmente ad alti dosaggi e per trattamenti di lunga durata) può essere associato ad un

modesto aumento del rischio di eventi trombotici arteriosi (per es. infarto del miocardio o ictus)

(vedere paragrafo Precauzioni per l'uso). Anche se ketorolac non ha dimostrato di aumentare

gli eventi trombotici, quali infarto del miocardio, non ci sono dati sufficienti per escludere un

rischio simile per ketorolac.

Patologie respiratorie toraciche e mediastiniche: edema polmonare, dispnea, asma.

Apparato gastrointestinale: gli eventi avversi più comunemente osservati sono di natura

gastrointestinale. Possono verificarsi ulcere peptiche, perforazione o emorragia

gastrointestinale, a volte fatale, in particolare negli anziani (vedere paragrafo Precauzioni per

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l'uso).

Dopo somministrazione di KEVINDOL sono stati riportati: nausea, vomito, diarrea, flatulenza,

costipazione, dispepsia, dolore/disturbo addominale, senso di pienezza, melena,

sanguinamento rettale, ematemesi, stomatiti ulcerative, esofagite, eruttazione, ulcerazione

gastrointestinale, pancreatite, secchezza della bocca, esacerbazione di colite e morbo di Crohn

(vedere paragrafo Precauzioni per l'uso).

Meno frequentemente sono state osservate gastriti.

Patologie epatobiliari: epatite, ittero colestatico, insufficienza epatica.

Patologie della cute e del tessuto sottocutaneo: angioedema, dermatite esfoliativa, aumentata

sudorazione, eruzione cutanea maculo-papulare, orticaria, prurito, porpora, reazioni bollose,

comprese sindrome di Stevens-Johnson e necrolisi tossica epidermica (molto raramente).

Patologie del sistema muscoloscheletrico e del tessuto connettivo: mialgia

Patologie renali e urinarie: poliuria, pollachiuria, oliguria, insufficienza renale acuta, sindrome

uremico-emolitica, nefrite interstiziale, ritenzione urinaria, sindrome nefrosica, dolore al fianco

(con o senza ematuria, +/- dell’azotemia). Come con altri farmaci che inibiscono la sintesi delle

prostaglandine renali, dopo somministrazione di ketorolac, possono verificarsi segni di

compromissione renale, ad esempio, aumentati livelli di creatinina e di potassio.

Patologie dell'apparato riproduttivo e della mammella: infertilità femminile.

Patologie sistemiche e condizioni relative alla sede di somministrazione: astenia, febbre,

reazioni al sito di iniezione, edema, dolore toracico, sete eccessiva.

Esami diagnostici: aumento del tempo di sanguinamento, aumento urea sierica, aumento della

creatinina, alterazione dei test di funzionalità epatica.

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Test di laboratorio

Vedere paragrafo Esperienza post-marketing (Effetti indesiderati).

4.9 Sovradosaggio

Sintomi e segni

A seguito di sovradosaggio di ketorolac sono stati riscontrati: gastrite erosiva, ulcera peptica,

dolore addominale, nausea, vomito, iperventilazione e disfunzione renale, scomparsi con la

sospensione del farmaco.

Può insorgere sanguinamento gastrointestinale. Raramente possono insorgere ipertensione,

insufficienza renale acuta, depressione respiratoria e coma dopo ingestione di FANS.

Sono state segnalate reazioni anafilattoidi con assunzione terapeutica di FANS; ciò può

accadere in seguito a sovradosaggio.

Trattamento

Non esistono antidoti specifici.

Va adottata una terapia sintomatica e di supporto. In caso di ingestione accidentale, a questa

vanno aggiunte le normali misure di sicurezza (induzione del vomito, lavanda gastrica,

somministrazione di carbone attivo).

La dialisi non elimina ketorolac in modo significativo dal circolo sanguigno.

5. PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

5.1 Proprietà farmacodinamiche

Categoria farmacoterapeutica: antinfiammatorio/antireumatico non steroideo; codice ATC:

M01AB15.

Il principio attivo di KEVINDOL è Ketorolac trometamina, farmaco appartenente alla classe dei

farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS). La sua attività si esplica principalmente

mediante l’inibizione della sintesi delle prostaglandine, in particolare le PGE

2 e PGF

2 alfa .

Negli studi farmacologici preclinici ha mostrato un’attività analgesica 350 volte più potente

rispetto all’aspirina nel topo nel test d’inibizione del dolore indotto da fenilchinone e 800 volte

più potente dell’aspirina nel ratto nell’inibire la risposta al dolore causato da flessione tarso-

tibiale della zampa di ratto con artrite indotta.

Ketorolac ha inoltre mostrato attività antinfiammatoria (superiore al fenilbutazone) ed

antipiretica (superiore all’aspirina).

Ketorolac è risultato 37 volte più attivo rispetto all’aspirina nell’inibire l’aggregazione di

piastrine umane indotta da collageno.

Ketorolac non esplica effetti sul Sistema Nervoso Centrale; gli effetti sul sistema

cardiovascolare e respiratorio sono minimi.

Dagli studi clinici è emerso che l’attività analgesica di ketorolac alla dose di 10 mg è risultata

pari se non superiore all’aspirina 650 mg, al paracetamolo 600 e 1000 mg, all’associazione

paracetamolo 600 mg e 1000 mg + codeina 60 mg; alla glafenina 400 mg, all’ibuprofene 400

mg, al diclofenac 50 mg.

Ketorolac somministrato i.m. alla dose di 30 mg è risultato in numerosi studi clinici

paragonabile alla morfina 12 mg e alla meperidina 100 mg e superiore a morfina 6 mg e

meperidina 50 mg.

Ketorolac somministrato i.m. alla dose di 30 mg ha evidenziato una durata di azione più

prolungata rispetto a morfina e meperidina.

L’effetto analgesico si manifesta entro 1 ora dopo somministrazione orale, dopo 30 minuti dalla

somministrazione i.m. e il massimo effetto analgesico compare rispettivamente entro 2-3 ore e

1-2 ore.

Per entrambe le formulazioni la durata media dell’effetto analgesico è di 4-6 ore.

Ketorolac è privo di effetti morfino-simili, non determina depressione respiratoria e, rispetto alla

morfina, l’incidenza degli effetti indesiderati a carico del Sistema Nervoso Centrale

(sonnolenza) è significativamente inferiore.

5.2 Proprietà farmacocinetiche

Assorbimento

Ketorolac è rapidamente e completamente assorbito per via orale con un picco di

concentrazione plasmatici di 0,87 mcg/ml entro 35 minuti dalla somministrazione di 10 mg in

compresse ed un picco di 1,11 mcg/ml entro 26 minuti dalla somministrazione di 10 mg in

soluzione.

Compresse e soluzione orale al 2% sono risultati essere bioequivalenti in termini di AUC ed

emivita.

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Parimenti, dopo somministrazione intramuscolare di 30 mg, ketorolac viene rapidamente e

completamente assorbito con una concentrazione plasmatica media al picco di 2,2 mcg/ml.

Dopo somministrazione endovenosa di 30 mg, la concentrazione plasmatica di picco è pari a 5

mcg/ml.

La farmacocinetica di ketorolac nell’uomo, sia dopo somministrazione singola che dopo

somministrazioni ripetute, è lineare; lo steady state plasmatico viene raggiunto dopo un giorno

per somministrazioni ogni 6 ore.

L’emivita è risultata di 5,4 ore dopo somministrazione orale e di 5,3 ore dopo somministrazione

i.m. e di 5,1 ore dopo somministrazione e.v..

Nell’anziano questi valori sono leggermente più alti: ad esempio 6,2 e 7.

L’assunzione di antiacidi non influenza l’assorbimento di ketorolac.

Distribuzione

Il legame alle proteine plasmatiche del ketorolac è del 99%.

Concentrazioni terapeutiche di digossina, warfarin, ibuprofene, naprossene, piroxicam,

acetaminofene, fenitoina e tolbutamide non modificano il legame proteico di ketorolac.

Il volume di distribuzione è 0,11 L/kg.

Metabolismo

Ketorolac è metabolizzato a livello epatico; i principali metabolici sono derivati para-idrossilati

(12%) e glucuronati (75%), tutti inattivi.

Eliminazione

La principale via di eliminazione di ketorolac e dei suoi metabolici è quella urinaria e il

rimanente è eliminato con le feci. La clearance renale di ketorolac è 0.35-0.55 ml/min/kg.

5.3 Dati preclinici di sicurezza

Tossicità acuta

DL 50 per via orale nel topo 529 mg/kg (M e F); nel ratto da 100 a 400 mg/kg (M e F) e nella

scimmia superiore a 200 mg/kg (M e F); per via i.p. nel topo 473 mg/kg (M e F), nel ratto da

100 a 400 mg/kg (M e F).

Tossicità per somministrazioni ripetute

Somministrazioni quotidiane ad alti dosaggi per via orale nel topo (30 mg/kg per 6 mesi) e nella

scimmia (9 mg/kg per 12 mesi) hanno evidenziato gastroenteropatia (nel topo) e lieve

nefrotossicità. Somministrazioni i.m. nel coniglio (15 mg/kg per 1 mese) e nella scimmia (13,5

mg/kg per 3 mesi) hanno evidenziato lieve reazione infiammatoria nel sito di iniezione.

Somministrazioni e.v. nel coniglio e nella scimmia (2,5 mg/kg per 2 settimane) sono risultate

ben tollerate.

Tossicità fetale

Studi di: teratogenesi nel ratto (10 mg/kg) e nel coniglio (3,6 mg/kg), peri-postnatale (9 mg/kg)

e fertilità (16 mg/kg femmina, 9 mg/kg maschio) nel ratto, non hanno evidenziato effetti

teratogeni né modificazioni della fertilità e capacità riproduttiva.

Prolungamento della gravidanza e/o distocia materna e conseguente mortalità perinatale sono

stati notati nel ratto alle dosi più elevate.

Mutagenesi, cancerogenesi, tollerabilità

Ketorolac è risultato non mutageno, non cancerogeno, non ha indotto sensibilizzazione nella

cavia ed è sprovvisto di attività immunogenica.

6. INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

6.1 Elenco degli eccipienti

KEVINDOL 30 mg soluzione iniettabile:Alcool etilicoo, sodio cloruro, acqua per preparazioni

iniettabili.

KEVINDOL 20 mg/ml gocce orali, soluzione: acido citrico anidro, sodio diidrogeno fosfato

diidrato, metil paraidrossibenzoato, propil paraidrossibenzoato, sodio idrossido , acqua

depurata.

6.2 Incompatibilità

Ketorolac è compatibile con aminofillina, xilocaina, morfina, meperidina, dopamina, insulina ed

eparina somministrati contemporaneamente in soluzione contenuta in una sacca per fleboclisi

per somministrazione e.v., ma non può essere mischiato a morfina, meperidina, prometazina o

idrossizina in una siringa.

6.3 Validità

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2 anni.

Validità dopo l'apertura del flacone di gocce orali soluzione:

Il periodo di validità dopo prima apertura del flacone è di 6 mesi.

Validità dopo ricostituzione della soluzione iniettabile:

In accordo con le norme di buona pratica farmaceutica, le soluzioni endovenose devono essere

preparate al momento dell'infusione. La soluzione ricostituita deve essere utilizzata

immediatamente ed eventuali residui scartati.

6.4 Precauzioni particolari per la conservazione

Conservare nella confezione originale per riparare il prodotto dalla luce.

6.5 Natura e contenuto del contenitore

KEVINDOL 30 mg/ml soluzione iniettabile: fiale di vetro di tipo I color ambra; confezione da 3

fiale da 1 ml

KEVINDOL 20 mg/ml gocce orali soluzione: Flacone di vetro tipo III colorambra da 10 ml.

6.6 Istruzioni per l'impiego e la manipolazione

Nessuna istruzione particolare.

7. TITOLARE DELL'AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

So.Se.PHARM S.r.l. Via dei Castelli Romani, 22 – 00040 Pomezia (Roma).

8. NUMERO DI AUTORIZZAZIONE ALL'IMMISSIONE IN COMMERCIO

KEVINDOL 30 mg/mI soluzione iniettabile - 3 fiale 1 ml A.I.C. n. 037746017

KEVINDOL 20mg/ml gocce orali soluzione - flacone 10 mi A.I.C. n. 037746029

9.DATA DELLA PRIMA AUTORIZZAZIONE RINNOVO DELL'AUTORIZZAZIONE:

Prima autorizzazione: 29 gennaio 2009

10. DATA Dl REVISIONE DEL TESTO

Determinazione AlFA del 23 Aprile 2012

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