3050 (I) - BIO ENERGY P

Informazioni principali

  • Nome commerciale:
  • 3050 (I) - BIO ENERGY P
  • Utilizzare per:
  • Esseri umani
  • Tipo di medicina:
  • Dispositivo medico

Documenti

  • per il pubblico:
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Localizzazione

  • Disponibile in:
  • 3050 (I) - BIO ENERGY P
    Italia
  • Lingua:
  • italiano

Informazioni terapeutiche

  • Gruppo terapeutico:
  • APPARECCHIATURE PER MAGNETOTERAPIA

Status

  • Fonte:
  • Ministero della Salute - Italia
  • Stato dell'autorizzazione:
  • In commercio
  • Data dell'autorizzazione:
  • 16-06-2012
  • Ultimo aggiornamento:
  • 09-08-2016

Riassunto delle caratteristiche del prodotto: dosaggio, interazioni, effetti collaterali

Direttive e dichiarazioni del fabbricante in materia di compatibilità

elettromagnetica

dispositivo

medico

(DM)

necessita

particolari

precauzioni

termini

compatibilità magnetica e deve essere installato e utilizzato in conformità alle

informazioni di seguito descritte.

L’utilizzatore

deve

garantire

venga

impiegato

ambiente

elettromagnetico sotto specificato

Le apparecchiature di radiocomunicazione (telefoni cellulari, ricetrasmettitori, ecc.)

possono

influenzare

funzionamento

possibile

verifichi

comportamento inaspettato o indesiderato se tali apparecchiature a radiofrequenza

sono utilizzate in prossimità del dispositivo.

Questo DM è progettato in modo da soddisfare le disposizioni normative sulla

compatibilità elettromagnetica e la conformità a questi requisiti è stata collaudata; le

modifiche al DM che non siano state esplicitamente autorizzate da AMEL possono

determinare problemi di compatibilità elettromagnetica al dispositivo stesso oppure

con altre apparecchiature.

EEmmiissssiioonnii eelleettttrroommaaggnneettiicchhee

Il dispositivo medico è destinato all'uso nell'ambiente elettromagnetico di seguito

specificato. L’utilizzatore deve assicurarsi che viene utilizzato in tale ambiente.

Prroovvaa ddeellllee

eemmiissssiioonnii

CCoonnffoorrmmiittàà

AAmmbbiieennttee eelleettttrroommaaggnneettiiccoo

Emissioni RF

CISPR 11

Gruppo 1

Il dispositivo utilizza energia RF solo per le

funzioni interne. Pertanto, le sue emissioni

sono

molto

basse

sono

suscettibili

causare

interferenze

nelle

vicine apparecchiature elettroniche.

Emissioni RF

CISPR 11

Gruppo 2 (solo

per il

programma ad

alta

frequenza)

Il dispositivo emette energia

elettromagnetica per poter svolgere la sua

funzione. Apparecchiature elettroniche

poste nelle vicinanze possono subire

interferenze.

Emissioni RF

CISPR 11

Classe B

Il dispositivo è adatto per l'uso in ambiente

domestico e in ambienti collegati

direttamente alla rete di alimentazione a

bassa tensione che alimenta edifici di tipo

residenziale

Emissione di

oscillazioni

armoniche

EN 61000-3-2

Conforme

Classe A

Emissione di

fluttuazioni di

tensioni / flicker

emissions

EN 61000-3-3

Conforme

CISPR 14

N.A.

Il dispositivo non è adatto ad essere

connesso ad altri dispositivi

CISPR 15

N.A.

Il dispositivo non è adatto ad essere

connesso ad altri dispositivi

IImmmmuunniittàà aaii ddiissttuurrbbii eelleettttrroommaaggnneettiiccii

Il dispositivo medico è destinato all'uso nell'ambiente elettromagnetico di seguito

specificato. L’utilizzatore deve assicurarsi che viene utilizzato in tale ambiente.

PPrroovvaa

ddeellll’’iimmmmiinniittàà

ddaa ddiissttuurrbbii

LLiivveelllloo ddii pprroovvaa

EENN 6600660011--11--22

Liivveelllloo ddii

ccoonnffoorrmmiittàà

AAmmbbiieennttee

eelleettttrroommaaggnneettiiccoo ––

ddiirreettttiivvee

Scarica

elettrostatica

(ESD)

EN 61000-4-2

+/- 6kV scarica a

contatto

+/- 8kV scarica in

aria

EN 60601-1-2

Residenziale/ospedaliero

Disturbi

elettrici

transitori

rapidi (Burst)

EN 61000-4-4

+/- 2kV per linee

di rete

+/- 1kV per linee

di ingresso/uscita

EN 60601-1-2

Residenziale/ospedaliero

Picchi

transitori di

sovratensione

(Surge)

EN 61000-4-5

+/- 1kV

modo differenziale

+/- 2kV

Modo comune

EN 60601-1-2

Residenziale/ospedaliero

Buchi di

tensione, brevi

interruzioni e

variazioni di

tensione sulle

linee di ingresso

dell’alimentazio-

EN 61000-4-

<5% Ut

(> 95% dip in Ut)

per 0,5 periodi

40% of Ut

(60% dip in Ut)

per 5 periodi

70% of Ut

(30% dip in Ut)

per 25 periodi

<5% Ut

(> 95% dip in Ut)

per 5 secondi

EN 60601-1-2

Residenziale/ospedaliero

Campo

magnetico a

frequenza di

rete (50/60

EN 61000-4-8

3 A/m

3 A/m

Conforme

Residenziale/ospedaliero

IImmmmuunniittàà aaii ddiissttuurrbbii eelleettttrroommaaggnneettiiccii

Il dispositivo medico è destinato all'uso nell'ambiente elettromagnetico di seguito

specificato. L’utilizzatore deve assicurarsi che viene utilizzato in tale ambiente.

PPrroovvaa

ddeellll’’iimmmmiinniittàà

ddaa ddiissttuurrbbii

LLiivveelllloo d

pprroovvaa

EENN 6600660011--

11--22

LLiivveelllloo ddii

coonnffoorrmmiittàà

AAmmbbiieennttee eelleettttrroommaaggnneettiiccoo ––

ddiirreettttiivvee

Gli apparati di comunicazione a RF

portatili e mobili non dovrebbero

essere avvicinati al dispositivo,

inclusi i relativi cavi, più della

distanza di separazione

raccomandata calcolata in base

all'equazione applicabile alla

frequenza del trasmettitore.

Diissttaannzzaa ddii pprrootteezziioonnee

raaccccoommaannddaattaa::

Disturbi a

radiofrequenza

condotti

EN 61000-4-6

da 150 kHz a

80 MHz

d= 1,2!P

Disturbi a

radiofrequenza

irradiati

EN 61000-4-3

3 V/m

da 80 MHz a

2,5 GHz

3 V/m

d= 1,2!P da 80MHz fino 800

d= 2,3!P da 800MHz fino

2,5GHz

Dove P è la massima potenza di

uscita dell’apparato in watt (W)

secondo il costruttore del

trasmettitore e d è la distanza

raccomandata in metri (m).

Le intensità di campo dei

trasmettitori a RF fissi, come

determinato da un'indagine

elettromagnetica del sito, potrebbe

essere inferiore al livello di

conformità in ciascun intervallo di

frequenza.

Si possono verificare interferenze in

prossimità di apparecchiature

contrassegnate dal seguente

simbolo:

a RF

otti

otti

in b

in b

61000

61000

61000-4-6

61000-4-3

3 V/m

2,5GH

80MHHz in

ffin

800MHHz ffin

5GHHz

Le int

Distanze di separazione raccomandate

Il dispositivo è destinato all'uso in un ambiente elettromagnetico in cui i disturbi RF

irradiati

sono

controllati.

L’utilizzatore

può

aiutare

prevenire

interferenze

elettromagnetiche mantenendo una distanza minima tra apparecchiature portatili e

mobili di comunicazione RF (trasmettitori) e il dispositivo come consigliato di seguito, in

base alla potenza di uscita massima delle apparecchiature di comunicazione.

Potenza

uscita

nominale

massima

Distanza di separazione alla frequenza del trasmettitore in metri

150 kHz fino a 80

80 MHz fino a 800

800 MHz fino a 2,5

0.01

0,12

0,12

0,23

0,38

0,38

0,73

Per i trasmettitori con una potenza di uscita massima non elencata sopra, la distanza

di separazione consigliata d in metri (m) può essere stimata utilizzando l'equazione

applicabile alla frequenza del trasmettitore, dove P è la massima potenza di uscita del

trasmettitore in watt ( W) secondo il costruttore del trasmettitore.

NOTA 1 A 80 MHz e 800 MHz, applicare la distanza di separazione per la gamma di

frequenza superiore.

NOTA 2 Queste linee guida potrebbero non essere pertinenti per tutte le situazioni. La

propagazione delle onde elettromagnetiche viene influenzata dall'assorbimento e dalla

riflessione determinata da strutture, oggetti e persone.

1

Introduzione .

6

2

Mezzi che agiscono con produzione di campi magnetici

.

7

3

Apparecchiature

.

8

4

Come agisce la magnetoterapia .

8

5

Esempi di patologie comuni trattate con la magnetoterapia.

9

5.1 Magnetoterapia nella medicina e traumatologia dello sport .

9

5.2 Magnetoterapia applicata alla riflessoterapia .

9

5.3 Magnetoterapia applicata alla patologia del piede .

9

5.4 Magnetoterapia applicata alle fratture

.

10

5.5 Magnetoterapia applicata alla cervicale.

11

5.6 Magnetoterapia applicata alla patologia del ginocchio

.

11

5.7 Artrosi del ginocchio .

13

5.8 Magnetoterapia e dolore .

14

5.9 Magnetoterapia e lombalgie.

14

6

Istruzioni per l'uso-controindicazioni

.

16

6.1 Destinazione d'uso .

17

7

Funzionamento .

17

7.1 Installazione .

17

7.2 Pannello frontale .

18

7.3 Scelta e avvio terapia

.

18

8

Pausa/interruzione della terapia .

19

8.1 Spegnimento dell'apparecchio .

19

8.2 Funzioni particolari

.

19

9

Terapie personalizzate .

20

10

Controllo funzionamento .

21

11

Elenco programmi

.

24

12

Come posizionare i diffusori

.

26

13

Programma alta frequenza .

32

13.1 Accessori opzionali

.

32

14

Manutenzione .

35

14.1 Manutenzione Ordinaria .

35

14.2 Manutenzione Straordinaria

.

35

14.3 Pulizia dello strumento.

35

14.4 Pulizia dei diffusori

.

35

14.5 Usura accessori .

35

15

Caratteristiche tecniche .

36

15.1 Composizione standard

.

36

15.2 Dismissione .

37

15.3 Simbologia

.

37

16

Garanzia .

38

INDICE

1

INTRODUZIONE

La magnetoterapia s'inserisce nell'ambito della terapia fisica utilizzando campi magnetici pulsati a bassa

frequenza e a bassa intensità; si avvale dell'azione di un campo magnetico indotto dalla corrente elettrica

che percorre una bobina (diffusore).

Si ritiene che il principio fondamentale attraverso cui la magnetoterapia esplica gli effetti terapeutici sia

quello di riportare ordine in un settore presumibilmente in disordine magnetico.

Ciò avverrebbe per un'azione diretta o indiretta su alcune importanti componenti dell'organismo quali:

le endorfine e derivati, modulatori della sensibilità dolorifica (effetto analgesico);

le sostanze diamagnetiche (ossigeno, idrogeno, radicali liberi, enzimi) ritenute in grado di condizio-

nare quasi tutte le reazioni che si svolgono nell'organismo (effetto regolatore);

la membrana cellulare, la cui permeabilità, se alterata, non riesce a controllare la pompa del sodio con

conseguente edema cellulare (effetto anti-edemigeno e anti-infiammatorio);

i sistemi orto e parasimpatico che, stimolati a seconda della qualità, intensità e durata del campo

magnetico, possono indurre risposte locali (midollare della surrenale) e generali (calecolamine

circolanti) diverse.

A seconda della prevalente stimolazione orto e parasimpatica, vengono influenzati i recettori alfa o beta

ed i vari metabolismi (glucidico, protidico e lipidico).

La magnetoterapia esplica inoltre un'azione che favorisce i processi riparativi dei tessuti e stimola le

difese naturali organiche.

Sulla base degli effetti biologici, l'azione terapeutica dei campi magnetici può essere sintetizzata in due

punti di attacco principali:

antiflogistica e anti edemigena;

stimolante i processi di riparazione tessutale.

La patologia dell'apparato muscolo-scheletrico rappresenta il campo di applicazione più specifico della

magnetoterapia; in particolare quella post-traumatica risponde in modo eccellente a questo tipo di

trattamento. Tutti gli eventi traumatici, dal piccolo trauma distorsivo alla grave frattura, possono trarre

vantaggio da questa terapia con tempi di guarigione a volte clamorosi.

Anche la patologia ossea trattata con la magnetoterapia ha mostrato processi riparativi e tempi di recupero

più brevi. Per spiegare il più rapido processo di guarigione delle fratture, osteotomie correttive, scolla-

mento di endoprotesi, etc. indotto dalla magnetoterapia, sono state prospettate alcune ipotesi.

Si può dire che la magnetoterapia ha effetti biologici tali da:

indurre un effetto piezoelettrico nelle strutture connettivali (collagene) scompaginate dalla disconti-

nuità ossea;

determinare l'orientamento strutturale del collagene e dell'osso neoformato e favorire il processo di

deposizione calcica con conseguente miglioramento qualitativo del callo osseo;

aumentare il flusso sanguigno e la pressione di ossigeno locale (ipervascolarizzazione);

migliorarne il processo riparativo dei tessuti molli (connettivi ed epiteli di rivestimento);

influenzare poco o nulla la T° dei tessuti, cosa che costituisce un fattore importantissimo nel

trattamento di soggetti con impianti metallici.

Si può affermare pertanto che la magnetoterapia, sfruttando le basse frequenze, può rappresentare una

metodica terapeutica di prima scelta specie nella patologia flogistica, traumatica e degenerativa

dell'apparato osteo-articolare e muscolo-tendineo.

Essa consente di centrare dei risultati che altri tipi di terapia, sia fisica che farmacologica, hanno mancato.

2

MEZZI CHE AGISCONO

CON PRODUZIONE DI CAMPI MAGNETICI

Fin dall'antichità sono noti gli effetti dei magneti naturali ed altrettanto antichi sono i tentativi empirici di

usarli in medicina. In realtà, solo in questi ultimi decenni si sono intrapresi studi sistematici dei fenomeni

legati all'interazione tra campi magnetici e tessuti biologici, e si è tentato un idoneo approccio biofisico al

problema.

Nei paesi occidentali si sono formate due scuole, una americana ed una europea, cui fanno capo due

diverse metodologie.

Il sistema americano (studiato da Basset) utilizza impulsi magnetici al fine di ottenere forze elettromotrici

indotte in prossimità di segmenti ossei sedi di frattura.

Gli induttori devono essere posizionati in modo che si abbia una somma di effetti tra la componente

piezoelettrica propria dell'osso e le correnti indotte.

In definitiva, si viene a provocare una sorta di elettroterapia profonda ottenuta senza inserire aghi od

elettrodi, come era già stato preconizzato da Autori francesi, che può agire, in particolare, nelle

pseudoartrosi.

Il sistema europeo impegna invece campi magnetici in quanto tali, sfruttando il concatenamento tra la

linea di forza del campo magnetico esterno e quelle delle componenti microscopiche, interne alle strut-

ture biologiche, sia a livello ionico che cellulare.

3

APPARECCHIATURE

A parte quelle proposte da Basset che hanno una specifica indicazione (ritardi di consolidamento,

pseudoartrosi) e che godono di un vasto supporto scientifico e clinico, pur suscitando perplessità per le

modalità terapeutiche (applicazioni di 8 ore al giorno per almeno 5 mesi), a noi interessano principalmente

le attrezzature più diffuse nel nostro paese.

Senza considerare magneti permanenti (fissati a braccialetti o sotto forma di cerotti acquistabili nei grandi

magazzini), che non hanno nessuna base sperimentale e clinica, abbiamo attualmente a disposizione due

tipi di apparecchi:

Apparecchi produttori di campi magnetici a bassa frequenza, indotti da correnti di tipo sinusoidale o

impulsata.

Apparecchi di elettromagnetoterapia ad alta frequenza.

Le controindicazioni sono limitate ai portatori di pacemaker, alle donne in gravidanza, ai portatori

di protesi elettriche e acustiche, ai pazienti con grvi patologie cardioneutologiche o che presentano

stati tumorali. La magnetoterapia è una forma di fisioterapia che utilizza l'energia elettromagnetica, sti-

molando la rigenerazione dei tessuti.

4

COME AGISCE LA MAGNETOTERAPIA

La cellula è racchiusa da una membrana che:

regola i rapporti tra i compartimenti,

regola gli scambi,

aderisce ad altre cellule,

è la sede della specificità immunologica,

partecipa ai movimenti ed alla divisione (mitosi),

reagisce agli stimoli meccanici, chimici ed elettrici.

La membrana protegge la cellula e regola le funzioni di assorbimento, escrezione e riconoscimento

cellulare; permette la selettività nei confronti della permeabilità e della diffusibilità; con gli enzimi di

superficie partecipa ai processi metabolici. La magnetoterapia è in grado di influenzare i vari processi che

regolano le funzioni vitali della membrana cellulare, che controllano ciò che viene introdotto nella cellula

e che producono sostanze adatte a combattere tutto ciò che non sia compatibile.

L'effetto dei campi magnetici sugli organismi si svolge a livello di regolazione neuro-vegetativa e

metabolica cellulare. I biopolimeri e le membrane cellulari sono in pratica delle "minuscole batterie" di cui

è stato possibile misurare la tensione erogata, più precisamente nelle cellule nervose sane si misura tra il

nucleo interno e la membrana esterna una differenza di potenziale di 90 millivolt, nelle altre cellule questa

tensione si aggira intorno ai 70 millivolt.

Quanto la tensione all'interno delle cellule tende a scaricarsi, l'organismo ne avverte le conseguenze sotto

forma di processi infiammatori, dolori alle ossa, alle articolazioni, alla schiena, ferite che non rimarginano.

Quando queste cellule si ammalano, per un'infezione o un trauma o una qualsiasi altra causa, perdono la

loro riserva di energia, quindi una cellula che se sana dovrebbe avere una tensione di 70 millivolt, ammalata

misura soltanto 50/55 millivolt; quando questa tensione scende al di sotto di 30 millivolt si ha la necrosi,

cioè la morte della cellula.

Lo scopo della magnetoterapia è quello di ricaricare e rigenerare le cellule prive di energia vitale.

5

ESEMPI DI PATOLOGIE COMUNI

TRATTATE CON LA MAGNETOTERAPIA

5.1 Magnetoterapia nella medicina e traumatologia dello sport

La notevole massa di dati inerenti alle applicazioni della magnetoterapia nella patologia sportiva conferma

e documenta una validità terapeutica senza ombra di dubbio.

Tralasciando le applicazioni locali a seguito di contusioni, distorsioni, lussazioni e fratture, l'apparato più

colpito è sicuramente quello muscolare.

Nella pratica sportiva, infatti sia agonistica che amatoriale, i traumatismi sul tessuto muscolare possono

essere di doppia entità: o da superallenamento e stress motorio, oppure da scarsa abitudine all'attività

sportiva con sovraccarichi e sovraffaticamento.

Queste patologie partono dal semplice indolenzimento (una sensazione di fatica) agli strappi veri e propri,

per entrambe le categorie di "sportivi".

L'intervento della magnetoterapia ha maggiore effetto con l'azione riflessa, poiché l'affaticamento provoca

un ritardo dell'assorbimento dell'ACIDO LATTICO che diventa quasi irrecuperabile dall'organismo col

perdurare della sensazione di fatica, sino a creare un fattore predisponente all'immediatezza di una lesione

di continuo (stiramento, strappo).

Il lavoro muscolare, con tutto ciò che ne deriva per l'esatto svolgimento, è composto da tutta una serie di

componenti enzimatico-energetiche che necessitano sia nella preparazione all'attività sportiva, sia nel

recupero del traumatismo, dell'intervento di tutti gli apparati dell'organismo.

Come detto in precedenza, nelle sindromi di affaticamento e nel recupero delle lesioni anche gravi, la

magnetoterapia svolge un ruolo di assoluto protagonismo.

Il posizionamento dei diffusori deve ricoprire la più vasta zona possibile, poiché sono molteplici i meccanismi

di recupero.

5.2 Magnetoterapia applicata alla riflessoterapia

La riflessoterapia è compresa nel grande gruppo delle medicine naturali, ed è oggi la più conosciuta e forse

la più sfruttata.

Riflessologia è infatti una parola nuova che non si trova su tutti i dizionari, ma letteralmente significa:

SCIENZA DEI RIFLESSI, cioè lo studio di punti e zone anatomicamente lontane da determinati organi ed

apparati, ma ad essi corrispondenti.

La riflessoterapia plantare del piede, ad esempio, esamina sotto palpazione di determinati punti siti sotto

la pianta, stati di dolorabilità circoscritte a queste ZONE e PUNTI, corrispondenti a certi distretti corporei.

Questi organi o apparati vengono raggiunti da immaginarie linee di trasporto energetiche che perdono

conducibilità o si interrompono in certe sindromi patologiche.

Lo scopo finale di questa metodica è quindi di carattere BIOENERGETICO per riequilibrare lo stato di

debolezza o di sovraccarico organico.

Queste zone sono situate nel PALMO DELLA MANO o nella PIANTA DEL PIEDE.

Con l'applicazione della magnetoterapia abbinata per la prima volta a questi principi RIFLESSOGENI si

riscontrano sensibili vantaggi terapeutici.

E' bene inteso che il massaggio o la ginnastica passiva prodotta dalla magnetoterapia, giova a chi ha un

malessere, ma anche a chi sta già bene, offrendo rilassamento, sollievo dalla stanchezza o, quando

necessario, tono e stimolazione.

5.3 Magnetoterapia applicata alla patologia del piede

Lo scheletro del piede è composto da ventisei ossa, una in meno di quelle della mano, che, articolandosi

tra loro, formano la volta plantare.

E' questa disposizione ad arco delle ossa che permette al piede di sostenere tutto il peso del corpo. Le orme

patologiche più frequenti sono a carico della caviglia (tibia, e perone che nel loro tratto distale s'articolano

con l'astragalo formando i malleoli).

Le distorsioni di caviglia sono infatti frequentissime a tutte le età, poiché movimenti bruschi creano perdite

di equilibrio, con conseguente distrazione a seguito di una caduta, e/o fratture più o meno gravi.

fatto

distorsivo

può

avvalersi

delle

applicazioni

magnetoterapia

raggiungere

l'effetto

antinfiammatorio, con diffusore attorno alla caviglia.

Terminata la fase acuta la magnetoterapia può coadiuvare la ripresa rieducativa.

La casistica è molto florida e i risultati sono soddisfacenti uniti alla terapia contenitiva in bendaggio, nella

fase acuta. Ottimi se abbinati alla riabilitazione funzionale.

Altra situazione dolorosa ed invalidante è la TALALGIA (o TALLONITE).

E' costituita da un processo irritativo e degenerativo del tendine di Achille, in corrispondenza della sua

inserzione sul calcagno.

Colpisce principalmente gli sportivi, i marciatori, i podisti ed è favorita dall'uso di calzature non idonee.

Oltre il dolore elettivo in sede calcaneare, la tallonite è spesso caratterizzata da tumefazione, calore ed

arrossamento lungo tutta la parte inferiore del tendine.

La magnetoterapia si è rivelata favorevole a questo tipo di sintomatologia e stato infiammatorio.

Si posiziona, ad esempio, un diffusore sulla zona dolente; in questo modo si agisce in direzione

antinfiammatoria (notevole) e, di conseguenza antidolorifica.

5.4 Magnetoterapia applicata alle fratture

La vita moderna ha certamente dato incremento alle lesioni traumatiche in particolare quelle che interessano

lo scheletro (ossa e articolazioni).

Il notevole dinamismo che caratterizza l'attività umana, richiede un assoluto rigore di contenzione e

risoluzione di fenomeni fratturativi, per scongiurare e prevenire deformazioni acquisite.

Si definisce frattura, interruzione della continuità dell'osso. Le cause sono:

una sollecitazione traumatica che supera la resistenza del distretto colpito,

cisti,

tumori,

osteoporosi,

che ne riducono ulteriormente la resistenza (FRATTURE PATOLOGICHE).Si dividono in:

SEMPLICI;

ESPOSTE: con danni anche alle parti molli: muscoli, fasce, tessuti di rivestimento, tali da comunicare

con l'esterno e causa sovente di infezione per invasione del focolaio di frattura da parte di microorganismi

patogeni.

Secondo la loro sede, ancora in :

EPIFISARIE sul tratto prossimale della testa dell'osso;

DIAFISARIE sulla superficie dell'osso;

METAFISARIE al centro dell'osso.

Estensione della lesione:

LONGITUDINALE, TRASVERSALE, SPIROIDE, FRAMMENTARIA.

Esistono poi i distacchi epifisari, che consistono nelle interruzione di continuità delle leve scheletriche in

corrispondenza della cartilagine di accrescimento.

La sintomatologia comprende segni classici:

dolore diffuso,

deformità visiva,

mobilità ridotta,

rumore di scroscio,

ecchimosi,

tumefazione,

atteggiamento obbligato con impotenza funzionale, irriducibile.

Sono questi sintomi connessi tra loro, con intensità soggettiva, in base alla gravità dell'evento traumatico

elezione e sede di interruzione scheletrica.

L'indagine radiografica conferma la diagnosi, e indirizza all'indicazione terapeutica.

La gravità dell'evento passa in secondo ordine, poiché occorre trattare stati particolari del FRATTURATO:

shock nervosi, lesioni emotive, etc.; per questo si consiglia l'applicazione della magnetoterapia, in quanto

non basta trattare la piezoelettricità dell'osso, per produrre calcio, ma si deve considerare lo shock

post-traumatico con mancanza di perfusione ematica, e stato d'anossia sui tessuti, che si ripercuote su tutti

gli organi vitali.Tutto ciò provoca:

perdita di sangue;

perdita di plasma per danni cutanei da schiacciamento;

recupero di detriti organici simili all'istamina, con conseguente ipotensione;

riflessi nervosi a seguito del dolore.

Il mezzo di contenzione più diffuso è l'apparecchio gessato.

In taluni casi si rende necessario l'apertura del focolaio di frattura, per il posizionamento di frammenti e il

ripristino della continuità dei monconi, con OSTEO-SINTESI metalliche: viti, placche, fili, chiodi

endomidol-lari, coattori esterni, gabbia (ILIZAROV).

La fissazione diretta che si ottiene, chirurgicamente come detto, si è rivelata di maggiore affidabilità, per i

vantaggi forniti dal punto di vista muscolare, tessutale, ed articolare.

Questa metodica è inoltre favorevole per la profilassi infettiva, anti-shock ed anestesiologica. In linea di

massima questo è il discorso sintetico sulle fratture.

In questo o in quel caso possono intervenire:

inconvenienti metabolici (possono ritardare la costituzione dell'osseo),

formazione di pseudoartrosi, da calcificazione incompleta o irregolare (per mancata consistenza

d'osteoblasti).

5.5 Magnetoterapia applicata alla cervicale

La magnetoterapia è spesso consigliata a livello ortopedico.

I campioni trattati ed esaminati variano dal comune torcicollo (con o senza compromissione meccanica)

alle gravi radicolopatie comprensive post-traumatiche (COLPO DI FRUSTA) e alle patologie da logorio.

Nelle comuni forme di torcicollo, le applicazioni vanno eseguite lateralmente appena sotto la nuca, in

corrispondenza del dolore.

Quando si è invece in presenza di sindromi radicolari, con sensazioni di formicolio oppure parestesie alle

mani, o dolore irraggiato lungo il braccio, occorrerà posizionare un diffusore centrale sotto la nuca e una

nel punto esatto di massima sensazione.

Le applicazioni a distanza o riflesse hanno scopo catecolaminico (ANTINFIAMMATORIO) ed endorfinico

(ANTIDOLORIFICO) e il punto sintomatico è trattato indirettamente.

5.6 Magnetoterapia applicata alla patologia del ginocchio

Prendono parte all'articolazione del ginocchio i due condili del femore, le due fosse glenoidee dei condili

tibiali e la faccia posteriore della rotula.

Sul contorno delle fosse glenoidee dei condili tibiali, sono interposti due mezzi dischi fibro-cartilaginei di

forma semilunare (I MENISCHI) che ne rendono agevole e meno intenso l'attrito. I legamenti ne

stabilizzano la struttura:

ESTERNO,

INTERNO,

CROCIATO ANTERIORE,

CROCIATO POSTERIORE.

Uno degli eventi più frequenti a carico di questa articolazione nell'attività giornaliera, non necessariamente

sportiva, è la DISTORSIONE.

Questa è definita: perdita temporanea di regolare funzionalità articolare.

Nel caso del ginocchio non è dovuta necessariamente all'attività sportiva o traumatismi particolarmente

gravi.

Nelle donne, infatti, per il cambiamento della misura dei tacchi, la deambulazione diventa precaria, con o

senza borse della spesa; un movimento in torsione dell'arto inferiore può determinare questo incidente, che

con diversa gravità si può identificare con il termine di DISTORSIONE ARTICOLARE DEL GINOCCHIO.

Nella patologia sportiva spesso si manifestano complicazioni molto più gravi quali le lesioni MENISCALI.

Altra fase complessa e spesso da trattarsi esclusivamente dal punto di vista chirurgico (RICOSTRUZIONE)

è la lesione legamentosa (LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE).

La diagnosi di distorsione del ginocchio, anche da parte del paziente, è semplice.

La deambulazione diventa precaria, l'articolazione è dolentissima, a volte il ginocchio è gonfio a tal punto

che si decide di recarsi ad un controllo prima radiografico, indi ortopedico-specialistico.

La diagnosi non è semplice, poiché richiede un'analisi accurata del distretto articolare, nel quale movimenti

approssimativi possono creare lesioni talvolta irreparabili.

Infatti bisogna esaminare a seguito di quale movimento è avvenuto il fatto distorsivo, se è avvenuto

salendo o discendendo le scale, se in piano, se su di una superficie irregolare, su di un terreno scosceso,

quali scarpe erano indossate, e così via.

In questa evenienza, si tratta di ristabilire quell'equilibrio di un fatto che l'ha temporaneamente disturbato.

Occorre pertanto favorire l'azione antinfiammatoria ed antidolorifica.

L'impegno della magnetoterapia si è rivelato utile ponendo attorno all'articolazione i diffusori.

La magnetoterapia può essere abbinata alla terapia medica antinfiammatoria o alle applicazioni locali di

fisioterapia strumentale o ancora in presenza di ORTESI (ginocchiere, tutori modulari, etc).

La questione LEGAMENTI tratta invece il protrarsi di eventi lesivi, duraturi e ripetuti nel tempo, che

improvvisamente creano un deficit gravissimo per tutto l'equilibrio dell'arto inferiore.

La sensazione di instabilità diventa spesso associata a fenomeni di cedimenti, scrosci articolari, riferibili

a sensazioni di grave insicurezza nel deambulare, spesso continui.

Dopo la terapia chirurgica ricostruttiva, la magnetoterapia fornisce risultati soddisfacenti, sia per il

rinsaldarsi dell'innesto, sia per l'azione antinfiammatoria.

La tecnica ricostruttiva più sperimentata è quella di KENNETH-JONES, ove si posiziona il più possibile in

loco del vecchio CROCIATO ANTERIORE un prelievo osteo-tendineo ricavato dal tendine rotuleo.

Il prelievo, composto alle estremità da due blatte ossee e da tessuto tendineo elastico in mezzo (STRINGA),

è posizionato nella gola intercondiloidea femorale e fissato, così come al suo punto di arrivo alla tibia,

tramite VITI AD INTERFERENZA; capaci d'agglomerare la cavità ossea (precedentemente forata) e la blatta

ricavata dal prelievo.

La difficoltà è scegliere cosa fare dopo.

Il paziente infatti, dimesso deve eseguire un protocollo domiciliare ben preciso, che contempla

mobilitazioni passive e terapia medica antinfiammatoria e talvolta antibiotica.

La situazione articolare è spesso precaria, non per colpa dell'operatore, ma per quello che ne deriva da

un intervento a dir poco sconvolgente nel suo complesso.

Le funzioni da ripristinare sono infatti molteplici:

CIRCOLATORIA;

RIDUZIONE DEL GONFIORE (edema);

INIZIO DEL PROCESSO D'OSSIFICAZIONE VITE/BLATTA;

RIDUZIONE DEL DOLORE (se presente);

ELASTICITÀ ARTICOLARE.

Bisogna altresì favorire gli interscambi cellulari, per l'assorbimento delle sostanze di rifiuto post-intervento.

Non è sicuramente opera facile, poiché si tratta di valutare con precisione la scelta dei campi magnetici

da applicare, con tempi brevi ed effetti rapidi. I pazienti sottoposti ad interventi di ricostruzione del

LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE (Kenneth-Jones) e i risultati ottenuti (in combinazione con la

fisioterapia) hanno consentito una standardizzazione delle frequenze e durate d'applicazione.

Sono stati trattati circa 500 pazienti operati di ricostruzione legamentosa LCA.

I primi controlli radiografici eseguiti al termine dei 30 gg. post-factum, hanno riscontrato discreta solidità

a livello femorale e all'innesto tibiale.

5.7 Artrosi del ginocchio

La localizzazione di un processo artrosico al ginocchio è di solito secondaria, dovuta a deviazioni d'asse

di carico, esito di sofferenza giovanile o di eventi traumatici. Il ginocchio varo "()" o valgo ")(", provocato

da rachitismo o di natura giovanile, o ancora da fratture o da gravi distorsioni, lavora tutta la vita con il ca-

rico non distribuito regolarmente sulle superfici articolari, determinando usure precoci della cartilagine e

dell'osso sottostante. I primi disturbi si manifestano attorno ai 50 anni di età e ne sono più soggette le

donne in epoca di menopausa e soggetti obesi o con insufficienza venosa agli arti inferiori.

II ginocchio si presenta globoso, leggermente flesso; cade il tono muscolare della coscia, il movimento

articolare diventa difficoltoso, accompagnato da scrosci e talvolta da cedimenti.

Il quadro radiografico evidenzia un notevole restringimento della rima articolare e talvolta quasi scomparsa

dell'inter-divisione femore-tibia. Oggi nei casi più gravi la chirurgia ha fornito notevoli innovazioni, mettendo

a punto, come per l'anca, l'intervento di protesizzazione anche per il ginocchio.

La magnetoterapia, anche in questo caso fornisce giovamento dal punto sintomatico-doloroso; e, in certi

casi, un aiuto per la condizione degenerativa, soprattutto nel paziente sopra i 55/60 anni di età.

Si consigliano applicazioni con tempi prolungati (almeno 45') affinché si possa ottenere rilasciamento e

azione decontratturante della muscolatura dorso lombare, sovraffaticata per la deambulazione precaria;

azione antinfiammatoria nei periodi di intensità dolorosa; limitazione dei processi degenerativi.

Anche in questo caso i risultati ottenuti sono da considerarsi ottimi in tutte le direzioni:

ANTINFIAMMATORIA;

ANTIDOLORIFICA;

BIOENERGETICA.

Questo trattamento può essere ugualmente d'aiuto ai pazienti protesizzati, con gli stessi periodi e le stesse

frequenze. L'azione antidolorifica a seguito dell'intervento si può favorire applicando un diffusore sotto il

ginocchio.

5.8 Magnetoterapia e dolore

II dolore è il prodotto finale di un evento meccanico e di uno infiammatorio.

A livello tissutale interessa distretti più o meno vasti e il fatto provoca reazioni enzimatiche e di difesa da

parte dell'organismo.

Le principali:

SEROTONINA;

ISTAMINA.

Queste si oppongono alle cause di infiammazione, come processi di recupero di tessuti lesionati o

traumatizzati.

Hanno principalmente il compito di richiamare un'enorme quantità di sangue provocando una notevole

vasodilatazione sensitivamente apprezzabile come enorme calore seguito da dolore, talvolta sino a

provocare perdita dei sensi.

La cura delle cause è diventato, negli ultimi anni, un fenomeno secondario; in quanto le principali tecniche

farmacologiche, terapeutiche e, talvolta, chirurgiche, mirano al controllo del fenomeno dolorifico.

La soglia di sopportabilità della difesa organica alle cause è notevolmente ridotta secondo l'intensità

dolorifica, e compromessa per la comparsa di lesioni psico-sensitive.

La terapia elettiva sintomatica può giovare all'equilibrio psico-somatico del paziente.

Nelle sindromi post-traumatiche "divinum est sedare dolorem"; questo consente la ripresa della normale

attività rallentata da sensazioni di logorio psichico e fisico, derivante dal perdurare della sintomatologia.

La manifestazione dolorosa ha sempre un punto di maggiore intensità (trigger point).

E' una piccola zona muscolare antalgicamente contratta, dolorosissima, nella zona di innervazione.

La magnetoterapia ha lo scopo, in questa evenienza, di trasferire energia non solo con scopo esclusiva-

mente antidolorifico, ma antidolorifico per azione riflessa, favorendo l'intervento della struttura adibita.

Ovviamente la reazione psicologica elettiva sull'azione diretta nel punto di massima sensibilità alla

magnetoterapia consente ottimismo nel proseguire la terapia.

Non si tratta in questo caso di modificare l'eccitabilità delle fibre nervose diminuendola o aumentandola;

occorre soltanto riequilibrare il segnale d'allarme al sistema nervoso centrale, per favorire l'intervento di

produzione enzimatica, con conseguente stabilizzazione sintomatico-clinica.

Le frequenze devono essere basse, ed "in loco", per attività antidolorifica.

La magnetoterapia aiuta inoltre la permeabilità e l'azione degli organi emuntori nell'eliminazione delle

sostanze di scarico organiche a seguito di terapia farmacologica prolungata.

5.9 Magnetoterapia e lombalgie

Lombalgia è un termine generico (come LOMBAGGINE), usato per indicare dolori locali alla parte inferiore

del dorso.

Il dolore insorge all'improvviso in seguito ad un movimento brusco della colonna vertebrale, o può

manifestarsi a poco a poco. Può avere cause diverse: dalla pressione esercitata su di un nervo da una

"ernia del disco" o consistere in una forma di artrite.

L'ernia del disco ha acquisito negli ultimi anni diritto di domicilio nel contesto dei più frequenti ed espressivi

quadri di danno traumatico vertebrale e radicolare.

Fra i corpi intervertebrali è interposta una formazione (disco intervertebrale) nella quale si distinguono:

una parte periferica (anello fibroso) ed un nucleo centrale (nucleo polposo), spesso queste strutture

degenerano, per svariati motivi.

In soggetti con particolari danni alle formazioni che contengono in sede il nucleo polposo del disco

intervertebrale, per episodi traumatici ripetuti, questa formazione supera i limiti della sistemazione

intervertebrale.

Protrude più o meno nettamente (ernia contenuta, protrusa o espulsa) e i più colpiti sono gli spazi delle

due ultime vertebre lombari, in comunicazione con il sacro.

L'evenienza più frequente è quella postero-laterale, nella quale il disco migra verso le formazioni contenute

nel canale, comprimendo le radici lombosacrali.

La sintomatologia, spesso ribelle alle cure mediche, è costituita da dolore in sede lombare, lombosacrale

e da contratture muscolari di difesa del tratto colpito. In seguito sopravviene la sindrome radicolare (dolore

all'arto inferiore corrispondente, oppure a tutti e due).

Questo dolore è collegato a manifestazioni cliniche e motorie che si riferiscono alla distribuzione delle

fibre che costituiscono le radici nervose interessate.

La diagnosi è formulata mediante analisi neurologica clinica e strumentale.

Di fondamentale importanza è l'indagine radiografica, TAC (tomografia assiale computerizzata) e RMN

(risonanza magnetico-nucleare).

In questi casi clinici che interessano spesso il corretto asse della colonna vertebrale, in quanto ne turba

la propria continuità, è opportuno utilizzare la magnetoterapia.

Infatti

l'impiego

della

magnetoterapia

generalizzata

tutto

sistema

vertebrale

effetto

antinfiammatorio della radice e del nucleo.

L'effetto antidolorifico è conseguente per azione diretta sulle produzioni enzimatiche:

CATECOLAMINICHE (surrenali);

ENDORFINICHE (ipofisi).

Lungamente sfruttate come azione sintomatica indiretta in altre casistiche.

Questa metodica si è rivelata di buon aiuto clinico-sintomatico in gravi forme di radicolopatia.

6

ISTRUZIONI PER L'USO

CONTROINDICAZIONI

L’uso di questa terapia è assolutamente vietato ai portatori di pace-maker.

L'uso di questa terapia è sconsigliato alle donne in gravidanza, ai portatori di protesi elettriche e/o acustiche,

ai pazienti con gravi patologie cardioneurologiche o che presentano stati tumorali estesi.

Si raccomanda di non effettuare questa terapia contemporaneamente a TENS e/o HOLTER.

buona

norma

leggere

attentamente

tutto

manuale

istruzioni

prima

utilizzare

l'unità

magnetoterapica; conservate con cura il presente libretto.

L'unità magnetoterapica deve essere utilizzata solo per l'uso terapeutico previsto, esclusivamente con le

modalità illustrate dal presente Manuale di istruzioni.

Si consiglia di rivolgersi al proprio medico curante per le impostazioni delle terapie. Le informazioni con-

tenute nel presente manuale circa le terapie sono frutto di collaborazione con medici specialisti di settore,

ma non sostituiscono le indicazioni del vostro medico curante.

L'unità magnetoterapica deve essere utilizzata solo con i diffusori forniti con la dotazione originaria, e

seguendo le modalità terapeutiche descritte. I diffusori forniti con la dotazione originaria devono essere

utilizzati solo con questa unità magnetoterapica.

Il dispositivo presenta piccole parti che possono essere ingerite o inalate pertanto tenere lontano dalla por-

tata dei bambini e o di animali domestici senza sorveglianza. Attenzione nel maneggiare i cavi forniti con

il dispositivo (alimentatore e cavi diffusori) in quanto potrebbero essere causa di strangolamento.

Non utilizzare accessori o raccordi non previsti dal fabbricante.

Non utilizzare l'apparecchio in presenza di miscele infiammabili come miscele anestetiche, di ossigeno,

protossido di azoto, etc. Prima di ogni utilizzo controllate sempre l'integrità magnetoterapica, condizione in-

dispensabile per l'effettuazione della terapia; non utilizzate l'unità se presenta difettosità o malfunzionamenti

delle spie luminose. Tenere l'unità magnetoterapica, il cavo di alimentazione, le fasce ed i diffusori lontani

da fonti di calore. Non staccare le etichette presenti sull'unità magnetoterapica.

Non bagnare né immergere l'unità magnetoterapica in acqua o altro e non utilizzarla durante un bagno, o

una doccia, o in luoghi aperti dove possa essere esposta alle precipitazioni atmosferiche etc.

Successivamente ad una caduta accidentale in acqua, non utilizzare l'unità magnetoterapica.

Assicurarsi che l'unità sia posizionata su piani stabili. Posizionare il dispositivo in modo tale che risulti

semplice disconnetterlo dalla presa elettrica.

Dopo l'utilizzo scollegare l'unità magnetoterapica dalla rete di alimentazione.

Non trasportare l'unità magnetoterapica reggendola per il filo elettrico; non togliere la spina dalla presa

tirandola per il cavo; tenete il cavo lontano da oli e oggetti con bordi affilati; non utilizzate prolunghe

elettriche.Non avvicinare ai diffusori, quando alimentati, nessun dispositivo elettronico o elettrico nè av-

vicinarsi ad essi nel caso in cui si stia muovendo il dispositivo, questo per minimizzare i rischi dovuti alle

interferenze elettromagnetiche con altri dispositivi.

Prima di avviare qualsiasi terapia accertarsi di aver inserito i diffusori nei relativi canali.

Non smontare l'unità magnetoterapica: non vi sono parti riparabili dall'utilizzatore.

Non sostituire il fusibile interno al dispositivo ne qualunque altro componente all’interno dello stesso ma

rivolgersi all’assistenza. Inoltre se l’alimentatore dovesse risultare rotto o danneggiato, rivolgetevi all’as-

sistenza. Usare solamente accessori raccomandati dal fabbricante.

!

6.1 Destinazione d'uso

Questo dispositivo medico attivo ad uso temporaneo, è stato progettato e realizzato per applicazioni do-

miciliari di magnetoterapia.

Con gli accessori in dotazione, i principali campi di applicazione sono le patologie a carico dell'apparato

muscolo scheletrico.

Per altri tipi di patologie, rivolgersi al proprio medico curante.

Il dispositivo presenta dieci memorie programmabili, in cui è possibile impostare i parametri consigliati dal

proprio medico curante.

7

INSTALLAZIONE

7.1 Installazione

L'installazione del dispositivo per magnetoterapia è molto semplice: basta appoggiare l'apparato sopra

una superficie piana e connettere l'alimentatore ed i diffusori che troverete nei vani porta-accessori della

valigetta di trasporto.

L'alimentatore va inserito ad una comune presa di corrente (100-240Vac 50-60 Hz) mentre lo spinotto a

bassa tensione nella presa Alimentazione dello strumento.

ATTENZIONE: Durante il funzionamento, l'alimentatore può raggiungere temperature elevate

(prevedere la connessione in un luogo areato).

A seconda della terapia potrete decidere di utilizzare uno o due diffusori e di collegarli indifferentemente

ai CANALI 01 O 02.

I connettori dei diffusori vanno inseriti nello strumento in corrispondenza delle indicazioni canale 01 e

canale 02.

Da questo momento lo strumento è pronto per eseguire la terapia desiderata.

Serie BIO ENERGY

Serie 3050

7.2 Pannello frontale

TASTO SU

ad ogni pressione scorre verso l'alto la lista dei programmi preimpostati.

Tenendo premuto si ottiene uno scorrimento rapido.

TASTO GIÙ

ad ogni pressione scorre verso il basso la lista dei programmi preimpostati.

Tenendo premuto si ottiene uno scorrimento rapido.

TASTO AVVIO/ARRESTO

alla prima pressione avvia la terapia selezionata.

Alla seconda pressione arresta la terapia in corso.

TASTO SELEZIONA/CONFERMA

se premuto durante l'esecuzione della terapia genera una pausa.

Per riprendere la terapia premere il tasto Avvio.

7.3 Scelta e avvio terapia

Una volta installato l'apparecchio, seguendo le indicazioni del paragrafo precedente selezionare la terapia

desiderata utilizzando i tasti SU e GIÙ. Selezionata la terapia per farla partire premere AVVIO.

A seconda della patologia da trattare l'utente potrà utilizzare uno o due diffusori, collegandoli

indifferentemente alle prese di uscita del canale 01 e/o canale 02. Quando la terapia viene erogata sul

display il tempo decrementa automaticamente e la sua indicazione lampeggia. Contestualmente all'inizio

della terapia anche il led giallo lampeggia. Durante l'esecuzione della terapia sono disattivati i tasti SU e GIÙ.

Se all'avvio della terapia non è inserito almeno un diffusore appare la scritta sul display:

e la terapia si interrompe. Questo accade anche se si disconnettono entrambi i diffusori durante l'erogazione

della terapia.

La sicurezza elettrica di questo dispositivo è assicurata soltanto quando lo stesso è correttamente collegato

ad un efficiente impianto elettrico come previsto dalle norme vigenti di sicurezza elettrica. Il dispositivo può

essere collegato alla rete elettrica soltanto con l’alimentatore fornito in dotazione.

Nel caso il dispositivo venga alimentato con un diverso alimentatore sul display apparirà la seguente

dicitura: ATTENZIONE ALIMENTAZIONE ERRATA

8

PAUSA/INTERRUZIONE DELLA TERAPIA

La funzione “PAUSA“ permette di fermare la terapia ad un certo istante e di riprenderla, quando necessita,

dall'istante successivo.

La pausa si ottiene premendo il tasto SELEZIONA/CONFERMA, quando la terapia è in funzione.

La pausa è segnalata sul display dalla scritta “PAUSA” lampeggiante e dal led giallo che smette di

lampeggiare.

La funzione “INTERRUZIONE“ si ottiene premendo il tasto ARRESTO.

Se si interrompe la terapia si può ripartire, premendo AVVIO, con una nuova terapia.

8.1 Spegnimento apparecchio

Per spegnere l'apparecchio scollegare l'alimentatore dalla presa di rete.

8.2 Funzioni particolari

Nello stato di ARRESTO è possibile attivare le seguenti funzioni:

Attivazione/ Disattivazione dei segnali acustici

Premere e tenere premuto il tasto SELEZIONA/CONFERMA e nell'istante successivo il tasto GIÙ per

attivare i segnali acustici.

L'attivazione viene visualizzata con al scritta: SEGNALE ACUSTICO ACCESO

Premere e tenere premuto il tasto SELEZIONA/CONFERMA e nell'istante successivo il tasto SU per

disattivare i segnali acustici.

La disattivazione viene visualizzata con la scritta: SEGNALE ACUSTICO SPENTO.

Visualizzazione dei parametri della terapia.

Nello stato di ARRESTO è possibile visualizzare i parametri INTENSITÀ e FREQUENZA della terapia

selezionata premendo e tenendo premuto il tasto SELEZIONA/CONFERMA.

Modifica dei parametri della terapia.

Nello stato di ARRESTO è possibile modificare i parametri della terapia scelta tenendo premuto per oltre

3 secondi il tasto SELEZIONA/CONFERMA.

Dopo 3 secondi sul display appare il nome della terapia selezionata e chiede: "MODIFICA PARAMETRI?".

Premendo SELEZIONA/CONFERMA si conferma l'intenzione di variare e appare cosi il primo parametro:

la DURATA (espressa in minuti) che può essere variata con i tasti SU e GIÙ. Se si imposta un valore di du-

rata pari a 000 la terapia verrà erogata con continuità senza venir interrotta dal timer.

Per confermare il nuovo valore della durata premere SELEZIONA/CONFERMA.

Apparirà il secondo parametro: l'INTENSITÀ (espressa in Gauss) il cui valore si può variare con SU e GIÙ

e confermare con SELEZIONA/CONFERMA.

Infine appare il terzo e ultimo parametro: la FREQUENZA (espressa in Hz ) il cui valore si può variare con

SU e GIÙ e confermare con SELEZIONA/CONFERMA.

Per terminare la fase di modifica dei parametri premere i tasti AVVIO/ARRESTO, si può ora far partire la

nuova terapia premendo nuovamente il tasto AVVIO/ARRESTO.

NB: Queste modifiche sono solo temporanee pertanto, quando si cambia terapia o si spegne l'apparec-

chio si annullano automaticamente.

9

TERAPIE PERSONALIZZATE

Il dispositivo per magnetoterapia offre la possibilità di creare terapie personalizzate.

Queste terapie sono completamente programmabili dall'utente e possono essere salvate nelle dieci

memorie rendendole così disponibili tutte le volte che si desidera.

Se si desidera creare una terapia personalizzata, procedere come segue:

premere e tenere premuto il tasto SELEZIONA/CONFERMA quindi premere il tasto AVVIO/ARRESTO

in successione rapida, per passare alla modalità "TERAPIE PERSONALIZZATE".

Con i tasti SU e GIU' selezionare una delle tre memorie disponibili nella quale creare e salvare la vo-

stra terapia. Premere e tenere premuto il tasto SELEZIONA/CONFERMA per più di 3 secondi.

II vostro dispositivo chiederà: "MODIFICA PARAMETRI?".

Premere nuovamente il tasto SELEZIONA/CONFERMA. Viene mostrato il primo parametro modifica-

bile DURATA.

Tramite i tasti SU e GIU' modificate il valore fino a raggiungere quello desiderato, quindi passate al

parametro successivo con il tasto SELEZIONA/CONFERMA.

I parametri modificabili sono in sequenza:

DURATA (espressa in minuti)

INTENSITA’ TERAPIA (espressa in Gauss) FREQUENZA (espressa in Hz)

Per ritornare alle terapie preimpostate premere e tenere premuto il tasto SELEZIONE/CONFERMA quindi

premere il tasto AVVIO/ARRESTO in successione rapida

Quando sarete soddisfatti delle modifiche effettuate, sarà sufficiente premere il tasto AVVIO/ARRESTO

per memorizzare la terapia. Da questo momento il vostro programma personalizzato sarà sempre

disponibile anche dopo lo spegnimento del dispositivo.

10 CONTROLLO FUNZIONAMENTO

Prima di avviare la terapia è necessario verificare la corretta emissione seguendo la seguente procedura:

collegare l'alimentatore alla rete e la presa di alimentazione all'apparecchio;

collegare un diffusore o entrambi;

scegliere il programma che si vuole eseguire;

far partire il programma scelto e, tenendo tra le dita il magnete di prova,posizionarlo al centro del

diffusore (Fig.4);

se la macchina funziona correttamente si deve sentire vibrare il magnete;

la frequenza della vibrazione è in funzione del programma scelto;

non ha importanza il lato (N: NORD o S: SUD) su cui si posiziona il magnete.

Fig.4 Posizione magnete per controllo emissione

Nota: Qualora non sia possibile rilevare la vibrazione non effettuare la terapia e contattare il fabbricante in

quanto lo strumento potrebbe avere bisogno di manutenzione.

GUIDA AI PROBLEMI

PROBLEMA

SOLUZIONE

Il dispositivo non si accende

Verificare la presenza della rete 220 Vac.

Verificare di aver acceso l’interruttore.

Se il dispositivo non si accende contattare l’assistenza.

Il/i diffusori non funzionano

Inserire il singolo diffusore o entrambi nei canali 01 e 02,

avviare una qualsiasi terapia ed avvicinare il magnete al/ai

diffusori constatandone la vibrazione, se il magnete non

vibra contattare l’assistenza.

Il dispositivo e/o i diffusori sono danneggiati

Contattare l’assistenza.

ELENCO PROGRAMMI

ATTENZIONE: Le informazioni contenute nel seguente paragrafo sono di

carattere informativo ed orientativo, derivanti dalla collaborazione con

alcuni medici di settore. Tali informazioni tuttavia non sostituiscono

le indicazioni del Vostro medico curante, pertanto l’azienda declina

qualsiasi responsabilità. In tali dispositivi i programmi sono preimpostati,

ma modificabili da parte del paziente, in modo che possa seguire le

indicazioni del proprio medico curante.

11 ELENCO PROGRAMMI

N.

PROGRAMMA

1

*

ALTA FREQUENZA

2

ALGIE INTERCOSTALI

3

ARTRITE

4

ARTRITE REUMATOIDE

5

ARTROSI ALL'ANCA

6

ARTROSI CERVICALE

7

ARTROSI CERVICALE

IRRAGGIAMENTO SPALLE

8

ARTROSI DELLA SPALLA

9

ARTROSI DORSALE

10 ARTROSI MANO POLSO

11 BORSITE

12 BRACHIALGIA

13 CONDRITE

14 CONTRATTURE

15 COXITE

16 DISTORSIONI

17 DOLORI ACUTI

18 DOLORI CRONICI

19 DOLORI PIANTA PIEDE

20 EPICONDILITE

21 FRATTURE OSSEE

22 GONALGIA

23 GONARTROSI

24 INFIAMMAZIONE MENISCO

25 ISCHIALGIA

26 LOMBARTROSI

N.

PROGRAMMA

27 LUSSAZIONE

28 OSTEODISTROFIA

29 OSTEOLISI

30 OSTEOPOROSI LOCALIZZATA

31 PERIARTRITE

32 PSEUDOARTROSI

33 RACHIALGIA

34 SPONDILOARTROSI

35 SPONDILOARTRITE

36 SPONDILOSI

37 STRAPPI MUSCOLARI

38 TENDINITE TENALGIA

39 TORCICOLLO

40 TUNNEL CARPALE

41 PROGRAMMA INTENSIVO

42 MEMORIA 01

43 MEMORIA 02

44 MEMORIA 03

45 MEMORIA 04

46 MEMORIA 05

47 MEMORIA 06

48 MEMORIA 07

49 MEMORIA 08

50 MEMORIA 09

51 MEMORIA 10

* I parametri non sono modificabili dall’utente

“NOTA”

Se la figura mostra l’applicazione di un solo diffusore,

posizionare la lettera N sulla parte da trattare.

Se la figura mostra l’applicazione di entrambi i diffusori

nello stesso lato, posizionare la lettera N sulla parte da

trattare.

Se la figura mostra l’applicazione di entrambi i diffusori tra

loro contrapposti (tipo sandwich), posizionare un diffusore

con la lettera N ed un diffusore con la lettera S in corri-

spondenza della parte da trattare.

12 COME POSIZIONARE I DIFFUSORI

02

ALGIE

INTERCOSTALI

Ripetere 20/25 volte

03

ARTRITE

Ripetere 25/30 volte

04

ARTRITE

REUMATOIDE

Ripetere 20/25 volte

05

ARTROSI

ALL’ANCA

Ripetere 25/30 volte

06

ARTROSI

CERVICALE

Ripetere 20/25 volte

07

ARTROSI CERV.

IRR. SPALLE

Ripetere 25/30 volte

08

ARTROSI

DELLA SPALLA

Ripetere 25/30 volte

09

ARTROSI

DORSALE

Ripetere 25/30 volte

10

ARTROSI

MANO POLSO

Ripetere 20/25 volte

11

BORSITE

Ripetere 20/25 volte

12

BRACHIALGIA

Ripetere 20/25 volte

13

CONDRITE

Ripetere 20/25 volte

14

CONTRATTURE

Ripetere 25/30 volte

15

COXITE

Ripetere 25/30 volte

16

DISTORSIONI

Ripetere 25/30 volte

17

DOLORI ACUTI

Ripetere 20/25 volte

18

DOLORI

CRONICI

Ripetere 25/30 volte

19

DOLORI

PIANTA PIEDE

Ripetere 20/25 volte

20

EPICONDILITE

Ripetere 20/25 volte

21

FRATTURE

OSSEE

Ripetere 25/30 volte

22

GONALGIA

Ripetere 20/25 volte

23

GONARTROSI

Ripetere 25/30 volte

24

INFIAMMAZIONE

MENISCO

Ripetere 20/25 volte

25

ISCHIALGIA

Ripetere 25/30 volte

26

LOMBARTROSI

Ripetere 25/30 volte

27

LUSSAZIONE

Ripetere 25/30 volte

28

OSTEODISTROFIA

Ripetere 25/30 volte

29

OSTEOLISI

Ripetere 25/30 volte

30

OSTEOPOROSI

LOCALIZ.

Ripetere 25/30 volte

31

PERIARTRITE

Ripetere 25/30 volte

32

PSEUDOARTROSI

Ripetere 25/30 volte

33

RACHIALGIA

Ripetere 25/30 volte

34

SPONDILOARTROSI

Ripetere 25/30 volte

35

SPONDILOARTRITE

Ripetere 25/30 volte

36

SPONDILOSI

Ripetere 25/30 volte

37

STRAPPI

MUSCOLARI

Ripetere 20/25 volte

38

TENDINITE

TENALGIA

Ripetere 20/25 volte

39

TORCICOLLO

Ripetere 20/25 volte

40

TUNNEL

CARPALE

Ripetere 25/30 volte

41

PROGRAMMA

INTENSIVO

Ripetere 25/30 volte

42

MEMORIA 01

Per istruzioni vedi il capitolo dedicato

43

MEMORIA 02

Per istruzioni vedi il capitolo dedicato

44

MEMORIA 03

Per istruzioni vedi il capitolo dedicato

45

MEMORIA 04

Per istruzioni vedi il capitolo dedicato

46

MEMORIA 05

Per istruzioni vedi il capitolo dedicato

Posizionare i diffusori

sul punto di maggiore

intensità del dolore

TERAPIA

PERSONALIZZABILE

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TERAPIA

PERSONALIZZABILE

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TERAPIA

PERSONALIZZABILE

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TERAPIA

PERSONALIZZABILE

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TERAPIA

PERSONALIZZABILE

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47

MEMORIA 06

Per istruzioni vedi il capitolo dedicato

48

MEMORIA 07

Per istruzioni vedi il capitolo dedicato

49

MEMORIA 08

Per istruzioni vedi il capitolo dedicato

50

MEMORIA 09

Per istruzioni vedi il capitolo dedicato

51

MEMORIA 10

Per istruzioni vedi il capitolo dedicato

TERAPIA

PERSONALIZZABILE

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TERAPIA

PERSONALIZZABILE

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TERAPIA

PERSONALIZZABILE

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TERAPIA

PERSONALIZZABILE

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TERAPIA

PERSONALIZZABILE

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13 PROGRAMMA ALTA FREQUENZA

COME UTILIZZARE GLI ACCESSORI

Il programma n° 1 “alta frequenza” è una terapia ad alta frequenza che, utilizzata come ausilio ai trattamenti

di magnetoterapia a bassa frequenza finora trattati, permette di continuare le terapie anti-dolore e di pre-

venzione per periodi di tempo più prolungati. Per poterla effettuare è necessario utilizzare gli accessori op-

zionali collegandoli ai canali contrassegnati con il n° 03 e 04.

Questi canali hanno in uscita un segnale ad alta frequenza che è modulato da 100 a 5000 Hz, il led giallo

lampeggiante e la dicitura “IN FUNZIONE” indicano che la terapia è in esecuzione.

Questo programma è inoltre pre-impostato dal fabbricante per una durata continua, permettendo di

effettuare il trattamento durante tutto il periodo del riposo. Per interrompere o terminare la terapia, premere

il tasto AVVIO/ARRESTO. Durante il funzionamento della terapia ad alta frequenza tenere comunque sem-

pre inseriti nei canali 01 e 02 i relativi diffusori. Quando si usano gli accessori è necessario interporre un

tessuto di separazione biocompatibile (conforme alla norma UNI EN ISO 10993)

13.1Accessori opzionali

N° 1 pezzo Fascia lombo-sacrale per terapie mirate sulla zona della schiena,

sulla fascia renale e sulla fascia lombare/lombo-sacrale. (Esempio: mal di

schiena, lombalgia, lombosciatalgia, discopatia, dolori e infiammazioni renali,

etc.)

N° 1 pezzo Maschera Facciale per terapie nella zona della fronte, delle tem-

pie e delle guance (Esempio: mal di denti, nevralgia del trigemino, cefalea

frontale/tempiale, etc.)

N° 1 pezzo Fascia gomito/ginocchio per terapie mirate alle articolazioni del

ginocchio e del gomito. (Esempio: gonartrosi, distorsioni al ginocchio, di-

sfunzioni motorie, epicondilite, strappi, infiammazioni delle articolazioni in og-

getto):

1

pezzo Fascia

cervicale

terapie

mirate

questa

zona

corpo(Esempio: artrosi cervicale, colpo di frusta, strappi, etc.)

N° 1 pezzo Stuoia (dimensioni 190x80 cm) trattata in Aloe vera realizzata con

bande magnetiche ed un reticolato di rame che permette di effettuare ma-

gnetoterapia notturna su tutto il corpo amplificando gli effetti benefici e tera-

peutici. Le qualità della pianta di Aloe vera definita “pianta del benessere”

inoltre permettono un miglioramento della respirazione e del riposo favorendo

le attività quotidiane.

N°2 pezzi Ciabatte per terapie mirate sulla zona del piede. (Esempio: dolori

alla pianta del piede).

N°1 pezzo Giubbino per terapie mirate sulla zona del busto.(Esempio: artrosi

dorsale).

N°1 pezzo Guanti per terapie mirate sulla zona della mano. (Esempio: tunnel

carpale, artrite reumatoide).

Sono forniti opzionalmente gli accessori collegabili al dispositivo nei canali 03 e 04 con uno specifico cavo

per alta frequenza, per effettuare terapie localizzate.

PRINCIPI DI FUNZIONAMENTO TERAPIA ALTA FREQUENZA

Il biologo Marcel Fellus verso la fine degli anni '70 ha sviluppato una teoria basata sulla fisica quantica sugli

effetti biologici dei campi elettromagnetici. Questa scoperta lo ha portato alla progettazione di uno stru-

mento che genera onde elettromagnetiche alla frequenza delle onde radio ma con un trascurabile effetto

termico. La frequenza fondamentale è di 27,125 MHz, che viene erogata a bassa potenza ( da 0,5 a 2

mW/cm2) con treni di impulsi programmabili da 100 a 5000 pulsazioni a secondo. Nel nostro caso siamo

partiti da una frequenza di base di 13,560 MHz che sfruttando le sue armoniche ( da 27,120 a 225 ) MHz

entra in risonanza con le frequenze di vibrazione proprie delle strutture proteiche che sono comprese tra i

130 e 225 MHz. Sembra interessante l'associazione di un campo elettromagnetico ad alta frequenza con

un campo magnetico a bassa intensità. E' stato accertato che il campo elettromagnetico provoca la ripo-

larizzazione delle strutture cellulari, anche se non si è chiarito con quali meccanismi ciò avviene. In parti-

colare si è notata la normalizzazione degli scambi di membrana tra il sodio/potassio. L'effetto più evidente

è la riduzione dell'edema cellulare e intercellulare, dove esiste, e la riduzione dei fenomeni dell'infiamma-

zione, oltre ad un miglioramento del trofismo e dell'attività cellulare.

In generale si può dire che tutte le forme infiammatorie, sia profonde che superficiali, risentono di un

beneficio dei campi elettromagnetici ad alta frequenza. Questi benefici si sono riscontrati nel campo della

ortopedia, traumatologia, ginecologia e dermatologia. Si è notato anche un'accelerazione del processo di

calcificazione del callo osseo dopo fratture. L'aspetto più interessante è l'azione di velocizzare la guarigione

sulle ulcere trofiche e piaghe da decubito, usando i campi elettromagnetici ad alta frequenza, rispetto ad

altre tecniche. La magnetoterapia ad alta frequenza migliora la circolazione sanguigna prevenendo la

formazione di placche nelle arterie che oltre a stimolare le endorfine da parte del sistema neurovegetativo,

riduce la sensazione di dolore, esercita un’azione antinfiammatoria oltre ad aumentare l’assimilazione del

calcio riducendo così l’insorgenza dell’osteoporosi. La magnetoterapia ad alta frequenza ripristina la corretta

polarizzazione della membrana cellulare aiutando la cellula a superare uno stato di squilibrio.

Si può concludere che i campi elettromagnetici non sono un rimedio universale , ma dimostrano che sono

un aiuto determinante per attività terapeutiche di molte patologie.

BIBLIOGRAFIA ASSOCIATA

Informazioni ricavate da un’articolo pubblicato su:

“ESPERIENZE CLINICHE CON CAMPI MAGNETICI AD ALTA FREQUENZA”

MASSON – Divisione periodici

Basset

Ritardi di consolidazione ossea - 1960

Fellus M. Frequenze UHF specifiche per stimolazione cellulare e processi di guarigione - 1982

F.Bistolfi Campi Magnetici in Medicina Biologia Diagnostica Terapia Ed Minerva Medica -1986

N. Marchetti Magnetoterapia in Ortopedia Indicazioni e risultati Ed. Aulo Aggi - 1988

A.K. Bhattacharyya Iniziazione alla magnetoterapia Ed. mediterranee - 1999

Fabio Ambrosi Magnetoterapia a campo stabile Ed. Tecniche nuove – 2000

W.M. Huke Magnetoterapia Ed. Tecniche nuove - 2000

Dr. Marco Rho Suggerimenti di Magnetoterapia M.I.R. Edizioni - 2003

Campi elettromagnetici in medicina: applicazioni in Fisioterapia Convegno ASMI

Dr. Traballesi Roma - 2004

Dr. A. Laffranchi

Recupero di lesioni croniche nel malato oncologico XVII Congresso Nazionale SNAMID -

Milano - 2004

14 MANUTENZIONE

14.1Manutenzione Ordinaria

Sul dispositivo per magnetoterapia non sono previsti interventi di manutenzione da parte dell'utente a meno

delle normali attività di pulizia. Al fine di garantire un funzionamento sicuro dello strumento nel tempo si

raccomanda di inviarlo almeno una volta ogni 2 anni al fabbricante per un controllo funzionale e di sicurezza.

14.2Manutenzione Straordinaria

Una procedura di controllo e/o manutenzione immediata deve essere eseguita dal fabbricante, o da

personale qualificato autorizzato dal fabbricante stesso, in caso di:

L'apparecchio ha subito sollecitazioni meccaniche esterne (es. gravi cadute);

L'apparecchio è stato sottoposto a forte surriscaldamento (es. se lasciato vicino a fonti di calore

intenso);

Si dubita che liquidi possano essere penetrati all'interno;

L'alimentatore, l'involucro o altre parti dell'apparecchio sono danneggiate, spezzate o mancanti;

La funzionalità o l'integrità dell'apparecchio appare alterata.

14.3Pulizia dello strumento

Le superfici esterne dello strumento, possono essere pulite tramite un panno morbido e pulito, inumidito

con un blando detergente, mentre l'alimentatore a corredo può essere solo spolverato. Non usare panni

umidi o bagnati per pulire l'alimentatore in quanto sono presenti fenditure per la ventilazione che possono

far penetrare liquidi precludendo il buon funzionamento.

14.4Pulizia dei diffusori

Prima di ogni applicazione i diffusori devono essere puliti con un panno umido.

Per evitare il rischio di infezioni incrociate se si utilizzano i diffusori su pazienti diversi il panno può

essere bagnato con una soluzione disinfettante.

Non immergere i diffusori in acqua, o altri liquidi e non tenere sotto fonti di acqua corrente.

Si eviti l'impiego di solventi, alcool o detergenti troppo aggressivi, potrebbero danneggiare l'involucro dei

diffusori.

14.5Usura accessori

Per quanto riguarda i diffusori e gli accessori opzionali non è previsto un numero limite di applicazioni.

L’unico accorgimento è quello di verificare periodicamente lo stato dei cavi di collegamento e, qualora

fossero danneggiati (anche solo parzialmente), contattare l’assistenza.

In caso di utilizzo frequente del dispositivo per terapie in

sequenza si consiglia l'impiego di 2 coppie di diffusori da

alternare tra un'applicazione e l'altra, al fine di favorire l'igiene

e prevenire il riscaldamento dei diffusori stessi.

!

15 CARATTERISTICHE TECNICHE

Il Dispositivo è alimentato con un alimentatore separato dallo strumento per ragioni di sicurezza elettrica.

L’alimentatore fornito ha caratteristiche di alta sicurezza ed omologato come adatto nell’ambito medicale.

Unità di misura (prevista dal Sistema internazionale) per l’intensità del flusso magnetico è il Tesla [T]

1 [T] equivale a 10.000 [G] Viene comunemente utilizzato il Gauss [G] per comodità di calcolo.

Limiti di pressione atmosferica (operativi in magazzino): da 700 a 1060 [hPa]

Alimentatori compatibili:

Mod. MW128RA1202M01/AULT INC

Mod. MW173KB1202M01/AULT INC

Mod. TR30RAM120/CINCON

Tensione di alimentazione:

100-240Vac 50-60 Hz Assorbimento : 1 A max

Tensione di uscita:

12VDC-2.5A

Fusibile interno strumento:

RUEF 110 30V 1.1A

Caratteristiche di uscita (Campo Magnetico):

da 1 a 100 [Gauss]

Frequenza di pilotaggio dei diffusori:

da 5 a 130 [Hz] +/- 20%.

Intensità magnetica massima (Valore picco):

100 [Gauss] +/- 20% per canale

Programma Alta Frequenza

Scansione frequenza

da 100 Hz a 5000 Hz

Frequenza irradiata

13,560 MHz

Classificazioni in conformità EN60601-1

Classe d'isolamento:

Apparecchio di classe II-Tipo: BF

Classificazione rispetto all'ingresso di liquidi:

IP20

Condizioni di funzionamento:

Temperatura da 5° a 30°C - Umidità relativa da 15% a

93% - Pressione da 700 a 1060 hPa

Condizioni di trasporto e magazzino:

Temperatura da -25°C a +70°C - Umidità relativa

<93% - Pressione da 700 a 1060 hPa

Caratteristiche Meccaniche

Dimensioni Apparecchio:

220 x 200 x 120h [mm]

Peso (con custodia ed accessori):

2,7 [Kg].

Dimensioni diffusori:

L 100 mm H 20 mm P 75 mm

Peso diffusori:

350 gr.

Sicurezza in presenza di gas anestetici infiammabili: non è di categoria AP o APG.

Apparecchio per funzionamento continuo.

Il dispositivo è utilizzabile fino a 2000 metri di altitudine.

ATTENZIONE: Utilizzare solo l'alimentatore indicato nel manuale d'uso. L'utilizzo di un dispositivo diverso

può causare il malfunzionamento e/o la rottura dello strumento e l'annullamento della garanzia.

15.1 Composizione standard

Lo strumento è spedito con le seguenti parti:

1 Unità per magnetoterapia

1 Alimentatore

2 Elettrodi diffusori in materiale ABS Codice Amel : 05 099 0305000300

2 Fasce elastiche in velcro

1 Magnete permanente

1 Manuale istruzioni

1 Valigetta per il trasporto

Possono essere forniti i seguenti accessori opzionali:

1 Fascia lombo / sacrale

1 Maschera Facciale

1 Fascia gomito / ginocchio

1 Fascia cervicale

1 Stuoia trattata in Aloe vera per trattamento notturno (dimensioni 190 x 80 cm.)

2 Ciabatte

1 Giubbino

1 Guanto

15.2 Dismissione

La dismissione dell'apparecchiatura e dei relativi accessori, deve essere effettuata in rispetto ed in

conformità delle leggi vigenti nel paese di destinazione.

Le Direttive 2002/96CEE e 2003/108CEE denominate Direttive RAEE (WEEE), recano misure miranti in via

prioritaria a prevenire la produzione di rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche.

In ogni caso incentivano la possibilità di un loro reimpiego o riciclaggio e altre forme di recupero in modo

da ridurre il volume dei rifiuti da smaltire.

In ottemperanza a tali direttive l’apparecchiatura DEVE essere smaltita tramite rac-

colta differenziata.

Il simbolo a lato indica che il prodotto NON può essere gettato nei contenitori per

rifiuti urbani.

15.3 Simbologia

Il simbolo indica che è obbligatorio consultare le istruzioni per l’uso.

Il simbolo identifica note di avvertenza generica

Parte applicata di tipo BF

Smaltimento rifiuto in accordo con la Direttiva 2002/96/CE e successive modifiche

Il simbolo identifica il doppio isolamento elettrico

Indicazione di ACCESO (ON) / SPENTO (OFF)

Marcatura CE ai sensi della Dir.93/42/CEE “Dispositivi medici”.

Tenere in un luogo asciutto.

1936

GARANZIA

A completa tutela dell’utilizzatore, il dispositivo medico per magnetoterapia è garantito da Amel S.r.l.

per 24 mesi dalla data di acquisto.

La garanzia prevede che in caso di malfunzionamento o rottura da definirsi per difetto di fabbricazione,

lo stesso venga sostituito gratuitamente (tranne che per le spese di spedizione a carico dell’utilizzatore).

Qualora invece vi siano state manomissioni da parte di personale non autorizzato da Amel S.r.l., la

riparazione verrà eseguita esclusivamente a pagamento.

RESPONSABILITA’ DEL COSTRUTTORE

Amel S.r.l. si considera responsabile agli effetti della sicurezza, affidabilità e prestazioni dell’apparecchio

a patto che:

L’attività di manutenzione e/o riparazione siano effettuate da personale tecnico autorizzato

e riconosciuto come qualificato dalla Amel S.r.l.;

l’impianto elettrico dei locali adibiti all’utilizzo dell’apparecchio sia conforme alle prescrizioni

delle norme CEI in vigore;

l’apparecchio sia impiegato in conformità con le presenti istruzioni d’uso.

Il fabbricante si riserva la qualifica del personale addetto alla manutenzione e la fornitura su

richiesta degli schemi dei circuiti e degli elenchi dei componenti necessari al personale autorizzato

all’assistenza tecnica, alla manutenzione e riparazione del dispositivo.

Il fabbricante non si considera responsabile per i pericoli generati da modifiche non autorizzate apportate

al prodotto da personale non autorizzato. Non è possibile un’apertura accidentale del dispositivo in quanto

l’accessibilità è limitata dall’inserimento di viti.

Il presente manuale d’uso è previsto per i dispositivi:

3050 - Bio Energy; 3050 (I) - Bio Energy; 3050 (I) - Bio Energy - P; Bio Energy M

La distinzione tra i dispositivi è relativa alla presenza dell'interruttore di accensione sul modello (I)

- P ha un contenitore di dimensioni maggiorate ( 385mm).

MT3050; MT3050 (I); MT3050 (I) - P

La distinzione tra i dispositivi è relativa alla presenza dell'interruttore di accensione sul modello (I)

- P ha un contenitore di dimensioni maggiorate ( 290 mm).

Le funzionalità tra i Modelli sono le medesime, la differenza è solo nelle dimensioni.

IMPORTANTE

Le informazioni qui contenute sono soggette a modifiche senza preavviso.

E’ molto importante che questo manuale d’istruzioni sia conservato

insieme all’apparecchio per qualsiasi futura consultazione.

In caso di necessità d’Assistenza Tecnica o d’altro tipo, contattare il rivenditore.

Nome del

document

o

Numer

o di

pagina

Nome figura/immagine

Traduzione

ITALIANO

NEWS

FEMORE

FEMUR

ROTULA

PATELLA

MENISCO

MENISCUS

TIBIA

TIBIA (o SHINBONE)

AVVIO/ARRESTO

START/STOP

SELEZIONA/CONFERMA

SELECT/CONFIRM

CANALE

CHANNEL

ATTENZIONE: DIFFUSORI

SCOLLEGATI

ATTENTION: APPLICATORS

DISCONNECTED

MODALITA’ TERAPIE

PERSONALIZZATE

PERSONALISED THERAPY

MODE

MEMORIA 01 – MODIFICA

PARAMETRI?

MEMORY 01 – MODIFY

PARAMETERS?

MEMORIA 01 - GAUSS

MEMORY 01- GAUSS

MEMORIA 01 -FREQUENZA

MEMORY 01 - FREQUENCY

ALGIE INTERCOSTALI

INTERCOSTAL MYALGIA

ARTERIOPATIE PERIFERICHE

PERIPHERAL ARTERIAL

CONDITIONS

ARTRITE

ARTHRITIS

ARTRITE REUMATOIDE

RHEUMATOID ARTHRITIS

ARTROSI ALL’ANCA

HIP ARTHROSIS

ARTROSI CERVICALE

CERVICAL ARTHROSIS

ARTROSI CERV. IRR. SPALLE

CERVICAL ARTHROSIS

SHOULDERS IRR.

ARTROSI DELLA SPALLA

SHOULDER ARTHROSIS

ARTROSI DORSALE

BACK ARTHROSIS

RIPETERE . VOLTE

REPEAT . TIMES

ARTROSI MANO POLSO

HAND WRIST ARTHROSIS

BORSITE

BURSITIS

BRACHIALGIA

BRACHIALGIA

CEFALEA

HEADACHE

CICATRICI

SCARS

COLITE ULCEROSA

ULCERATIVE COLITIS

CONDRITE

CONDRITIS

CONTRATTURE

CONTRACTIONS

CONTUSIONI

CONTUSIONS

RIPETERE . VOLTE

REPEAT . TIMES

COXITE

COXITIS

DERMATITE

DERMATITIS

DISTORSIONI

DISTORTIONS

DOLORI ACUTI

ACUTE PAINS

DOLORI CRONICI

DOLORI MESTRUALI

CHRONIC PAINS

PERIOD PAINS

DOLORI PIANTA PIEDE

FOOT SOLE PAINS

EMICRANIA

MIGRAINE

EMORROIDI

HAEMORRHOIDS

RIPETERE . VOLTE

REPEAT . TIMES

EPICONDILITE

EPICONDYLITIS

FLEBLITE

PHLEBITIS

FORMICOLII MAN

TINGLING IN HANDS

FRATTURE OSSEE

BONE FRACTURES

GASTRITE

GASTRITIS

GONALGIA

GONALGIA

GONARTROSI

GONARTHROSIS

HERPES SIMPLES

HERPES SIMPLES

HERPES ZOSTER

HERPES ZOSTER

RIPETERE . VOLTE

REPEAT . TIMES

INFIAM. MENISCO

MENISCUS INFLAM.

ISCHIALGIA

ISCHIALGIA

LESIONI CUTANEE

SKIN LESIONS

LOMBARTROSI

LOMBARTHROSIS

LUSSAZIONE

DISLOCATIONS

NEVRALGIA COCCIGE

COCCYX NEURALGIA

NEVRALGIA TRIGEMINO

TRIGEMINAL NEURALGIA

OSTEODISTROFIA

OSTEODYSTROPHY

OSTEOLISI

OSTEOLYSIS

RIPETERE . VOLTE

REPEAT . TIMES

OSTEOPOROSI LOCALIZ.

LOCALIS. OSTEOPOROSIS

PERIARTRITE

PERIARTHRITIS

PETECCHIA

PETECHIAE

PIAGHE DA DECUBITO

DECUBITUS SORES

PROSTATITE

PROSTATITIS

PROSTATOCISTITE

PROSTATOCYSTITIS

PSEUDOARTROSI

PSEUDARTHROSIS

PSORIASI

PSORIASIS

RACHIALGIA

RACHIALGIA (o

RACHIODYNIA)

RIPETERE . VOLTE

REPEAT . TIMES

SCIATICA

SCIATICA

SINDROME DI RAYNAUD

RAYNAUD SYNDROME

SINUSITE CRONICA

CHRONIC SINUSITIS

SPONDILOARTROSI

SPONDYLOARTHROSIS

SPONDILOARTRITE

SPONDYLOARTHRITIS

SPONDILOSI

SPONDYLOSIS

STRAPPI MUSCOLARI

MUSCULAR TEARS

TENDINITE TENALGIA

TENDONITIS TENALGIA (o

TENODYNIA, TENONTODYNIA)

TORCICOLLO

STIFF NECK

RIPETERE . VOLTE

REPEAT . TIMES

TUNNEL CARPALE

CARPAL TUNNEL

ULCERE CUTANEE

SKIN ULCERS

ULCERE VENOSE

VENOUS ULCERS

USTIONI

BURNS

VARICI ARTI INFER.

LOW. LIMB VARICES

TERAPIA INTENSIVA –

POSIZIONARE I DIFFUSORI SUL

PUNTO DI MAGGIORE

INTENSITA’ DEL DOLORE

INTENSIVE THERAPY – PLACE

THE APPLICATORS ON THE

POINT OF GREATEST PAIN

INTENSITY

RIPETERE . VOLTE

REPEAT . TIMES

MEMORIA 01

MEMORY 01

MEMORIA 02

MEMORY 02

MEMORIA 03

MEMORY 03

TERAPIA PERSONALIZZABILE

PERSONALISED THERAPY

PER ISTRUZIONI VEDI

CAPITOLO 13

REFER TO CHAPTER 13 FOR

INSTRUCTIONS

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